19 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

19 Mag, 2026

San Diego, spari nella moschea: due 17enni uccidono tre persone e suicidano

Strage alla Moschea di San Diego

La polizia di San Diego indaga su una sparatoria nella principale moschea della città costata la vita a tre persone. I due assalitori, di 17 e 18 anni, si sono tolti la vita dopo l’attacco. Nella loro auto trovate scritte anti-islamiche e messaggi d’odio


Alle 9:42 del mattino una donna chiama la polizia di San Diego: suo figlio diciassettenne è scomparso. Dalla casa mancano anche alcune armi e l’auto di famiglia. Nn è solo con lui potrebbe esserci un amico. Da quel momento parte la caccia disperata ai due ragazzi nelle strade della California meridionale.

Gli agenti seguono le tracce dell’auto attraverso i lettori automatici delle targhe. Prima corrono verso un centro commerciale, poi verso il liceo frequentato da uno dei due adolescenti. Ma l’obiettivo era un altro. gli agenti lo capiscono, la grande moschea.

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L’attacco alla moschea

Secondo la polizia, i due giovani hanno raggiunto l’Islamic Center of San Diego, la più grande moschea della contea, dove hanno aperto il fuoco uccidendo tre persone. Tra le vittime c’è anche una guardia di sicurezza della moschea che, secondo il capo della polizia Scott Wahl, avrebbe salvato molte vite intervenendo durante l’assalto.

«Quello che mi ha colpito è stato vedere i bambini uscire correndo, semplicemente felici di essere vivi», ha detto il capo della polizia durante una conferenza stampa.

Il quartiere trasformato in una zona di guerra

Poco prima di mezzogiorno la polizia riceve le prime segnalazioni di spari. Gli agenti trovano tre uomini morti all’ingresso della moschea e iniziano a evacuare l’edificio stanza per stanza. Nel frattempo viene segnalata un’altra sparatoria a pochi isolati di distanza: un giardiniere viene colpito, ma riesce a salvarsi. Secondo gli investigatori il proiettile potrebbe avere rimbalzato sul casco che indossava.

Pochi minuti dopo gli agenti trovano l’auto dei sospetti: dentro ci sono i corpi dei due adolescenti, di 17 e 18 anni, che si sarebbero suicidati dopo la strage.

Una residente della zona, Vanessa Chavez, ha raccontato di avere sentito «quattro spari uno dietro l’altro» e di avere visto la guardia della moschea colpita mentre cercava di reagire. «Il quartiere sembrava una zona di guerra», ha detto.

La pista dell’odio anti-islamico

Gli investigatori hanno trovato nell’auto dei ragazzi scritte anti-islamiche e slogan d’odio. Su una delle armi usate nell’attacco era stata scritta la frase “hate speech”. La polizia non ha ancora individuato minacce dirette contro la moschea, ma il capo della polizia ha confermato che «c’era chiaramente retorica d’odio coinvolta».

L’attacco arriva in un momento di forte tensione negli Stati Uniti, dove sono aumentate minacce e violenze contro luoghi religiosi legate anche alle guerre in Medio Oriente.

La comunità sotto shock

L’Islamic Center of San Diego non è solo un luogo di culto ma anche un centro sociale frequentato ogni giorno da famiglie, studenti e bambini. «Porti i figli a scuola e poi resti lì a prendere un caffè con gli amici», ha raccontato Linda Sarsour, attivista musulmana che conosce bene la struttura. L’imam Taha Hassane, parlando ai giornalisti davanti alla moschea, ha denunciato il clima crescente di intolleranza religiosa negli Stati Uniti.

«La mia comunità è in lutto. L’odio che esiste nel nostro Paese è senza precedenti. Tutti abbiamo la responsabilità di diffondere una cultura della tolleranza e dell’amore», ha detto.

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