L’intervento si è concluso all’alba dopo una notte di lavoro per oltre cinquanta tecnici del Soccorso alpino e speleologico. Il ventenne ligure era rimasto incastrato sotto un masso a 120 metri di profondità
È salvo il giovane speleologo rimasto intrappolato nella grotta dei Cinghiali Volanti, sulle montagne di Garessio, nel Cuneese. Il recupero si è concluso alle 5.40 di questa mattina dopo oltre dodici ore di operazioni condotte dal Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico.
Il ventenne, originario della Liguria, era rimasto bloccato a circa 120 metri di profondità dopo che un grosso masso si era staccato al suo passaggio. Intrappolandogli una gamba. A dare l’allarme erano stati i compagni di escursione.
La corsa contro il tempo per liberare la gamba
Per tutta la notte hanno lavorato senza sosta tecnici e sanitari specializzati provenienti da Piemonte, Liguria e Lombardia. Complessivamente hanno agito oltre cinquanta operatori del Soccorso alpino e speleologico.
Una volta raggiunto il giovane, le squadre si sono concentrate sulla liberazione dell’arto rimasto schiacciato sotto la roccia. Un intervento particolarmente delicato, affidato ai tecnici specializzati nelle operazioni in ambiente ipogeo, che hanno studiato il modo più sicuro ed efficace per spostare il masso senza aggravare le condizioni del ferito.
Allestito un presidio medico dentro la grotta
Dopo aver liberato la gamba dello speleologo, i soccorritori hanno allestito un piccolo campo sanitario all’interno della cavità per consentire al personale medico del Cnsas di effettuare una valutazione approfondita delle sue condizioni. Gli accertamenti hanno evidenziato un quadro clinico complessivamente buono e l’assenza di lesioni tali da rendere necessario il trasporto in barella.
L’uscita assistita dalla cavità
I soccorritori hanno quindi organizzato l’evacuazione assistita della grotta. La collaborazione attiva del giovane durante il recupero ha consentito di accelerare le operazioni, rese comunque complesse dalla profondità della cavità e dalle difficili caratteristiche del percorso sotterraneo. Dopo oltre dodici ore di intervento, lo speleologo è stato riportato in superficie vivo e affidato ai sanitari per il successivo trasferimento in ospedale.
Il lavoro di oltre 50 soccorritori
L’operazione ha impegnato per tutta la notte squadre provenienti da diverse regioni italiane, tra tecnici, sanitari e specialisti del soccorso speleologico. Un intervento complesso che si è concluso con successo grazie al coordinamento delle squadre e alla rapidità con cui è stato possibile raggiungere il giovane intrappolato nelle profondità della grotta.































