18 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

18 Set, 2026

Se sulla lotta alla droga si scatenano le tifoserie

Un laboratorio della Comunità di San Patrignano.

Dalla riduzione del danno alle comunità terapeutiche: il confronto sulle politiche contro le dipendenze torna al centro del dibattito. Il 23 ottobre l’incontro internazionale promosso da Meloni e Macron a San Patrignano


Il tema droga e dipendenze compare e scompare periodicamente dai media. Sempre descritto come una emergenza, se ci sono proposte o iniziative concrete per affrontarlo, suscita soprattutto contrapposizioni politiche. Così, recentemente, si è parlato di crack, derivato dalla cocaina, non tanto perché la sua diffusione sta assumendo aspetti preoccupanti, quanto per i disaccordi su come affrontare la situazione.

Ci sono amministrazioni locali, ad esempio a Bologna, che tentano la via della «riduzione del danno». Operatori dedicati cercano, cioè, di agganciare i consumatori, anche fornendo articoli necessari per l’assunzione di questa droga. È una idea derivata da esperienze fatte con i consumatori di eroina. Non ci sono risultati definitivi riguardo ai consumatori di altre sostanze ma, come scrive l’Agenzia europea Euda (European Unions Drugs Agency), studi osservazionali suggeriscono che «tale fornitura possa contribuire ad ampliare il coinvolgimento delle persone che fanno uso di droghe, facilitando anche il loro accesso alle cure e alle misure di reinserimento sociale».

La riduzione del danno e lo scontro politico

Dovrebbe essere l’obiettivo, ma la modalità suscita ostilità da parte delle opposizioni locali. Il Secolo d’Italia critica fortemente quanto in atto e scrive: «Il protocollo, redatto dall’amministrazione progressista bolognese, comprende un ampio ventaglio di interventi che mirano a ridurre i rischi e i danni direttamente associati al consumo di sostanze, come overdose, trasmissione di malattie infettive, lesioni fisiche e psichiche, traumi psicologici, esclusione sociale e marginalizzazione. Ma il punto è che lo fa distribuendo materiale per la riduzione del danno, non con una convenzione per entrare in una comunità di recupero». Il Secolo d’Italia si definisce «il quotidiano on line della destra italiana», mentre l’amministrazione di Bologna è di centrosinistra.

Chi non conosce il problema, ma si informa sui media, finisce così per avere la sensazione che, per affrontare la situazione, esista una possibilità di destra, l’invio dei consumatori in comunità, ed una di sinistra, la «riduzione del danno», quasi come se si trattasse di situazioni antitetiche, quando non lo sono. Questo del crack è un esempio ma se il discorso si allarga, non solo a tutto lo scenario connesso alle droghe, lecite e illecite, ma anche alle diverse possibili forme di dipendenza patologica, la situazione diventa più intricata.

Prendere posizioni nette, per gli schieramenti politici, diventa così complicato. Si rischia, rispetto all’opinione pubblica, di avviare quella macchina tritatutto, buona per i talk, in cui molto viene detto, ma non ci si ascolta e, in generale, si conclude poco.

Meloni e Macron a San Patrignano

Eppure, anche in questo clima pre-elettorale, c’è qualche segnale che, presto, il dibattito potrebbe riaprirsi, proprio a proposito di dipendenze e con un più ampio respiro. Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, che nel 2025 avevano lanciato congiuntamente la Coalizione europea contro le droghe a cui ora aderiscono 35 differenti nazioni, si ritroveranno nella Comunità di San Patrignano il prossimo 23 ottobre per un incontro internazionale, da loro promosso, sul tema della prevenzione e del recupero.

Una scelta non casuale. Sul sito della Presidenza del Consiglio è scritto che «la scelta di San Patrignano punta a illustrare nella concretezza del quotidiano un’esperienza leader nel recupero e nel reinserimento delle persone con dipendenze: un esempio delle politiche che la Coalizione intende promuovere, nella prospettiva di rafforzare la risposta a una sfida che esige responsabilità e condivisione». Ma San Patrignano non è un esempio di politiche, ma un insieme finalizzato di imprese non profit.

Il modello francese e la cura obbligatoria

Dunque, verso cosa si muoverà la proposta della Coalizione? Macron, negli ultimi anni, assieme a vari ministri dell’Interno francesi ha puntato con decisione verso la colpevolizzazione del consumatore di droghe, considerato non più esclusivamente una vittima, ma il principale finanziatore delle reti di narcotraffico e della violenza ad esse collegata.

In Francia, l’uso di stupefacenti è un reato punito con multe e sanzioni, tuttavia lo Stato spende fondi pubblici per la cura e la salute dei consumatori, anche con concrete azioni di riduzione del danno, comprese sperimentazioni su stanze per il consumo sicuro. Quindi, già conciliare il punto di vista dei due promotori della Coalizione, potrebbe non essere semplice.

Avremo la proposta di un modello centrato sulle comunità terapeutiche, con anche meccanismi simili alla «injonction thérapeutique», misura giudiziaria che, in Francia, può imporre una cura obbligatoria per le dipendenze da stupefacenti o da alcol? Il concetto verrà esteso anche ad altre forme di dipendenza? Ci saranno ricadute dirette sulla nostra situazione legislativa e organizzativa e sui programmi del centrodestra? Soprattutto, questa Coalizione europea promuoverà un’apertura al dialogo o sarà un ulteriore strumento di contrapposizione?

La sfida del dialogo bipartisan

Viviamo tempi difficili e la diffusione di droghe e delle dipendenze è una zavorra che può contribuire ulteriormente al malessere del Paese. Un’apertura al dialogo e a un lavoro bipartisan, su questi temi, sarebbe indispensabile, ma forse rimane solo una (mia?) speranza mentre mi chiedo cosa sarà scritto e se sarà scritto qualcosa, in proposito, nei programmi dei partiti, per le prossime elezioni.

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