12 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

10 Lug, 2026

Trump nel mirino di Teheran: «Sono il primo della lista»

Israele avrebbe condiviso con Washington informazioni su una nuova minaccia contro il presidente americano, un piano dell’Iran per uccidere Trump. Lo rivela il il Wall Street Journal. Al rientro dal vertice Nato, Trump ha cambiato aereo per ragioni di sicurezza


Israele avrebbe condiviso con gli Stati Uniti nuove informazioni di intelligence che indicherebbero un presunto piano dell’Iran per uccidere Donald Trump. A rivelarlo è il Wall Street Journal, citando fonti informate, mentre il presidente americano ha confermato di sentirsi ancora nel mirino di Teheran. Secondo quanto riferisce la CNN, citando due fonti a conoscenza del dossier, l’avvertimento è arrivato questa settimana e riguarda un piano specifico che l’Iran avrebbe elaborato recentemente.

L’amministrazione statunitense, tuttavia, non aveva raccolto in autonomia elementi su quel complotto e alcune fonti dell’intelligence invitano alla prudenza, ritenendo che il rapporto israeliano possa rientrare anche nel tentativo di influenzare le decisioni di Trump sull’Iran.

La notizia arriva in un momento di massima tensione tra Stati Uniti e Iran, dopo la ripresa dei raid americani e la risposta militare di Teheran contro obiettivi nella regione.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Trump: «Sono il primo della lista»

Parlando con i giornalisti durante il vertice Nato di Ankara, Trump ha fatto riferimento alle minacce nei suoi confronti. «Sono il primo della lista», ha dichiarato il presidente. «Finora, immagino di essere stato un po’ fortunato, ma forse la fortuna non durerà a lungo».

«Vogliono eliminare il leader degli Stati Uniti, cioè me», ha detto anche ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. «Sono in tutte le loro liste. Finora sono stato fortunato, ma potrebbe non durare. Sono persone malvagie e malate. Quel cancro va estirpato presto».

Più tardi Trump ha aggiunto di aver saputo di essere diventato il principale obiettivo dell’Iran per un attentato. Non è chiaro se si riferisse proprio alle informazioni ricevute da Israele.

Il dossier consegnato dagli israeliani

Una delle fonti di CNN ha spiegato che negli ultimi mesi i servizi americani hanno registrato un flusso costante di informazioni su possibili minacce contro Trump, ma che il documento trasmesso da Israele contiene un’indicazione nuova: un piano ritenuto specifico e recente. Ma gli analisti statunitensi trattano tradizionalmente con cautela le informazioni fornite dai servizi israeliani su decisioni strategiche.

Da anni gli Stati Uniti ritengono possibile un tentativo di rappresaglia iraniana contro Trump per l’ordine impartito nel 2020 che portò all’uccisione, con un drone americano a Baghdad, del generale iraniano Qassem Soleimani.

Il cambio di Air Force One per motivi di sicurezza

L’allarme arriva anche all’indomani del rientro di Trump da Ankara, durante il quale il presidente ha cambiato aereo per il viaggio di ritorno. Secondo il New York Times, il nuovo Air Force One donato dal Qatar non dispone ancora di tutti i sistemi difensivi avanzati presenti sul precedente velivolo presidenziale, in particolare delle contromisure antimissile. Per questo il Secret Service avrebbe raccomandato di utilizzare il vecchio Air Force One per il rientro dagli incontri Nato. E questo anche alla luce della vicinanza geografica dell’Iran e delle crescenti minacce contro il presidente.

La Casa Bianca ha ribadito che il nuovo velivolo è sicuro, mentre il Pentagono ha confermato che alcune capacità previste sugli Air Force One definitivi saranno installate solo in una fase successiva.

Il colloquio con Netanyahu

Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu si sono sentiti telefonicamente nelle ultime ore e hanno concordato di mantenere uno stretto coordinamento tra Stati Uniti e Israele. Il Wall Street Journal non chiarisce se il presunto piano iraniano sia stato affrontato durante il colloquio tra i due leader.

Diplomazia e preparativi militari

Trump ha dichiarato concluso il memorandum d’intesa con Teheran ma i contatti diplomatici proseguono e Washington punta ancora a raggiungere un accordo sul programma nucleare iraniano entro metà agosto. Secondo funzionari americani, giovedì erano stati predisposti anche piani per possibili attacchi militari, poi accantonati per lasciare spazio ai negoziati.

A bordo della portaerei USS Abraham Lincoln, nel Golfo, gli equipaggi hanno comunque preparato i caccia e simulato missioni di combattimento nel caso arrivasse l’ordine di intervenire.

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