25 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

20 Mag, 2026

Trump riduce le truppe Usa in Europa: Ue pensa a Draghi per parlare con Putin

Brigate Usa in Europa

Gli Stati Uniti riducono la presenza militare in Europa mentre l’Unione Europea valuta una nuova iniziativa diplomatica con Putin affidata a figure come Draghi o Merkel


Il Pentagono ha annunciato il taglio delle brigate da combattimento americane nel continente da quattro a tre, riportando i livelli militari Usa a quelli precedenti all’invasione russa del 2022. Intanto, secondo il Financial Times, l’Unione Europea sta valutando di affidare a una figura politica di alto profilo, come Mario Draghi o Angela Merkel, il ruolo di intermediario con Vladimir Putin.

La doppia mossa fotografa un momento delicatissimo per l’Europa: da una parte il graduale riposizionamento strategico degli Stati Uniti di Trump, dall’altra il tentativo europeo di costruire una propria iniziativa diplomatica sul conflitto.

Il Pentagono taglia le brigate in Europa

In una nota ufficiale il Dipartimento della Difesa americano ha confermato di aver ridotto il numero delle Brigade Combat Teams assegnate all’Europa da quattro a tre. La decisione è il risultato di «un processo esaustivo e articolato» sulla presenza militare americana nel continente e rientra nella strategia “America First” dell’amministrazione Trump.

Washington sottolinea che il nuovo assetto punta anche a spingere gli alleati Nato ad assumersi «la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell’Europa». La revisione comporterà anche un ritardo temporaneo nello schieramento delle forze americane in Polonia, uno dei Paesi più esposti sul fronte orientale dell’Alleanza Atlantica.

Washington: «Gli europei devono fare di più»

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha parlato con il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz. Rassicurando Varsavia sul mantenimento di «una forte presenza militare» americana nel Paese.

Ma il messaggio politico resta chiaro: secondo Washington gli alleati europei devono aumentare il proprio impegno militare.

«La Polonia ha dimostrato di avere capacità e determinazione per difendersi autonomamente. Gli altri alleati Nato dovrebbero seguire questo esempio», si legge nella nota del Pentagono. La collocazione definitiva delle tre brigate rimaste e delle altre forze statunitensi in Europa verrà decisa nei prossimi mesi sulla base delle esigenze strategiche americane e del contributo garantito dagli alleati europei.

L’Ue pensa a Draghi o Merkel per trattare con Putin

Nel frattempo, secondo il Financial Times, dentro le istituzioni europee cresce il consenso sull’idea di nominare un inviato speciale per aprire un canale diretto con Vladimir Putin. Tra i nomi circolati ci sarebbero quelli dell’ex cancelliera tedesca Angela Merkel e dell’ex premier italiano Mario Draghi.

L’obiettivo sarebbe quello di dare all’Europa una propria voce nei negoziati sull’Ucraina mentre i colloqui guidati dagli Stati Uniti appaiono sempre più bloccati. L’ipotesi riflette anche la crescente inquietudine europea per le mosse di Trump e per il rischio che Washington possa ridurre progressivamente il proprio coinvolgimento nella sicurezza del continente.

Il nuovo equilibrio tra Usa, Nato ed Europa

La riduzione delle brigate americane arriva in un momento in cui molti governi europei stanno accelerando i programmi di riarmo e aumento delle spese militari. Da mesi Trump insiste sulla necessità che gli alleati Nato paghino di più per la propria difesa e riducano la dipendenza dagli Stati Uniti. In questo quadro, la possibile apertura diplomatica europea verso Putin rappresenterebbe anche un tentativo di costruire maggiore autonomia politica e strategica rispetto a Washington.

La nota del Pentagono, ministero della Guerra

Il Dipartimento della Difesa ha ridotto il numero totale delle Brigade Combat Teams (BCT) assegnate all’Europa da quattro a tre. Questo riporta la presenza delle BCT in Europa ai livelli del 2021. La decisione è il risultato di un processo approfondito e articolato su più livelli, focalizzato sulla postura delle forze statunitensi in Europa. Ciò comporta un ritardo temporaneo nel dispiegamento delle forze americane in Polonia, che rappresenta un alleato modello per gli Stati Uniti.

L’agenda “America First”

Il Dipartimento determinerà la collocazione definitiva di queste e di altre forze statunitensi in Europa sulla base di ulteriori analisi dei requisiti strategici e operativi degli Stati Uniti. Così come della capacità dei nostri alleati di contribuire con proprie forze alla difesa dell’Europa. Questa analisi è concepita per promuovere l’agenda “America First” del presidente Trump in Europa e negli altri teatri operativi. Anche incentivando e mettendo gli alleati Nato nelle condizioni di assumersi la responsabilità primaria della difesa convenzionale europea.

Il segretario Hegseth ha parlato oggi con il vicepremier polacco Kosiniak-Kamysz. Il Dipartimento continuerà a mantenere stretti contatti con le controparti polacche mentre questa analisi proseguirà. Anche per garantire che gli Stati Uniti mantengano una forte presenza militare in Polonia. La Polonia ha dimostrato sia la capacità sia la determinazione di difendersi autonomamente.

Gli altri alleati Nato dovrebbero seguire questo esempio. Il Dipartimento fornirà ulteriori informazioni al momento opportuno e nella sede appropriata.

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