Trump minaccia nuovi bombardamenti ma parla anche di «ottimi colloqui». Intanto Washington tiene oltre 50 mila uomini nell’area e aspetta la risposta iraniana alla proposta americana
La guerra con l’Iran viene dichiarata «finita» da Washington, ma l’apparato militare resta pronto a ripartire in qualsiasi momento. Mentre Trump parla di accordo e minaccia nuovi bombardamenti, gli Stati Uniti mantengono in Medio Oriente uno schieramento militare enorme. Oltre 50 mila uomini, due portaerei, marines, paracadutisti e forze speciali.
Secondo i media americani, l’Iran dovrebbe rispondere oggi alla bozza di accordo in 14 punti proposta dagli Usa per rifermare la guerra. E aprire una nuova fase negoziale. Il piano prevede una moratoria sul nucleare iraniano, la revoca di parte delle sanzioni e lo sblocco dei fondi congelati, Riapertura dello Stretto di Hormuz compresa.
Ma da Teheran filtra irritazione: alcune clausole vengono considerate «inaccettabili» e un funzionario iraniano ha liquidato il documento come «una lista dei desideri americana». Nel frattempo ci sono movimenti militari nel Golfo, con la Francia che sposta la portaerei Charles de Gaulle nel Mar Rosso. E gli Hezbollah che tornano a colpire nel sud del Libano.
Rubio dal Papa dopo gli attacchi di Trump
Nel pieno delle tensioni tra Casa Bianca e Vaticano, oggi è atteso l’incontro tra Marco Rubio e Papa Leone XIV. Trump ha ribadito che l’Iran «non può avere l’arma nucleare» e vuole che il segretario di Stato porti questo messaggio al Pontefice. Leone, però, continua a ribadire che la Chiesa «è dalla parte delle vittime della guerra». Il cardinale Parolin definisce gli Stati Uniti «un interlocutore imprescindibile» della Santa Sede.
Domani Rubio incontrerà Giorgia Meloni, mentre la premier oggi riceve Peter Magyar, Donald Tusk e Abdul Hamid Dbeibeh in una giornata ad alta tensione internazionale. Roma prova a mantenere aperto il canale con Washington e con il Vaticano.
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Trump cambia linea di ora in ora
Il quadro continua a cambiare rapidamente. Martedì il segretario di Stato Rubio aveva annunciato la fine di «Operation Epic Fury», la campagna militare americana contro l’Iran. Poche ore dopo, però, Trump ha rilanciato la minaccia: se Teheran non accetterà l’accordo proposto dagli Stati Uniti, «i bombardamenti ricominceranno».
Nel frattempo la Casa Bianca ha sospeso anche «Project Freedom», l’operazione navale per scortare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Il blocco navale americano, però, resta attivo.
Forza militare pronta a ripartire
Prima dell’inizio della guerra, nel febbraio scorso, gli Stati Uniti avevano circa 40 mila soldati distribuiti tra Arabia Saudita, Qatar, Bahrain, Iraq, Siria, Emirati Arabi Uniti e Kuwait. Con l’escalation contro l’Iran il numero è salito oltre quota 50 mila.
La presenza comprende due gruppi d’attacco guidati dalle portaerei USS Abraham Lincoln e USS George H.W. Bush, accompagnate da cacciatorpediniere e navi da guerra schierate nel Mar Arabico. Washington mantiene in stato operativo circa 2 mila uomini della 82ª Divisione Aviotrasportata. Uità d’élite che potrebbe essere utilizzata per operazioni dirette contro infrastrutture iraniane, comprese eventuali azioni sull’isola petrolifera di Kharg o su aeroporti militari.
Marines e forze speciali
Nel dispositivo americano ci sono anche 2.500 Marines della 31st Marine Expeditionary Unit e centinaia di uomini delle forze speciali arrivate in Medio Oriente nelle settimane successive all’inizio del conflitto.
Secondo funzionari americani citati dal New York Times, potrebbero essere impiegate in missioni legate ai siti nucleari iraniani, compreso quello di Isfahan. Dove sarebbe custodita parte dell’uranio altamente arricchito di Teheran.
La Francia sposta la Charles de Gaulle nel Mar Rosso
La ministra delle Forze armate francesi, Alice Rufo ha confermato che la portaerei Charles de Gaulle ha attraversato il Canale di Suez ed è diretta nel Mar Rosso. «È un segnale forte sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz», ha spiegato. Il ministro degli Esteri Barrot ha poi escluso qualsiasi allentamento delle sanzioni contro Teheran finché Hormuz resterà bloccato.
Teheran offre assistenza alle navi ma nega gli attacchi
L’Organizzazione portuale iraniana ha annunciato servizi tecnici, medici e logistici per le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz, sostenendo di voler garantire la sicurezza della navigazione. Allo stesso tempo Teheran ha negato ogni coinvolgimento nell’esplosione che ha danneggiato una nave mercantile sudcoreana nei giorni scorsi.
Hezbollah torna a colpire nel sud del Libano
Le Idf hanno denunciato nuovi lanci di razzi di Hezbollah contro soldati israeliani nel Libano meridionale. Nelle ultime ore non ci sarebbero feriti, ma ieri un drone esplosivo ha provocato un ferito grave e altri tre feriti lievi tra i militari israeliani.





















