Nessun arrivo né decollo a Fontanarossa fino alle 23.59 per la cenere dell’Etna. È la terza grave crisi in meno di tre mesi: ad agosto erano saltati circa 700 voli, a luglio lo stop aveva coinvolto anche Sigonella
Per il terzo giorno consecutivo non si vola all’aeroporto di Catania. L’emissione di cenere vulcanica dall’Etna continua a tenere fermo lo scalo internazionale Vincenzo Bellini, dopo un’estate già segnata da ripetute interruzioni e centinaia di voli cancellati.
Lo stop ad arrivi e partenze, inizialmente previsto fino a mezzogiorno di oggi, è stato prorogato fino alle 23,59.
La decisione è stata presa dopo la chiusura dei settori dello spazio aereo C1 e B3. La Sac, società che gestisce lo scalo, invita i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.
Terzo giorno senza arrivi né partenze
La nuova emergenza è cominciata venerdì e da allora l’aeroporto non è riuscito a riprendere la normale operatività.
La presenza della cenere vulcanica in atmosfera rende necessario mantenere chiusi gli spazi aerei interessati e impedisce sia gli atterraggi sia i decolli.
La sospensione proseguirà almeno fino alla fine di oggi, facendo salire a tre i giorni consecutivi di stop.
Ad agosto circa 700 voli saltati
Non è la prima paralisi di Fontanarossa negli ultimi mesi.
Ad agosto una lunga fase eruttiva dell’Etna aveva provocato una successione di chiusure e riaperture dello scalo. Tra l’8 e l’11 agosto erano saltati circa 700 voli tra mancati arrivi, partenze e cancellazioni.
Il 12 agosto l’emissione di cenere aveva portato alla sospensione delle attività sia a Catania sia, temporaneamente, a Comiso. La chiusura di Fontanarossa era stata poi più volte prolungata, interessando i settori C1 e B3 dello spazio aereo.
Soltanto il 18 agosto, con il passaggio dell’allerta per l’attività vulcanica da rossa ad arancione, erano state cancellate tutte le restrizioni ed erano ripresi regolarmente arrivi e partenze.
A luglio lo stop coinvolse anche Sigonella
Un’altra emergenza si era verificata all’inizio di luglio. Il 5 del mese erano stati sospesi gli arrivi a Catania, mentre inizialmente erano state consentite le partenze degli aeromobili già presenti nello scalo.
Il giorno successivo il blocco era diventato totale: niente arrivi né partenze a Fontanarossa e chiusura anche dello spazio aereo di Sigonella per la nube di cenere prodotta dall’attività dell’Etna.
Diciassette voli diretti a Catania erano stati dirottati sull’aeroporto di Palermo.
Le restrizioni erano proseguite fino al 7 luglio, quando il passaggio dell’allerta per l’aviazione da rossa ad arancione aveva consentito il ripristino delle operazioni.
Una nuova crisi a poche settimane dall’ultima
La chiusura di questi giorni arriva dunque appena poche settimane dopo l’emergenza di agosto e meno di tre mesi dopo quella di luglio. Ma non è l’Etna il problema, ma la posizione dell’aeroporto.































