18 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

18 Mag, 2026

Ebola in Congo e Uganda, Oms: «È emergenza internazionale»

Allarme per il focolaio di Ebola

L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’emergenza internazionale dopo il rapido diffondersi del nuovo focolaio di Ebola tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda. Ritardi nella diagnosi, assenza di vaccini e nessuna cura


Medici e operatori sanitari stanno correndo contro il tempo nell’est della Repubblica Democratica del Congo per contenere un nuovo focolaio di Ebola. L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale dopo la conferma di due casi anche a Kampala, capitale dell’Uganda, facendo temere un’ulteriore diffusione oltre i confini congolesi.

Ottanta morti sospette e centinaia di casi

Secondo le autorità sanitarie, il focolaio potrebbe avere già provocato circa 80 morti nelle ultime settimane. Finora sono stati confermati in laboratorio otto casi di Ebola, mentre altri 246 casi sospetti sono stati segnalati nella provincia orientale di Ituri. Un ulteriore caso è stato confermato anche a Goma, nel Nord Kivu, città controllata dai ribelli del movimento M23.

L’Oms svuota i magazzini di emergenza

Il ministro della Salute congolese Samuel Roger Kamba è arrivato domenica a Bunia, capoluogo dell’Ituri, insieme a una delegazione del governo e a materiale medico per allestire nuovi centri di cura. «Questa non è una malattia mistica», ha detto il ministro invitando la popolazione a segnalare subito eventuali sintomi per evitare altri contagi. L’Oms ha fatto sapere di avere già svuotato le proprie scorte di equipaggiamenti protettivi nella capitale Kinshasa e di stare preparando nuovi invii di materiale sanitario dal Kenya.

Anche il Centro europeo per la prevenzione delle malattie e i Centers for Disease Control statunitensi stanno inviando specialisti e rinforzi nell’area.

Il virus più difficile da combattere

A rendere ancora più complicata la situazione è il ceppo responsabile dell’epidemia: il Bundibugyo virus. A differenza della più nota variante Zaire di Ebola, per questo ceppo non esistono vaccini approvati né cure specifiche. Gli esperti ricordano che tra il 2018 e il 2020 un’altra epidemia di Ebola nella stessa regione provocò quasi 2.300 morti, diventando la seconda più grave mai registrata.

Il funerale e gli errori nei test

Secondo le prime ricostruzioni, il contagio potrebbe essersi diffuso dopo un grande funerale con bara aperta ad aprile nella città mineraria di Mongbwalu. «Dopo quel corteo funebre abbiamo visto una morti continue», ha raccontato l’ex sindaco Jean Pierre Badombo.

Secondo quanto riporta Reuters alcuni errori nei test iniziali avrebbero ritardato l’identificazione del virus. I primi campioni erano risultati negativi al ceppo Zaire e non sarebbero stati immediatamente approfonditi, rallentando così la diagnosi dell’epidemia fino al 14 maggio.

Frontiere controllate e visti sospesi

Gli Stati Uniti hanno temporaneamente sospeso il rilascio dei visti in Uganda. Intanto al confine tra Congo e Rwanda le autorità hanno iniziato a bloccare alcuni passaggi nel tentativo di limitare la diffusione del virus. Anche l’Uganda ha rinviato le celebrazioni del Martyrs’ Day, festività religiosa che richiama ogni anno migliaia di pellegrini provenienti dall’est del Congo.

L’allarme degli operatori umanitari

Secondo le organizzazioni umanitarie, il sistema di sorveglianza sanitaria nell’area è stato indebolito dai tagli ai finanziamenti internazionali e dall’instabilità armata che continua a colpire l’est del Congo. «Quando le reti di sorveglianza si rompono, malattie pericolose come Ebola riescono a diffondersi più velocemente prima che comunità e medici possano reagire», ha spiegato Lievin Bangali, coordinatore sanitario dell’International Rescue Committee nel Paese.

“Rischio epidemia più estesa di quanto rilevato”

L’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, attiva la task force sanitaria dell’Ue e invia esperti per supportare la risposta alla nuova epidemia di Ebola in Congo. “Permangono notevoli incertezze riguardo all’entità della trasmissione”, ricorda l’agenzia dell’Unione europea, e che “l’epidemia potrebbe essere più estesa di quanto attualmente rilevato”.

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