Primo provvedimento dopo il caos alle prove della parata del 2 giugno. Quattro agenti della Polizia locale sono stati esclusi dai servizi operativi in attesa delle indagini della Procura
Primo provvedimento dopo l’incidente che nella notte tra venerdì e sabato ha trasformato le prove della parata del 2 giugno in una scena di caos. I quattro agenti della Polizia locale coinvolti nell’accensione dei fuochi d’artificio che avrebbe provocato la fuga di trenta cavalli saranno esclusi dai servizi operativi e dalle celebrazioni della Festa della Repubblica.
La decisione è stata annunciata dal comandante della Polizia locale di Roma Capitale, Mario De Sclavis. «Prima di tutto li ho esclusi dalla parata e, d’accordo con la comandante del Gruppo intervento traffico, abbiamo deciso che le persone coinvolte saranno escluse dai servizi operativi. Anche a tutela della loro incolumità, perché potrebbero essere oggetto di qualche improperio», ha spiegato.
De Sclavis: «Travolti da uno tsunami»
Il messaggio del comandante dei Vigili urbani De Sclavis via radio alle pattuglie: «I fatti della scorsa notte ci sono piovuti addosso come uno tsunami».
«Capisco il vostro stato d’animo – continua il comandante -, che da due giorni è anche il mio. Ma voi, parte sana del Corpo, non dovete preoccuparvi di nulla. Dovete continuare a lavorare a testa alta».
La misura in attesa delle indagini
Si tratta di un provvedimento cautelativo e non disciplinare. Dal Comando precisano che ogni valutazione sulle eventuali responsabilità sarà presa dopo gli accertamenti in corso.
«Non farò sconti a nessuno», ha ribadito De Sclavis. Al momento però non risultano iscritti nel registro degli indagati. «Aspettiamo la Procura. Non posso sospendere una persona finché non si esprime l’autorità giudiziaria. Posso fare soltanto ciò che rientra nelle mie competenze».
Sul caso stanno indagando i carabinieri della Compagnia Roma Centro con il supporto della stessa Polizia locale. Una prima informativa è già stata trasmessa in Procura e nelle prossime ore potrebbe essere aperto un fascicolo per ipotesi di reato come lesioni e danneggiamento.
Quattro agenti nel mirino
Secondo la ricostruzione degli investigatori sarebbero quattro gli agenti presenti attorno alla batteria di fuochi esplosa durante le prove della parata alle Terme di Caracalla.
Oltre all’agente che avrebbe materialmente acceso la miccia, un cinquantenne entrato nel Corpo con l’ultimo concorso, erano presenti altri tre colleghi dello stesso gruppo operativo. Video e testimonianze raccolti dagli investigatori avrebbero evidenziato una stretta coincidenza temporale tra l’esplosione dei botti e la fuga dei cavalli.
L’agente individuato poco dopo l’accaduto avrebbe ammesso di aver acceso i fuochi per «motivi goliardici» mentre si trovava insieme ai colleghi.
Trenta cavalli imbizzarriti e quattro feriti
L’incidente si è verificato quando i cavalli erano già schierati in attesa delle prove della parata. L’esplosione dei fuochi d’artificio, avvenuta a circa duecento metri di distanza, avrebbe spaventato gli animali facendoli fuggire al galoppo lungo le strade della Capitale.
Nella corsa incontrollata i cavalli hanno travolto persone e veicoli, provocando il ferimento di tre giovani soldati dei Lancieri di Montebello e di una poliziotta di 29 anni.
«È stata la notte più spaventosa della mia vita», ha raccontato una carabiniera impegnata nei preparativi della parata. «I cavalli hanno travolto chiunque e qualsiasi cosa si trovassero davanti».































