Putin vola a Pechino nel pieno della guerra in Ucraina e mentre Mosca avvia esercitazioni nucleari. Il Cremlino rilancia l’asse con Xi Jinping: «Russia e Cina lavorano per la pace»
Un presidente alla volta. Vladimir Putin arriva oggi a Pechino per una visita di Stato di due giorni durante la quale incontrerà Xi Jinping, pochi giorni dopo il viaggio in Cina del presidente americano Donald Trump.
Nelle stesse ore Mosca ha annunciato tre giorni di esercitazioni sulle armi nucleari che coinvolgeranno migliaia di soldati in tutta la Federazione Russa. Mentre la guerra in Ucraina entra in una nuova fase di tensione e Kiev aumenta gli attacchi con i droni sul territorio russo.
Il presidente russo ha definito le relazioni con la Cina «a un livello senza precedenti» e ha insistito sul fatto che l’alleanza tra Mosca e Pechino «non è diretta contro nessuno», ma punta alla «pace e alla prosperità universale». Una visita dal forte peso geopolitico, che arriva pochi giorni dopo quella del presidente americano Donald Trump nella capitale cinese.
Mosca avvia le esercitazioni nucleari
Il ministero della Difesa russo ha annunciato che dal 19 al 21 maggio le Forze armate russe condurranno esercitazioni sulla «preparazione e l’uso delle forze nucleari in caso di minaccia di aggressione». Le manovre arrivano in un momento delicatissimo del conflitto in Ucraina. Negli ultimi giorni Kiev ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio contro obiettivi russi, mentre Mosca continua a premere sul fronte orientale.
Il Cremlino lega apertamente le esercitazioni alla situazione internazionale e alla crescente pressione militare occidentale attorno alla Russia.
Putin: «Con Xi rapporto senza precedenti»
Alla vigilia della visita di Stato in Cina, Putin ha diffuso un videomessaggio nel quale ha celebrato la solidità del partenariato strategico tra Mosca e Pechino. «La stretta relazione strategica tra Russia e Cina svolge un ruolo fondamentale di stabilizzazione a livello globale», ha detto il presidente russo secondo quanto riportato dalla Tass.
Putin ha rivendicato una cooperazione che «non è diretta contro nessuno» e che punta invece a «difendere il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite».
Il leader del Cremlino ha ricordato anche il 25esimo anniversario del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole firmato dai due Paesi, definendolo la base di una relazione «genuinamente strategica». «Oggi le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto un livello davvero senza precedenti», ha insistito Putin, parlando di «fiducia reciproca», «dialogo rispettoso» e sostegno comune sulla tutela della sovranità nazionale.
Xi riceve Putin dopo Trump
La visita del presidente russo arriva meno di una settimana dopo l’accoglienza riservata da Xi Jinping a Donald Trump a Pechino. Secondo la Cnn, il doppio vertice serve anche a mostrare la capacità cinese di dialogare contemporaneamente con Washington e Mosca in un momento di forte instabilità internazionale.
Xi e Putin dovrebbero discutere della guerra in Ucraina, della crisi mediorientale, dell’energia e del progetto del gasdotto Power of Siberia 2, considerato strategico per rafforzare ulteriormente la dipendenza energetica reciproca tra i due Paesi. Pechino continua ufficialmente a definirsi neutrale sul conflitto ucraino, ma resta il principale partner economico e diplomatico della Russia, soprattutto dopo le sanzioni occidentali seguite all’invasione dell’Ucraina.
Il caso delle parole attribuite a Xi su Putin
Nelle stesse ore ha fatto discutere un’indiscrezione del Financial Times secondo cui Xi Jinping avrebbe confidato a Trump che Vladimir Putin potrebbe un giorno «pentirsi» dell’invasione dell’Ucraina.
Secondo il giornale britannico, il leader cinese avrebbe espresso dubbi sui costi strategici a lungo termine della guerra per Mosca, pur senza prendere le distanze dal Cremlino. La Cina però ha smentito duramente la ricostruzione. Il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun ha definito la notizia «pura fantasia» e «completamente contraria ai fatti».



















