25 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

25 Ago, 2026

Salvini sfida Meloni sulla manovra: «Serve scostamento»

Matteo Salvini usa il Meeting di Rimini per aprire la sua campagna elettorale: chiede uno scostamento di bilancio da almeno 20 miliardi, meno austerità e più tasse sugli extraprofitti, nel tentativo di ritagliarsi uno spazio autonomo a destra rispetto a Meloni e Giorgetti e rispondere alla pressione dei nordisti e all’ascesa di Vannacci.


Bisogna dare una lettura politica alla sortita fuori programma con cui Matteo Salvini si è buttato a capofitto sullo scostamento di bilancio. Il leader della Lega, incalzato internamente dalle contestazioni dei nordisti e schiacciato dal clamoroso sorpasso di Vannacci con Futuro Nazionale in ascesa nei sondaggi, ha deciso di giocarsi l’asso nella manica, entrando con i piedi nel piatto della legge di bilancio.

Perché Salvini alza la posta sullo scostamento

«Servono almeno 20 miliardi in più, secondo me andrà messo sul tavolo uno scostamento di bilancio. Io stesso per gli appalti che ho assegnato avrei bisogno di almeno 6 o 7 miliardi di euro solo per compensare l’aumento dei prezzi di catrame, acciaio, cemento, per non parlare dell’energia, se no a settembre rischio il fermo di diversi grandi cantieri». Così Salvini ha aperto la sua campagna elettorale tra interviste e punti stampa al Meeting di Rimini, non necessariamente perché voglia far saltare i conti pubblici, ma perché ha deciso che vuole arrivare alle elezioni rivendicando per sé una posizione precisa: meno austerità nella spesa pubbliche, meno tasse a imprese e ceto medio, più tasse sugli extraprofitti di banche, assicurazioni e compagnie petrolifere ed energetiche. Salvini ha persino sostenuto che per concretizzare tutto questo non c’è bisogno dell’ok di Bruxelles: «Basta una scelta nazionale» ha detto. Ma gli obiettivi del Capitano si rivelano chiaramente: per riappropriarsi di uno spazio politico a destra, che negli ultimi anni è stato quasi interamente occupato da Giorgia Meloni e che adesso è una prateria su cui scorrazzano anche i futuristi, Salvini non può rimanere in una posizione subordinata. Quindi è partito all’attacco verso chi, soprattutto Meloni e Giorgetti, controllerà la finanziaria della maggioranza nell’ultimo anno prima delle elezioni politiche del 2027. Salvini deve aver pensato che se il governo arriverà alle elezioni con una manovra prudente e una situazione economica troppo ordinata, tutto il merito politico andrà inevitabilmente solo a loro (Meloni e Giorgetti) e quindi lui deve ritagliarsi uno spazio da protagonista mediante una narrazione economica diversa. Così quest’ultima settimana d’agosto gli deve essere sembrata quella particolarmente adatta per entrare a gamba tesa sullo scostamento di bilancio.

La manovra nell’ultimo anno prima del voto

Lunedì la premier Meloni, dopo aver riunito in videocall i due vicepremier, Tajani e Salvini, il ministro dell’Economia Giorgetti e il leader di Noi Moderati Lupi per fare il punto sul caro-carburanti alla vigilia della scadenza della proroga sul taglio delle accise, ha deciso di convocare per stasera alle 18,00 il Consiglio dei Ministri, che varerà una ulteriore proroga almeno ancora per qualche giorno fino a settembre. Una mossa già bollata dalle opposizioni e dalle associazioni dei consumatori come un pannicello caldo.

Extraprofitti, dove Salvini e Schlein si ritrovano

Sulla cresta dell’onda Salvini si è aperto un varco, affermando che per fare «qualcosa di più continuativo e sostanzioso servono soldi». Non possiamo certamente chiedere questi soldi agli artigiani, alle partite Iva, alle pmi, ha aggiunto. Altra cosa imperdibile è che Salvini di fatto si è professato d’accordo con la stessa proposta di Elly Schlein di tassare gli extraprofitti delle società energetiche: «Banche, assicurazioni, energetici e petroliferi stanno guadagnando sempre di più. Non sono per l’esproprio proletario, ma in un momento come questo occorre chiedere un contributo a chi può darlo. Francia e Germania stanno mettendo sul piatto decine di miliardi per sostenere le loro imprese. Anche noi dobbiamo fare altrettanto, perché con i passettini stavolta non ce la facciamo» spiega il Capitano.

Nordisti, Vannacci e Pontida: la leadership in bilico

Intanto, al Meeting di Rimini, vista la partecipazione di entrambi anche se in due panel distinti, Salvini e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, si sono stretti la mano nel padiglione del Mit, facendosi fotografare vicini e sorridenti. Intorno a Ferragosto il governatore Fontana aveva rilasciato interviste sulla cosiddetta questione settentrionale e sui malumori della base, non escludendo un passo indietro del segretario. Ma a Rimini, Salvini, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se la rivolta dei governatori del Nord lo preoccupasse in vista del raduno annuale di Pontida, fissato il 20 settembre, il leader della Lega ha replicato che non farà nessun passo indietro, né di lato, sebbene sia pronto a discutere con loro. Ai cronisti ricorda, però, che tra i governatori del Nord c’è anche Alberto Stefani, il successore di Zaia alla guida della Regione Veneto, eletto a fine 2025, che non si schiera con la fronda ribelle. Poi parla a tutto tondo, dicendo che non lo preoccupano né Schlein, né Conte e neppure Vannacci, perché «sono convinto che che questa maggioranza possa rivincere e la Lega sarà determinante».

Preferenze e nuova legge elettorale: il messaggio a Meloni

Salvini interviene anche sulla nuova legge elettorale e sulla possibile reintroduzione delle preferenze, dribblando le perplessità di chi, innanzitutto Giorgia Meloni, avverte il rischio che lui non riesca a garantire la compattezza delle sue truppe in Commissione Affari Costituzionali del Senato, dove verrà di nuovo messo mano al voto sull’emendamento sulle preferenze. «Non dico agli altri leader quello che devono fare. Io sia a Bruxelles che a Milano sono sempre stato eletto con le preferenze, quindi non avrò nessun problema a farlo» dichiara Salvini.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA