In volo verso Luanda il Pontefice chiarisce di non voler entrare in polemica con Trump e ribadisce il suo impegno per la pace.
Il Papa, parlando con i giornalisti sull’aereo da Yaoundé a Luanda, ha chiarito che non è suo interesse entrare in polemica con Donald Trump. Il Pontefice ha spiegato che i discorsi pronunciati durante il viaggio in Africa erano stati preparati anche due settimane prima, «ben prima che il presidente degli Stati Uniti commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo».
L’interpretazione di un confronto diretto, ha aggiunto, «non è affatto nel mio interesse». La linea resta quella di sempre: «Proseguiamo il nostro cammino, continuiamo a proclamare il messaggio del Vangelo» per «promuovere la fraternità».
Arrivo a Luanda, inizia la tappa in Angola
Il Pontefice è arrivato a Luanda, dove si apre la terza tappa del viaggio africano. In agenda la visita di cortesia al presidente João Lourenço e l’incontro con le autorità del Paese nel Palazzo presidenziale.
La giornata proseguirà con il trasferimento alla Nunziatura e, in serata, con un incontro privato con i vescovi angolani.
L’ultimo giorno in Camerun davanti a 200mila fedeli
Prima della partenza dal Camerun, il Papa ha celebrato la messa a Yaoundé, nell’area dell’aeroporto militare, davanti a circa 200mila fedeli e alla presenza del presidente Paul Biya.
Nell’omelia ha richiamato l’esperienza della Chiesa «tra tempeste e venti contrari», sottolineando che anche nei momenti più difficili «Gesù è con noi, sempre, più forte di qualsiasi potenza del male».
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Solidarietà e comunità contro le crisi
Il Papa ha invitato a costruire strutture di solidarietà capaci di sostenere le persone nelle crisi sociali, politiche, sanitarie ed economiche. «Nessuno dev’essere lasciato solo», ha detto, indicando nella comunità il luogo in cui ciascuno può dare e ricevere aiuto.
Una società fondata sul rispetto della dignità della persona, ha aggiunto, riconosce il valore di ogni individuo «indipendentemente dallo status o dalla posizione».
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La fede e il ruolo nella società
Nel suo discorso, il Pontefice ha insistito sul legame tra fede e impegno civile: «La fede non separa lo spirituale dal sociale», ma offre la forza per affrontare le sfide del mondo, in particolare quelle legate a povertà e giustizia.
Le istituzioni, ha osservato, devono diventare «strumenti per il bene comune e non luoghi di conflitto».
“Il coraggio di cambiare abitudini”
Il Papa ha quindi invitato ad avere «il coraggio di cambiare abitudini e strutture» per mettere al centro la dignità della persona e superare disuguaglianze ed emarginazioni. La cura dei più poveri resta «un’opzione fondamentale per la nostra identità cristiana».
Il saluto al Camerun: “La Chiesa continua il suo cammino”
Nel congedarsi dal Camerun, il Pontefice ha ricordato che «la barca della Chiesa continua la sua rotta», invitando i fedeli a custodire i momenti vissuti insieme e a trasformare anche le difficoltà in occasioni di crescita.
La Chiesa camerunese, ha detto, è «viva, giovane, ricca di doni», capace di affrontare le sfide con spirito di condivisione, ascolto e preghiera.
Intanto, centinaia di migliaia di fedeli hanno seguito la celebrazione anche nelle aree circostanti, in una città segnata da imponenti misure di sicurezza e da un forte afflusso di persone arrivate anche a piedi.



















