La presidente del Consiglio annuncia al Senato l’approvazione entro l’estate della legge delega e dei decreti attuativi per la ripresa della produzione nucleare in Italia. Apertura alle opposizioni e scontro con Renzi al Premier Time
Giorgia Meloni rilancia il dossier nucleare e promette una stretta accelerazione sui tempi. Durante il Premier Time al Senato, la premier ha annunciato che «entro l’estate sarà adottata la legge delega» necessaria alla ripresa della produzione nucleare in Italia, insieme ai decreti attuativi e al completamento del quadro giuridico.
La svolta sul nucleare
Rispondendo a un’interrogazione di Azione sulla creazione di una cabina di regia per le priorità strategiche del Paese, Meloni ha spiegato che il governo punta a chiudere entro pochi mesi l’impianto normativo per riaprire il capitolo dell’energia nucleare italiana.
«Entro l’estate sarà adottata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia».
L’apertura alle opposizioni
Meloni ha poi lanciato un messaggio alle opposizioni, dicendosi disponibile a una collaborazione sulle grandi questioni strategiche nazionali. «Le mie porte sarebbero ancora aperte: sono in ogni caso aperte per chiunque abbia voglia di mettere da parte l’interesse di partito per l’interesse nazionale», ha dichiarato, ricordando però che in passato proposte simili erano state respinte dalle opposizioni.
La premier ha citato anche le polemiche nate all’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, quando alcune forze politiche accusarono il governo di voler organizzare «una passerella».
Lo scontro con Renzi
Il Premier Time si è trasformato anche in un confronto con il leader di Italia Viva. Matteo Renzi ha attaccato il governo sulla politica economica e sulla qualità della classe dirigente, citando anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
«Di fronte alla crisi dello Stretto di Hormuz la vostra proposta è la legge elettorale», ha detto Renzi, accusando il governo di non essere all’altezza della sfida geopolitica.
«Al netto di accuse e insulti, c’è oggettivamente poco di cui parlare», ha replicato la premier. La tensione è poi salita quando Renzi ha chiesto di escludere il Piano casa dalle priorità economiche dell’ultimo anno di legislatura. «Magari posso scegliere io i provvedimenti?», ha ribattuto Meloni.
Le priorità economiche del governo
Meloni ha rivendicato la continuità dell’azione economica dell’esecutivo, indicando tre priorità: rafforzare salari e potere d’acquisto, incentivare le imprese che assumono e investono e sostenere famiglie e natalità. Tra le misure citate dalla premier ci sono l’estensione della Zes unica del Mezzogiorno, il rafforzamento degli investimenti dei fondi pensione nell’economia reale italiana e il Piano casa. Sul fronte PNRR, Meloni ha sottolineato che l’Italia ha già incassato 153 miliardi di euro e che la nona rata sarà liquidata nelle prossime settimane.
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Salari, lavoro e fuga dei giovani
Nel corso dell’intervento, la presidente del Consiglio ha difeso anche la linea del governo sul lavoro e sul salario minimo, ribadendo che «i salari vanno aumentati rafforzando la contrattazione» e non attraverso un salario minimo legale.
Rispondendo poi a un’interrogazione di Alleanza Verdi e Sinistra sull’emigrazione giovanile, Meloni ha riconosciuto che la fuga dei giovani all’estero è diventata «un fenomeno strutturale», distinguendo però tra mobilità internazionale “fisiologica” e chi lascia l’Italia per stipendi più alti e maggior valorizzazione del merito.





















