L’incidente di Galați riporta l’attenzione su uno degli strumenti più importanti dell’Alleanza Atlantica. Non equivale all’Articolo 5, ma può aprire consultazioni urgenti tra i 32 Paesi membri
Dopo il drone russo precipitato su un palazzo di Galați, la Romania potrebbe invocare l’Articolo 4 della Nato. Uno dei meccanismi meno conosciuti dell’Alleanza Atlantica.
La ministra degli Esteri romena Oana Toiu ha spiegato che l’incidente «rientra nella categoria di eventi che giustificano l’utilizzo di strumenti come l’Articolo 4». Senza però confermare che Bucarest abbia già deciso di attivarlo.
Che cos’è l’Articolo 4 della Nato
L’Articolo 4 consente a uno Stato membro di chiedere consultazioni urgenti agli alleati quando ritiene minacciata la propria integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza nazionale. Non implica automaticamente una risposta militare né l’entrata in guerra della Nato. Si tratta piuttosto di uno strumento politico e diplomatico che apre un confronto formale tra i 32 Paesi dell’Alleanza.
La differenza con il famoso Articolo 5
L’Articolo 4 viene spesso confuso con l’Articolo 5, principio cardine della Nato secondo cui un attacco contro un alleato viene considerato un attacco contro tutti. Ma c’è una differenza fondamentale. L’Articolo 4 serve ad avviare discussioni e valutazioni, mentre l’Articolo 5 riguarda una risposta collettiva a un’aggressione riconosciuta. Nella storia della Nato, l’Articolo 5 è stato attivato una sola volta, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti.
Quante volte è stato attivato
Dal 1949 a oggi l’Articolo 4 è stato invocato nove volte. Una delle più recenti risale al 24 febbraio 2022, il giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, quando diversi Paesi dell’Europa orientale chiesero consultazioni urgenti all’Alleanza. Più recentemente lo ha attivato la Polonia dopo l’abbattimento di droni russi che avevano violato il suo spazio aereo. Mentre l’Estonia vi ha fatto ricorso dopo l’incursione di caccia militari russi nei cieli del Paese.
Perché il caso preoccupa
L’episodio romeno è considerato particolarmente grave perché per la prima volta un drone russo ha provocato feriti e danni significativi in una grande città di un Paese Nato. Alimentando il timore che la guerra in Ucraina possa estendersi oltre i suoi confini.
Cosa potrebbe ottenere Bucarest
Se la Romania decidesse di attivarlo, la Nato potrebbe convocare consultazioni straordinarie e valutare nuove misure di sicurezza sul fianco orientale dell’Alleanza. Tra le ipotesi già discusse figurano il rafforzamento delle pattuglie aeree, l’invio di ulteriori sistemi anti-drone e un incremento della sorveglianza lungo il confine con l’Ucraina. Misure già adottate in passato dopo analoghi incidenti in Polonia.
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La Nato: «Difenderemo ogni centimetro»
Dopo l’incidente di Galați, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha ribadito che l’Alleanza è pronta a «difendere ogni centimetro del territorio alleato» e continuerà a rafforzare le proprie capacità di deterrenza contro minacce come droni e missili.






























