Uno studio su Nature Medicine indaga il rapporto tra invecchiamento biologico accelerato e tumori a esordio precoce. Ma il paradosso riguarda anche il linguaggio: oggi chiamiamo giovani i quarantenni, come faceva Dante sette secoli fa
I giovani stanno invecchiando più velocemente. È questo il messaggio, allarmante, che si evince da uno studio pubblicato su Nature Medicine, Biological aging and generational shifts in early-onset cancer risk, dal team dell’epidemiologa Yin Cao.
Una tragedia paradossale: i giovani sono biologicamente più vecchi in una società che li riconosce socialmente sempre più “infantili”.
Lo studio su età biologica e tumori precoci
Lo studio analizza il rapporto tra invecchiamento biologico e tumori a esordio precoce. Questi ultimi sono definiti come i tumori diagnosticati prima dei 50 o dei 55 anni. L’età biologica, invece, non coincide necessariamente con quella indicata sulla carta d’identità: viene stimata attraverso diversi parametri clinici e serve a descrivere quanto un organismo sembri invecchiato rispetto agli anni effettivamente vissuti. In altre parole, due persone di quarant’anni possono avere la stessa età anagrafica, ma presentare condizioni biologiche differenti.
I ricercatori hanno esaminato oltre 154 mila partecipanti della UK Biobank e hanno confrontato persone appartenenti a diverse coorti di nascita. Il risultato principale è che, a parità di età anagrafica, le generazioni nate più recentemente sembrano presentare più frequentemente un’età biologica avanzata rispetto alle generazioni precedenti.
Lo studio
Nello specifico, lo studio confronta i nati tra il 1965 e il 1974 con quelli nati tra il 1950 e il 1954. Letto oggi, nel 2026, questo dato può creare un equivoco: i primi hanno ormai tra i 51 e i 61 anni e difficilmente verrebbero definiti “giovani”, sia nel linguaggio comune sia dagli specialisti. Le rilevazioni, però, risalgono alla fase iniziale della UK Biobank, tra il 2006 e il 2010. In quel momento le persone nate tra il 1965 e il 1974 avevano all’incirca tra i 32 e i 45 anni. Quando furono misurati i loro valori biologici, dunque, nessuno aveva superato i 45 anni.
Inoltre, questa accelerazione biologica risulta associata a un rischio più elevato di sviluppare alcuni tumori prima dei 55 anni, in particolare quelli del polmone, dell’apparato gastrointestinale e dell’utero. Si tratta di un’associazione statistica, non della prova che l’invecchiamento biologico sia la causa diretta del cancro. L’età biologica potrebbe riassumere gli effetti accumulati di molti fattori: alimentazione, obesità, sedentarietà, infiammazione, condizioni metaboliche, inquinamento ed esposizioni ambientali.
Un 40enne può essere chiamato giovane?
Rimane una questione linguistica e culturale. Nello studio compare l’espressione “young adults”, giovani adulti. Allo stesso tempo, gli autori parlano soprattutto di “recent generations”, generazioni recenti, e di tumori che compaiono prima del limite convenzionale dei 50 o dei 55 anni. Senza contare che il risultato dello studio è spiazzante: proprio nel periodo attuale, in cui i giovani sono considerati socialmente più “infantili”, gli stessi risultano biologicamente più vecchi.
A volte, chiamare giovane una persona di quaranta o quarantacinque anni può sembrare una forzatura. Comunemente interpretiamo questa abitudine come un prodotto della società contemporanea, quasi il segno di responsabilità rimandate e di una generale infantilizzazione dell’età adulta.
Nell’Italia del Novecento, del resto, un trentacinque-quarantenne era quasi sempre considerato adulto pienamente formato. A quell’età si lavorava spesso già da molti anni, si avevano figli grandi e si occupava una posizione sociale completa.
Le età di Dante
Eppure, almeno dal punto di vista della classificazione delle età, ciò che ci appare come uno spostamento tutto contemporaneo assomiglia (altra bizzarria) a un ritorno, inconsapevole, a una concezione molto più antica.
Nel quarto trattato del Convivio, Dante divide la vita umana in quattro età: adolescenza, gioventute, senettute e senio.
La giovinezza comincia a venticinque anni e dura per circa vent’anni, fino ai quarantacinque. Ma forse ancora più degno di nota è il fatto che per lui la giovinezza non è il periodo incerto che precede l’ingresso nella vera vita adulta ma, al contrario, «lo colmo della nostra vita»: la fase in cui le capacità del corpo e dell’anima raggiungono la loro massima pienezza.
Anche il nome ha un significato preciso. Dante definisce la “gioventute” come «etate che puote giovare», cioè l’età che può essere utile, produrre effetti e portare qualcosa a compimento. Il giovane non è definito negativamente come chi non è ancora diventato adulto, ma come chi possiede la forza e la perfezione necessarie per agire pienamente.
La classificazione dantesca deriva da una lunga tradizione filosofica e medica, risalente al mondo antico e trasmessa al Medioevo attraverso autori come Ippocrate, Galeno, Avicenna e Alberto Magno.
Il paradosso della giovinezza
Naturalmente questa fisiologia non coincide con la medicina e la vulgata contemporanea, ma il confronto è culturalmente significativo. La ricerca contemporanea considera “precoce” un tumore che compare prima dei 50 o dei 55 anni e può includere fra i “giovani adulti” anche persone di quaranta o quarantacinque anni. Nel linguaggio comune sentiamo spesso parlare di un quarantenne come giovane. Dante, più di sette secoli fa, faceva terminare la giovinezza proprio a quarantacinque anni.
Pertanto, quando oggi chiamiamo giovane un quarantenne ci stiamo inserendo, senza rendercene conto, all’interno di una concezione antica nella quale la giovinezza non coincide con l’immaturità, ma con la piena capacità di vivere, operare e “giovare”.
La vera differenza riguarda il significato attribuito alla parola. Per Dante la giovinezza era il contrario dell’infantilizzazione: era la stagione della massima forza, della responsabilità e della piena realizzazione delle facoltà umane.
Chissà se, nel recuperare l’antica estensione numerica della giovinezza, non finiremo per recuperarne, anche il significato antico.
































