Nel tradizionale discorso del re, Carlo III presenta il programma del governo britannico tra sicurezza energetica, nucleare e riforme economiche. Ma è il momento più delicato della leadership di Keir Starmer
«Un mondo sempre più pericoloso e volatile minaccia il Regno Unito». Con queste parole Re Carlo III ha aperto il King’s Speech che inaugura la nuova sessione parlamentare britannica. Dopo 70 anni, il documento programmatico letto dal sovrano non è più Queen’s Speech.
Il discorso del re rappresenta un momento politico favorevole per il primo ministro, utile a rilanciare l’azione del governo e costruire consenso attorno al programma legislativo. Non questa volta. Sebbene il programma del governo sia apparso vasto e ambizioso, il premier britannico è politicamente fragilissimo. Keir Starmer è alle prese con la ribellione interna al Partito Laburista che rischia di indebolire, se non bloccare, la sua agenda.
Come da tradizione, Il re si limita a leggere solennemente il King’s Speech, senza averne definito il contenuto con il quale potrebbe anche essere in disaccordo. (Il video a partire da 1:18 min)
Il re è tenuto a mantenere un atteggiamento distaccato per non mostrare né approvazione né disapprovazione. Come da tradizione, si limita a leggere solennemente il King’s Speech, senza averne definito il contenuto con il quale potrebbe anche essere in disaccordo. È in ogni caso tenuto a mantenere un atteggiamento distaccato per non mostrare né approvazione né disapprovazione.
Nel discorso sono stati annunciati 37 provvedimenti legislativi che l’esecutivo vuole portare avanti nei prossimi 18 mesi. Tra le priorità indicate ci sono investimenti nell’apprendistato giovanile, riforme della polizia, del sistema sanitario pubblico e della giustizia penale.
La guerra e la sicurezza al centro del discorso
Nel testo letto dal sovrano, scritto dal governo, il conflitto in Medio Oriente è stato indicato come il simbolo di un ordine internazionale instabile. «Ogni elemento della sicurezza energetica, militare ed economica della nazione sarà messo alla prova», ha detto Carlo III, promettendo una risposta «con forza» da parte del governo.

Il discorso si è soffermato molto sul concetto di “sicurezza nazionale”, filo rosso dell’intera agenda di Starmer: energia, infrastrutture, cybersicurezza, controllo dell’immigrazione, difesa, industria strategica e rapporti commerciali.
Il ritorno del nucleare
Uno dei passaggi politicamente più significativi riguarda l’energia. Il King’s Speech ha annunciato un nuovo Energy Independence Bill per accelerare sulle energie rinnovabili britanniche, ma anche una nuova stagione per il nucleare civile. «I miei ministri porteranno avanti le raccomandazioni della Nuclear Regulatory Review e incoraggeranno una nuova era dell’energia nucleare britannica», ha letto Carlo III.
Più Stato nell’economia
Il discorso ha segnato anche una svolta molto netta nell’approccio economico del governo Starmer. Londra promette un ruolo più attivo dello Stato nell’economia, con investimenti pubblici destinati ad attrarre capitali privati e guidare la crescita. Il governo punta inoltre a rafforzare i rapporti commerciali con l’Unione Europea attraverso una nuova legge pensata per migliorare le relazioni post-Brexit. Tra gli altri interventi annunciati: espansione di aeroporti, strade, ferrovie, investimenti nell’edilizia sociale.
Sanità, welfare e scuola
Ampio spazio anche ai servizi pubblici. Riforme della polizia, del sistema sanitario pubblico e della giustizia penale. Sul welfare una revisione del sistema per giovani e disabili, collegando il lavoro alla sicurezza economica di lungo periodo e poi investimenti negli apprendistati, misure contro la disoccupazione giovanile, una riforma del sistema per i bisogni educativi speciali. E l’introduzione della Digital ID per modernizzare i servizi pubblici.
La rivolta interna contro Starmer
Il King’s Speech solenne e Starmer in bilico. Solo nelle ultime ore quasi cento deputati laburisti hanno chiesto le dimissioni del premier, mentre sei ministri hanno lasciato il governo in polemica con il suo rifiuto di fare un passo indietro.
Poche ore prima della cerimonia, Starmer ha incontrato brevemente a Downing Street il ministro della Sanità Wes Streeting, considerato il possibile sfidante alla guida del Labour e quindi anche candidato alla premiership.
L’incontro è durato appena venti minuti e nessuno dei due ha rilasciato dichiarazioni. Da mesi Streeting non nasconde l’ambizione di contendere la leadership a Starmer, ma per aprire formalmente la sfida dovrebbe raccogliere il sostegno di almeno 81 deputati laburisti, obiettivo che al momento non avrebbe ancora raggiunto.
Il vicepremier David Lammy ha provato a spegnere le tensioni interne: «Nessuno sembra avere i numeri per sfidare Keir Starmer», ha detto ai giornalisti, invitando il partito a «tornare a governare il Paese».
La crisi del Labour dopo il voto locale
La tensione nel Labour è esplosa dopo le pesanti sconfitte subite alle elezioni amministrative in Inghilterra e nelle consultazioni locali in Scozia e Galles. Molti candidati laburisti hanno attribuito il risultato negativo direttamente alla leadership di Starmer e alla difficoltà del governo di connettersi con l’elettorato.
Una parte crescente del partito considera infatti troppo prudente e poco incisiva l’agenda politica del premier.
Negli ultimi giorni Starmer ha promesso di accelerare sul cambiamento. «Per i britannici, stanchi di uno status quo che li ha delusi, il cambiamento non può arrivare abbastanza velocemente», ha dichiarato lunedì. Resta però da capire se avrà il tempo politico necessario per trasformare quella promessa in realtà.
Il rito della monarchia
Nonostante la crisi politica, Westminster ha celebrato il King’s Speech con tutta la tradizionale solennità della monarchia britannica. Prima della cerimonia le guardie reali hanno ispezionato i sotterranei del Parlamento, rito che ricorda il fallito complotto della polvere da sparo del 1605 guidato da Guy Fawkes.
Carlo III ha presieduto la seduta indossando la lunga Robe of State in velluto rosso e la Imperial State Crown, decorata con migliaia di diamanti, zaffiri, smeraldi e perle. I deputati della Camera dei Comuni sono stati convocati alla Camera dei Lord dall’Usher of the Black Rod, il funzionario che secondo tradizione bussa alla porta dei Comuni con il celebre bastone nero.


















