Trump arriva a Pechino con una delegazione che unisce ministri, famiglia presidenziale e colossi della tecnologia e della finanza americana. Nel gruppo anche Elon Musk, Marco Rubio e i vertici di Apple, Nvidia e BlackRock
Donald Trump è arrivato a Pechino per il vertice con il presidente cinese Xi Jinping. Al seguito una delegazione pensata con l’idea di una guerra in Iran già finita. Trump ha portato in viaggio politica, difesa, finanza e grandi aziende tecnologiche americane. Nel gruppo ci sono ministri chiave dell’amministrazione, alcuni dei manager più potenti degli Stati Uniti e anche membri della famiglia presidenziale.
Il summit, destinato a influenzare il futuro dei rapporti tra Washington e Pechino, inizierà ufficialmente giovedì e avrà al centro commercio, investimenti, guerra in Iran e sicurezza internazionale.
Rubio in Cina nonostante le sanzioni di Pechino
Al seguito c’è segretario di Stato Marco Rubio, colpito dalla Cina con sanzioni personali nel 2020 dopo le sue critiche sulla repressione cinese della minoranza degli uiguri e di Hong Kong. Si dice che per entrare abbia cambiato cognome.
Con Trump è volato anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth. È il primo capo del Pentagono in carica a visitare la Cina dai tempi di Jim Mattis nel 2018. Nella delegazione compare inoltre il segretario al Tesoro Scott Bessent, che nei giorni scorsi ha incontrato in Corea del Sud il vicepremier cinese He Lifeng.
Musk torna vicino a Trump
A Pechino è stato visto anche Elon Musk, ex consigliere di Trump e oggi nuovamente vicino al presidente americano dopo mesi di rapporti freddi. Musk è arrivato insieme alla delegazione di imprenditori invitata dalla Casa Bianca. La sua presenza è il segnale di un riavvicinamento politico e personale con Trump proprio mentre Washington e Pechino cercano di stabilizzare i rapporti economici.
Con lui ci sono anche Eric Trump, figlio del presidente e dirigente della Trump Organization, e la moglie Lara Trump.
I colossi americani al seguito della Casa Bianca
La delegazione economica riunisce alcuni dei nomi più influenti della finanza e della tecnologia americana. Tra i presenti: Tim Cook di Apple; Larry Fink; Stephen Schwarzman; David Solomon; Jensen Huang; Cristiano Amon; Jane Fraser. Presenti anche dirigenti di Boeing, Visa, Mastercard, Meta e Tesla.
Un vertice che vale più del commercio
Il viaggio di Trump arriva in un momento delicatissimo per gli equilibri globali. Sul tavolo non ci sono soltanto dazi e investimenti. Ma il conflitto con l’Iran, le tensioni nel Pacifico e il futuro delle catene produttive mondiali.
Per questo la composizione della delegazione americana viene osservata con attenzione: accanto ai ministri della sicurezza nazionale ci sono i protagonisti della finanza globale e della rivoluzione tecnologica americana. L’intelligenza artificiale Usa. La competizione con la Cina è economica, geopolitica e industriale. Hormuz per ora attende, si decide tutto a Pechino.


















