8 Nov, 2026

Accise gasolio, niente proroga: dall’8 novembre +4,9 cent

Nessuna proroga per il taglio delle accise sul gasolio. La Gazzetta Ufficiale di sabato 7 novembre 2026 non riporta alcun provvedimento che prolunghi lo sconto fiscale, scaduto proprio quel giorno. Da pggi dunque, domenica 8 novembre, torna quindi l’aliquota ordinaria. Gli automobilisti diesel rischiano un rincaro di circa 4,9 centesimi al litro, Iva compresa.

Cosa prevedeva il taglio delle accise sul gasolio

La misura era scattata il 28 ottobre con un decreto che fissava una riduzione di 632,90 euro per mille litri. Con l’Iva, lo sconto equivaleva a 4,9 centesimi al litro e restava valido fino al 7 novembre.

Il taglio segue il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che usa una parte del maggior gettito Iva per ridurre temporaneamente la tassazione sui carburanti. L’ultimo provvedimento indicava una copertura di 38,7 milioni di euro. La somma derivava dai versamenti periodici dell’imposta registrati dal 1° al 30 settembre 2026.

Senza un nuovo decreto e senza nuove coperture, lo sconto non si rinnova in automatico. Il gasolio torna così all’accisa ordinaria di 672,90 euro per mille litri. La benzina non rientrava nella riduzione di fine ottobre e non subisce variazioni fiscali.

Quanto può costare in più il pieno

Secondo l’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 7 novembre il gasolio self service costava in media 2,224 euro al litro sulla rete stradale. Se l’aumento venisse trasferito per intero, il prezzo teorico salirebbe a circa 2,273 euro. Su mille litri la spesa aggiuntiva sarebbe di circa 49 euro.

L’Adusbef calcola un rialzo di 4,88 centesimi al litro, pari a 2,44 euro in più su un pieno da 50 litri. In autostrada il prezzo medio self service era di 2,277 euro per il gasolio e di 2,029 euro per la benzina.

L’aumento effettivo alla pompa dipende però dall’aggiornamento dei listini da parte dei gestori. Il passaggio può non essere immediato né integrale.

Price cap e petrolio: cosa può frenare i rincari

A limitare l’impatto potrebbero contribuire i tetti ai prezzi adottati dalle compagnie petrolifere. Il ministero ricorda che, grazie al price cap, in gran parte della rete i prezzi self restano sotto i 2 euro per la benzina e sotto i 2,20 euro per il gasolio.

A fine ottobre Eni ha confermato il tetto su benzina e gasolio nelle sue stazioni fino alla fine dell’anno. Iniziative analoghe erano già state avviate da altri marchi, tra cui Q8 e Tamoil. Al momento non risultano altre proroghe ufficiali da parte di altre compagnie.

Anche i mercati energetici danno segnali contrastanti. Venerdì 6 novembre il petrolio ha chiuso in rialzo a New York a 90,83 dollari. Nella stessa giornata il prezzo del gas è invece calato con decisione, fino a 85 euro. L’andamento delle quotazioni nei prossimi giorni inciderà sui listini più dello stop allo sconto.

Le reazioni: «Ribassi dalle compagnie»

Il presidente dell’Adusbef, Antonio Tanza, ha chiesto a Eni e agli altri marchi che hanno avviato price cap e sconti di ridurre ulteriormente i listini di benzina e gasolio. Secondo l’associazione, i ribassi dovrebbero arrivare a prescindere dalla mancata proroga delle accise sul gasolio.

Il settore dei trasporti e della logistica guarda con attenzione alla scadenza. Per chi percorre molti chilometri, anche pochi centesimi al litro pesano sui costi mensili.

Cosa succede ora

Al momento non è previsto alcun nuovo intervento. Un eventuale ritorno dello sconto richiederebbe un nuovo decreto con relative coperture. Nei prossimi giorni l’Osservatorio prezzi del ministero mostrerà se i rincari saranno pieni o più contenuti. Il verdetto dipenderà dai listini delle compagnie e dall’andamento del petrolio.

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