4 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

4 Giu, 2026

Iran, la Camera sfida Trump sulla guerra: passa la mozione per il ritiro. Ma non basta

Donald Trump

La Camera dei Rappresentanti approva una risoluzione che chiede il ritiro delle truppe Usa dall’Iran e infligge a Donald Trump la prima vera bocciatura bipartisan sulla guerra. Quattro repubblicani votano con i Democratici, ma il presidente può ancora fermare la misura al Senato o con il veto


La Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione che chiede a Donald Trump di ritirare le truppe americane dal conflitto con l’Iran oppure ottenere una nuova autorizzazione del Congresso per proseguire le operazioni militari. Il voto rappresenta il più duro segnale politico arrivato finora contro la gestione della guerra da parte del presidente e certifica la crescente frattura anche all’interno del Partito Repubblicano.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

La ribellione repubblicana

Quattro deputati repubblicani hanno votato insieme ai Democratici, consentendo l’approvazione della risoluzione con 215 voti favorevoli e 208 contrari. Si tratta di Tom Barrett, Brian Fitzpatrick, Warren Davidson e Thomas Massie. Un numero limitato ma sufficiente per trasformare il voto in un segnale politico pesante per la Casa Bianca, soprattutto perché arriva da esponenti conservatori che negli ultimi mesi avevano già espresso dubbi sulla prosecuzione del conflitto.

Trump non è riuscito a fermare il voto

I leader repubblicani avevano già rinviato il voto due settimane fa, nella speranza di convincere i parlamentari indecisi e risparmiare al presidente una sconfitta politica. Il tentativo però non ha funzionato. Con il conflitto entrato nel quarto mese e senza progressi visibili verso una soluzione, i vertici del partito non sono riusciti a ricompattare il fronte conservatore.

Perché il voto è importante

La misura è in gran parte simbolica e difficilmente potrà fermare da sola la guerra. Tuttavia rappresenta una clamorosa bocciatura politica della strategia di Trump dopo quattro mesi di conflitto e arriva mentre i negoziati con Teheran restano bloccati.

Lo scontro sui poteri di guerra

I Democratici sostengono che solo il Congresso possa autorizzare operazioni militari prolungate. La Casa Bianca e i vertici repubblicani replicano invece che il presidente, come comandante in capo, ha piena autorità per ordinare azioni militari necessarie alla difesa degli interessi americani.

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Il Senato e il possibile veto

La risoluzione passa ora al Senato. Anche in caso di approvazione, Trump potrebbe bloccarla con il veto presidenziale. Inoltre resta aperto il dibattito giuridico sulla reale capacità del Congresso di imporre il ritiro delle truppe.

Una frattura che va oltre l’Iran

Il voto sulla guerra si inserisce in una fase di rapporti sempre più complicati tra Trump e una parte del Partito Repubblicano. Nelle ultime settimane il Congresso ha già costretto la Casa Bianca a fare marcia indietro su altri dossier, dai fondi per alcuni progetti presidenziali a diverse iniziative dell’amministrazione. Con le elezioni di metà mandato all’orizzonte, molti parlamentari iniziano a guardare più agli umori degli elettori che alle richieste della Casa Bianca.

Conseguenze politiche

Il voto conferma le difficoltà crescenti della Casa Bianca nel mantenere compatto il fronte repubblicano sulla guerra. Con le elezioni di metà mandato sempre più vicine, aumenta il numero di parlamentari conservatori che teme il costo politico ed economico di un conflitto destinato a protrarsi senza una chiara via d’uscita.

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