27 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

27 Apr, 2026

Chi è Cole Tomas Allen, l’attentatore di Trump: il prof «assassino federale gentile»

Cole Tomas Allen

Chi è Cole Tomas Allen, attentatore di Trump: il prof californiano, le armi e il manifesto inviato prima della sparatoria. Cosa sappiamo sulla sparatoria: ricostruzione dei fatti e reazione del presidente



Le autorità hanno identificato il presunto attentatore come Cole Tomas Allen, 31 anni, originario di Torrance, in California.

Secondo gli investigatori, era armato con un fucile a pompa, una pistola e diversi coltelli. Aveva raggiunto Washington in treno passando da Chicago e si era registrato all’hotel uno o due giorni prima dell’evento. Gli inquirenti ritengono che abbia agito da solo, anche se le verifiche sono ancora in corso.

Secondo i registri e i profili online, Allen ha studiato ingegneria meccanica al California Institute of Technology e ha conseguito un master in informatica alla California State University-Dominguez Hills. Sui social professionali compare una sua foto con toga e tocco dopo la laurea.

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Il lavoro e la vita recente

Negli ultimi sei anni ha lavorato per la C2 Education, società che si occupa di preparazione ai test e consulenza per l’ammissione al college. Nel 2024 era stato indicato come “insegnante del mese” in un post pubblicato sulla pagina Facebook dell’azienda. Durante gli anni universitari aveva partecipato a una confraternita studentesca cristiana e a gruppi del campus.

Il sindaco di Washington, Muriel Bowser, ha confermato che l’uomo era armato e che si ritiene abbia agito da solo.

Il possibile movente

Secondo le prime ricostruzioni, Allen avrebbe voluto colpire membri dell’amministrazione. Fonti investigative parlano di messaggi e appunti in cui criticava apertamente le politiche del governo.

Nei materiali analizzati emergerebbe l’intenzione di prendere di mira funzionari pubblici, anche se non ci sono prove che avesse pianificato nello specifico l’attacco durante la cena.

Il “manifesto” prima dell’attacco

Pochi minuti prima di aprire il fuoco, Allen avrebbe inviato ai familiari un testo definito dagli investigatori come un “manifesto”. Nel documento si definisce «un assassino federale gentile» e giustificava la violenza come risposta a quella che percepiva come oppressione. Il testo contiene riferimenti religiosi e politici, con una visione distorta del ruolo della violenza.

I contenuti sui social

Sui suoi profili social gli investigatori hanno individuato contenuti con retorica anti-Trump e anti-cristiana. Il materiale, insieme agli elementi trovati nella stanza d’albergo, è ora al centro delle analisi degli inquirenti. Le autorità ritengono, allo stato attuale, che Allen abbia agito da solo. Ora è sotto custodia e comparirà in tribunale nei prossimi giorni, mentre le indagini proseguono per chiarire movente e dinamica completa dell’attacco.

La reazione di Trump

«Non ho avuto paura, so come va la vita, viviamo in un mondo di pazzi». Così Donald Trump in un’intervista a Cbs News, la prima dopo l’attacco alla cena dei media a Washington. Concitazione ma sangue freddo ormai.

Trump ha parlato anche della moglie: «Non voglio dire che Melania fosse spaventata, perché a nessuno piace che si dica di loro che hanno avuto paura». Però. «È una donna intelligente, quando ci hanno detto di buttarci a terra ha capito che la situazione era grave. Chi non sarebbe stato spaventato?».

A mezzanotte la First Lady ha compiuto 56 anni. La Casa Bianca ha pubblicato un messaggio di auguri sui social, mentre le immagini del suo volto teso durante l’evacuazione hanno fatto il giro del mondo.Trump l’ha elogiata pubblicamente per «il coraggio e la pazienza».

Lo scontro con la giornalista

Durante l’intervista, il presidente ha attaccato l’intervistatrice della Cbs dopo la lettura di un passaggio stile Epstein tratto del manifesto dell’assalitore. «Non sono uno stupratore né un pedofilo. E tu sei una persona orribile per aver letto queste parole. Dovresti vergognarti».

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Il profilo dell’aggressore

Trump l’ha descritto come «una persona molto disturbata». «Era un cristiano che poi si è radicalizzato ed è diventato anticristiano», ha detto nell’intervista a 60 Minutes. Un anticristiano radicalizzato. Poi ha ironizzato sulla dinamica dell’attacco: «È stato velocissimo, la Nfl dovrebbe assumerlo», ha detto riferendosi alla lega di football americano. «È uno molto veloce».

Il video virale della cena

Tra i video circolati sui social dopo l’attacco, uno è diventato virale: mostra un uomo, identificato come l’agente della Creative Artists Agency, Michael Glantz, che continua a mangiare mentre intorno a lui scatta il panico.

Nelle immagini si vedono gli agenti del Secret Service urlare «stare giù, c’è una sparatoria» mentre lui, imperturbabile, porta avanti la sua cena.

Cosa sappiamo

L’attacco è avvenuto intorno alle 20, pochi minuti dopo l’inizio dell’evento al Washington Hilton. Secondo le ricostruzioni, un uomo armato ha superato un checkpoint di sicurezza e si è diretto verso la sala. Gli agenti lo hanno inseguito mentre estraeva le armi. Poco dopo sono stati uditi gli spari. All’interno della sala si è scatenato il panico: camerieri e ospiti si sono messi al riparo, alcuni si sono gettati a terra, altri si sono rifugiati lungo le pareti o nelle uscite di sicurezza. Tutti tranne a quanto pare Michael Glantz.

L’attentatore ha aperto il fuoco contro gli agenti, che hanno risposto. Il Secret Service è riuscito a bloccarlo prima che entrasse nella ballroom. Un agente del Secret Service è stato colpito, ma il giubbotto antiproiettile ha evitato conseguenze gravi. È stato portato in ospedale e dimesso poco dopo. Non risultano altri feriti.

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Cos’è la cena dei corrispondenti

La White House Correspondents’ Dinner è un evento annuale che celebra la libertà di stampa e il Primo Emendamento. Organizzata dal 1914, riunisce centinaia di giornalisti, politici e personalità pubbliche. Si svolge da anni al Washington Hilton. Trump, che in passato aveva boicottato la cena, partecipava per la prima volta da presidente. L’evento verrà riprogrammato entro un mese.

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