23 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

22 Ago, 2026

Leone XIV al Meeting di Rimini: amore, umanità e integrazione al centro

Dal messaggio di Mattarella alle parole di Bernhard Scholz sui migranti, cresce l’attesa per il discorso di Leone XIV al 47esimo Meeting di Rimini


Da un lato ci sono le precisazioni sui dublinanti sottolineate da Giorgia Meloni nella querelle tutta politica con la Schlein tramite i social e dall’altro lato, in un luogo e in un contesto molto diverso, risuonano parole chiave come “amore”, “umanità” e “integrazione” che ispirano quest’anno come una bussola il 47esimo Meeting di Rimini. Un orientamento programmatico, quest’ultimo, dovuto certamente al privilegio di poter avere “in casa” l’ospite d’onore più atteso, Papa Leone XIV, che parlerà oggi pomeriggio al Meeting di Comunione e Liberazione. Intanto ieri, nel suo messaggio d’augurio per la giornata inaugurale del Meeting al presidente della Fondazione per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz, Sergio Mattarella aveva trasmesso un appello che si riallacciava all’ultimo verso della Divina Commedia di Dante Alighieri, “L’amore che move il sol e l’altre stelle”, che è il titolo scelto quest’anno per la kermesse di CL.

L’appello di Mattarella per una nuova convivenza

«Viviamo un tempo in cui si combattono guerre scellerate e vediamo crescere le diseguaglianze, mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani», scrive Mattarella, aggiungendo che in questo scenario si rende ancora più necessario recuperare una dimensione umana della convivenza, perché «solidarietà, amicizia sociale e gratuità dell’amore possono aprire orizzonti inediti anche alla politica, all’economia e alla vita civile». E’ dall’umanità delle persone, sostiene il presidente, che possono arrivare le energie per respingere «l’avversione verso lo straniero».

Il Capo dello Stato, inoltre, mette in guardia dal falso realismo che alimenta l’inerzia, la sfiducia e la rassegnazione, rivendicando invece la capacità delle comunità di essere protagoniste del proprio futuro. Si tratta di un passaggio chiave del messaggio di Mattarella che richiama anche Leone XIV e la sua enciclica “Magnifica humanitas”: un’umanità che non si chiude dentro muri illusori, ma rimane aperta a comprendere le ingiustizie e i drammi di chi soffre, costruendo ponti nuovi.

Tutto pronto per Leone XIV al Meeting

Alla Fiera di Rimini tutto è pronto oggi per stringersi attorno all’ospite più sensazionale di tutta la manifestazione: Papa Leone. Dopo la visita alle mostre e al Villaggio dei Ragazzi, il pontefice agostiniano pronuncerà il suo discorso dal palco dell’enorme auditorium alle ore 16,00. Fuori dagli spazi interni, inoltre, sono stati montati dei megaschermi, affinché nessuno abbia difficoltà a vedere e ascoltare il Papa in diretta, dato che si prevede un’affluenza di oltre 40mila persone.

Prevost è il primo pontefice che partecipa al Meeting dopo 44 anni dall’ultima visita pastorale, quella di Giovanni Paolo II nel 1982. Ieri il presidente della Fondazione per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz, avviando i lavori della prima giornata, ha detto che trova nell’Enciclica di Leone XIV «un sorprendente approfondimento e un importante allargamento dell’orizzonte. Le sue parole saranno per noi la strada maestra per costruire un mondo più riconciliato, non con la forza, ma con l’amore».

Scholz: accogliere e integrare i migranti

Soffermandosi poi sulle polemiche in corso sui cosiddetti dublinanti, Scholz sceglie delle frasi che potrebbero essere interpretate come una sfida: «Il messaggio che vogliamo dare è che è possibile accogliere i migranti e integrarli in un modo profondamente umano in questa società, creando soprattutto luoghi di formazione e dando loro la possibilità di lavorare. Noi abbiamo constatato che tanti migranti che hanno fatto questo percorso sono ottimi lavoratori e sono presenti nella società con tutto il loro cuore, con tutta la loro umanità. Questo è ciò che noi vogliamo testimoniare».

Il Papa, ha proseguito Scholz, ci invita ad accogliere «l’amore che ci è stato dato per assumere con lucidità e responsabilità le sfide del nostro tempo, che sono così enormi, che a prima vista sono anche indomabili e che, senza la certezza di un amore che tutto muove, potrebbero scoraggiare qualsiasi tentativo di affrontarle». Come si può vedere, le aspettative per quello che dirà oggi Leone al popolo di Comunione e Liberazione, ma anche a tanti altri, sono altissime. Il presidente della Fraternità di CL, Davide Prosperi, si dice sicuro che Prevost «ci farà capire che cosa è davvero urgente».

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