3 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

3 Lug, 2026

Rassemblement National, nuove indagini: adesso anche Bardella nel mirino

La Procura europea avvia indagini sull’uso di fondi Ue impiegati dal Rassemblement National per formare Jordan Bardella mentre Marine Le Pen attende la sentenza d’appello che potrebbe escluderla dalla corsa all’Eliseo


Nuove ombre si addensano sopra il Rassemblement National, la formazione nazionalista guidata da Marine Le Pen, largamente favorita nei sondaggi in vista delle presidenziali. Mercoledì scorso infatti la Procura europea (European Public Prosecutor’s Office, Eppo) ha lanciato una serie di perquisizioni in Francia, Spagna, Italia e Belgio nell’ambito di un’indagine sull’uso improprio di fondi Ue da parte del gruppo politico lepenista al Parlamento europeo. L’ufficio del procuratore non ha voluto rivelare l’identità del gruppo coinvolto né i dettagli delle perquisizioni, «per non compromettere l’esito del procedimento».

Ma il quotidiano francese Le Monde ha confermato che le perquisizioni hanno riguardato membri di spicco dell’ex gruppo Identità e Democrazia. Alleanza politica europea di cui faceva parte – tra gli altri – lo stesso Rassemblement National. Jordan Bardella, braccio destro di Le Pen e probabile candidato all’Eliseo, ha confermato su X che gli inquirenti hanno perquisito gli uffici e le abitazioni private di fornitori di servizi di comunicazione che hanno lavorato con il partito.

La risposta di Bardella

«Da questa mattina presto sono in corso perquisizioni negli uffici e nelle case private di fornitori di servizi di comunicazione che hanno collaborato con noi», ha dichiarato il leader del Rn. Il quale ha inoltre rivelato di essere stato informato dell’apertura imminente di un’inchiesta giudiziaria a suo carico. «Non abbiamo nulla da nascondere e lo dimostreremo», ha scritto Bardella. Definendo le perquisizioni parte di «una nuova campagna di molestie» e di un sistematico «accanimento giudiziario» contro il suo partito.

Le nuove perquisizioni arrivano dopo una lunga serie di controverse giudiziarie contro l’estrema destra francese. Lo scorso maggio l’Eppo aveva aperto un’indagine sull’uso da parte del Rn di fondi europei per finanziare la formazione mediatica di Bardella in vista delle presidenziali del 2027. Secondo gli inquirenti, il politico sarebbe stato formato su temi di politica interna anziché europea, in violazione delle norme sulla destinazione dei fondi. Il partito ha respinto le accuse, sostenendo che il servizio sia stato erogato «in conformità con le regole del Parlamento europeo, approvate dai suoi stessi uffici».

A ciò si aggiunge il caso dei Patriots for Europe, il gruppo europeo di cui il RN fa parte. Secondo indiscrezioni riportate da Politico, il gruppo potrebbe dover restituire 276.967 euro di fondi UE. Spesi in modo improprio nel 2024, per presunte donazioni irregolari e violazioni delle norme sugli appalti pubblici. Il denaro contestato sarebbe stato usato per sostenere organizzazioni locali legate a tradizioni francesi e fiamminghe, oltre a realtà sportive in Guadalupa. I Patriots hanno definito la procedura «senza precedenti» e hanno respinto ogni accusa di frode.

L’attesa per il verdetto su Le Pen

Soprattutto, però, la probabile causa contro Bardella avviene mentre pende ancora l’appello di Marine Le Pen, condannata in primo grado nel marzo 2025 per appropriazione indebita di fondi pubblici nell’ambito del caso degli assistenti parlamentari fittizi al Parlamento europeo. Un’inchiesta relativa al periodo 2004-2016 e che ha coinvolto 25 persone, per un danno totale stimato in 2.9 milioni di euro.

In primo grado le corti francesi hanno inflitto alla leader una condanna a quattro anni di reclusione, di cui due da scontare con braccialetto elettronico. Oltre che 100.000 euro di multa e – soprattutto – cinque anni di ineleggibilità dai pubblici uffici con decorrenza immediata. Misura che le impedirebbe di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali.

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La decisione della Corte d’Appello è attesa per il prossimo 7 luglio e tutta la Francia attende il verdetto col fiato sospeso. Se l’ineleggibilità fosse confermata (come la maggior parte dei media francesi ritiene), la candidatura passerebbe – secondo uno schema già deciso – proprio a Bardella, dato favorito nei sondaggi. Sempre che nel frattempo anche quest’ultimo non finisca azzoppato dalle inchieste.

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