17 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

17 Giu, 2026

Addio a Carlo Ginzburg, il maestro della microstoria

Carlo Ginzburg

Storico, saggista e studioso della cultura popolare, Carlo Ginzburg è morto a 87 anni. Con libri come I benandanti e Il formaggio e i vermi ha rivoluzionato il modo di raccontare la storia delle persone comuni


È morto Carlo Ginzburg, tra i più importanti storici italiani del Novecento e del nuovo secolo. Aveva 87 anni. Figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg, è stato uno dei più influenti studiosi della cultura popolare e delle credenze religiose dell’età moderna, oltre che il principale esponente della microstoria, corrente storiografica che ha cambiato il modo di guardare al passato attraverso le vicende di persone comuni.

Nato a Torino il 15 aprile 1939, studiò all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, perfezionandosi poi al Warburg Institute di Londra. Nel corso della sua carriera insegnò in alcune delle più prestigiose università del mondo, da Bologna a Harvard, da Yale all’Università della California di Los Angeles, fino al ritorno alla Normale di Pisa come docente di Storia delle culture europee.

I benandanti e la cultura popolare

La sua prima grande opera fu I benandanti. Ricerche sulla stregoneria e sui culti agrari tra Cinquecento e Seicento, pubblicata nel 1966. Attraverso i documenti dei processi inquisitoriali, Ginzburg ricostruì la storia di un antico sistema di credenze contadine diffuso in Friuli, aprendo una nuova prospettiva sugli studi dedicati alla religiosità popolare e alla stregoneria.

Quel lavoro lo impose rapidamente come uno degli studiosi più innovativi della sua generazione.

Il successo de “Il formaggio e i vermi”

La fama internazionale arrivò nel 1976 con Il formaggio e i vermi. Il cosmo di un mugnaio del ‘500, il libro che racconta la vicenda di Menocchio, mugnaio friulano processato dall’Inquisizione. Attraverso la ricostruzione della sua visione del mondo, Ginzburg mostrò come anche figure apparentemente marginali potessero offrire una chiave di lettura preziosa per comprendere la società e la cultura di un’epoca. L’opera è stata tradotta in decine di lingue ed è considerata uno dei testi fondamentali della storiografia contemporanea.

Una carriera tra ricerca e insegnamento

Negli anni Ottanta, insieme a Giovanni Levi, diresse la collana Microstorie di Einaudi, contribuendo alla diffusione di un nuovo metodo di ricerca storica fondato sull’analisi approfondita di casi individuali e realtà locali.

Tra i suoi numerosi lavori figurano anche Indagini su Piero, dedicato a Piero della Francesca, e Occhiacci di legno, che nel 1998 gli valse il Premio Viareggio per la saggistica. Nel corso della sua carriera ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei e il Premio Balzan.

L’eredità di uno storico

Tradotto in oltre venti lingue, Carlo Ginzburg ha lasciato un segno profondo nella storiografia internazionale. I suoi studi hanno mostrato come la storia non sia fatta soltanto da sovrani, guerre e grandi eventi, ma anche dalle idee, dalle credenze e dalle vite delle persone comuni.

Una lezione che ha influenzato generazioni di studiosi e che continua a essere un punto di riferimento per chi cerca di comprendere il passato attraverso le voci spesso dimenticate della storia.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA