Le cerimonie si terranno quattro mesi la morte delll’ayatollah dal 4 al 9 luglio tra Iran e Iraq. La sepoltura è prevista a Mashhad, nel santuario dell’Imam Reza
L’Iran si prepara ai funerali di Ali Khamenei oltre quattro mesi dopo la sua morte. Le autorità hanno annunciato sei giorni di cerimonie, dal 4 al 9 luglio, tra Iran e Iraq, trasformando l’ultimo saluto alla Guida suprema nel più grande funerale di Stato dalla nascita della Repubblica islamica.
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Khamenei era stato ucciso il 28 febbraio, nel primo giorno della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. La scelta di rinviare così a lungo le esequie ha alimentato interrogativi sulle condizioni di Mojtaba Khamenei, figlio e successore designato. Il ritardo è legato anche alla guerra, al cessate il fuoco e al successivo processo negoziale. Teheran ha scelto di fissare ora le esequie, in una fase di relativa de-escalation, mentre Iran e Stati Uniti hanno sospeso gli scambi di fuoco e proseguono i colloqui sul memorandum d’intesa.
Sei giorni di cerimonie
Le celebrazioni inizieranno a Teheran il 4 e 5 luglio nel complesso di preghiera Mosalla, il principale spazio della capitale per le grandi adunanze religiose ufficiali. Il 6 luglio si terrà la processione funebre nella capitale, lungo un percorso di dieci chilometri da piazza Imam Hossein a piazza Azadi, luogo simbolo della storia politica iraniana, dalla rivoluzione del 1979 alle grandi manifestazioni di massa. Il sindaco di Teheran ha detto che sono attese fino a 20 milioni di persone, definendo l’evento:
«Il più grande raduno nella storia della città».
Da Qom all’Iraq
Il 7 luglio la processione si sposterà a Qom, centro dell’insegnamento sciita in Iran. Il corteo attraverserà il percorso tra il santuario di Fatima Masoumeh e la moschea di Jamkaran, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti dello sciismo, associato all’Imam nascosto, il Mahdi.
Il corpo sarà poi trasferito in Iraq, dove l’8 luglio sono previste cerimonie a Najaf e Karbala, due delle città più sacre dell’islam sciita. Le autorità irachene hanno confermato i preparativi e le Forze di mobilitazione popolare hanno invitato i media locali e internazionali ad accreditarsi per seguire gli eventi.
La sepoltura a Mashhad
La sepoltura finale è prevista il 9 luglio a Mashhad, città natale di Khamenei e principale centro spirituale sciita dell’Iran. La Guida suprema sarà tumulata nel santuario dell’Imam Reza, uno dei luoghi più sacri dell’islam sciita e meta di milioni di pellegrini.
Le autorità iraniane stimano che alla sepoltura possano partecipare tra otto e dieci milioni di persone. Mashhad ospita anche l’Astan Quds Razavi, la fondazione religiosa più ricca del Paese, un vasto impero economico con legami finanziari che arrivano fino alle istituzioni statali e ai Pasdaran.
Sicurezza e logistica
La macchina organizzativa sarà imponente. La Basij coordina la logistica: autostrade trasformate in parcheggi temporanei, moschee, scuole, palazzetti dello sport e università adibiti ad alloggi per i partecipanti.
Ognuno dei 22 distretti di Teheran ospiterà fedeli provenienti da una delle province iraniane. Sono previste cancellazioni di voli, controlli rigidi agli ingressi delle città e una massiccia presenza dei Pasdaran per la sicurezza e la gestione delle folle. Un comitato guidato dal primo vicepresidente Mohammad Reza Aref supervisiona da settimane i preparativi.
L’incognita Mojtaba
Resta incerta la presenza di Mojtaba Khamenei, figlio e successore della Guida suprema, che non è apparso in pubblico dalla nomina seguita alla morte del padre. Alcuni media statunitensi, citando funzionari iraniani, hanno scritto che Mojtaba sarebbe rimasto gravemente ferito negli attacchi che hanno ucciso Ali Khamenei e avrebbe subito diversi interventi chirurgici. Teheran non ha confermato. La sua eventuale assenza peserebbe sul significato politico delle cerimonie, già osservate con attenzione dentro e fuori l’Iran.
Il peso politico del lutto
Ali Khamenei, nato a Mashhad nel 1939, è stato Guida suprema per 37 anni, il secondo mandato più lungo dalla nascita della Repubblica islamica dopo la rivoluzione del 1979. Fu presidente dell’Iran dal 1981 al 1989, poi venne scelto dall’Assemblea degli esperti come successore dell’ayatollah Ruhollah Khomeini.
Proprio il funerale di Khomeini, nel 1989, resta il precedente più alto: una folla immensa travolse la processione, il corpo rischiò di andare perduto e fu necessario l’intervento di un elicottero. Da quel passaggio caotico nacque l’ascesa di Khamenei. Oggi Teheran vuole evitare incidenti e mostrare al mondo un lutto ordinato, enorme, controllato. Un funerale religioso, ma anche una prova di forza politica. Le temperature dovrebbero arrivare intorno ai 45 gradi Celsius.































