Elisa Claps, la Procura della Repubblica di Potenza riapre le indagini per concorso in omicidio per capire chiu aiutò Danilo Restivo
Concorso in omicidio con Danilo Restivo, condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione. È questa l’ipotesi di reato, al momento contro ignoti, al centro della riapertura, da parte della Procura della Repubblica di Potenza, da circa due anni, delle indagini sul caso di Elisa Claps, la 16enne studentessa potentina, della quale si erano perse le tracce il 12 settembre 1993. E il cui cadavere fu ritrovato il 17 marzo 2010 nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità del capoluogo lucano.
Il procuratore: «Piena verità»
Il procuratore della Repubblica di Potenza, Camillo Falvo, ha confermato la notizia – che in città sta facendo parecchio rumore – dell’esistenza del fascicolo. “Ci sono alcuni casi che – ha sottolineato Falvo – meritano una piena verità, al di là dell’aspetto prettamente giudiziario. Per rispetto delle vittime e delle loro famiglie”. In questi mesi, i Carabinieri del Ris hanno effettuato nuovi accertamenti tecnico-scientifici, con l’ausilio di nuove tecnologie, su alcuni reperti della scena del crimine.
La Curia: no comment
Gildo Claps, fratello di Elisa, ha elogiato la forza e il coraggio della Procura potentina – guidata quando le indagini sono state riaperte nel 2024 da Francesco Curcio, ora procuratore della Repubblica di Catania – mentre la madre, Filomena Iemma, ha attaccato molto duramente i quattro arcivescovi potentini degli ultimi 33 anni (Ennio Appignanesi, Agostino Superbo, Salvatore Ligorio e Davide Carbonaro): la Curia potentina ha scelto di non commentare.
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Omertà e complicità
Elisa Claps fu uccisa da Danilo Restivo, dal 2010 in carcere in Gran Bretagna, dove sta scontando una condanna per aver ucciso nel 2002 la vicina di casa Heather Barnett. Già nelle motivazioni di quella sentenza, si mise in evidenza che Restivo aveva “goduto, negli anni, di omertà e complicità, anche solo suggerite dalla paura di sue ritorsioni”. Una tesi, questa, sempre sostenuta dalla famiglia Claps.
Chi aiutò Danilo Restivo?
Tante, quindi, le domande a cui bisogna ancora rispondere: chi era a conoscenza dell’omicidio di Elisa Claps e chi può aver aiutato Restivo ad occultare il cadavere della ragazza? Il corpo di Elisa era stato coperto da calcinacci, c’era anche un materasso. Qualcuno ha anche praticato un foro sul tetto della chiesa per favorire l’uscita dei miasmi dovuti alla decomposizione. Sarà importante capire chi era stato lì dentro e individuare chi aveva commissionato quei lavori. A distanza di così tanti anni, molti dei reati, anche in riferimento al ritrovamento del cadavere, sarebbero prescritti, non quelli però riferiti all’omicidio.































