La procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo, i genitori di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di quattro anni morta giovedì scorso per difterite nel capoluogo siciliano. Il provvedimento, firmato dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro e dal procuratore Maurizio de Lucia, ipotizza che la mancata vaccinazione contro la difterite, obbligatoria per legge da anni, abbia causato la morte della piccola: da qui la contestazione di omicidio colposo per omissione.
La famiglia, residente nel quartiere Zen, alla periferia nord di Palermo, aveva scelto di non sottoporre Anna Rosa al ciclo vaccinale esavalente. Una decisione che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe legata a una convinzione diffusa nel quartiere secondo cui le vaccinazioni sarebbero collegate all’insorgenza dell’autismo.
I genitori avrebbero infatti indicato come motivo del rifiuto il caso di un parente, un cuginetto della bambina, la cui condizione sarebbe stata attribuita da loro al vaccino ricevuto in età infantile. Una correlazione più volte smentita dalla comunità scientifica internazionale.
L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto, propedeutico al conferimento dell’incarico ai medici legali che dovranno eseguire l’autopsia sul corpo della bambina, prevista per mercoledì presso l’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo. La procedura, trattandosi di un accertamento irripetibile, consente alla coppia di nominare un proprio consulente di parte che assisterà alle operazioni.
La ricostruzione della vicenda clinica
Gli inquirenti stanno acquisendo tutta la documentazione sanitaria relativa ai giorni precedenti la morte della bambina. Anna Rosa era stata ricoverata una prima volta il 13 agosto all’ospedale Cervello, per un periodo di appena due ore, e successivamente, in condizioni molto più gravi, sabato 15 agosto. La diagnosi di difterite è arrivata la sera di domenica 16 agosto. Nonostante i tentativi di cura, le condizioni della piccola sono precipitate fino al decesso, avvenuto giovedì scorso.
Nel frattempo desta preoccupazione anche la situazione del cuginetto della bambina, anch’egli di quattro anni, ricoverato con gli stessi sintomi presso l’ospedale dei Bambini di Palermo e risultato positivo al batterio della difterite. A differenza della cugina, il bambino aveva ricevuto i primi tre cicli di vaccinazione, circostanza che secondo i sanitari avrebbe attenuato il decorso della malattia.
Il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera Arnas Civico, Domenico Cipolla, ha riferito un quadro clinico in miglioramento, con il piccolo tenuto in isolamento e sotto costante osservazione. Gli inquirenti stanno comunque verificando con esattezza lo stato vaccinale del bambino, poiché la ricostruzione non sarebbe ancora del tutto chiara.
Il fascicolo della procura per i minorenni
Parallelamente all’indagine penale coordinata dalla procura ordinaria, la procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Palermo ha aperto un fascicolo per valutare la responsabilità genitoriale della coppia, profilo che rientra nell’ambito civile e che potrebbe incidere sulla tutela degli altri quattro figli della famiglia.
Secondo quanto emerso, nessuno dei fratelli di Anna Rosa era stato vaccinato prima della sua morte: i tre bambini sarebbero stati sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie soltanto nei giorni successivi al decesso della sorellina.
Nel provvedimento della procura si fa riferimento a una credenza diffusa nel quartiere Zen, secondo cui la vaccinazione provocherebbe l’autismo nei bambini, motivo per cui diverse famiglie del rione si rifiuterebbero categoricamente di sottoporre i figli all’obbligo vaccinale previsto dalla normativa nazionale.
Controlli nelle scuole della zona nord
Alla luce di quanto accertato, la procura per i minorenni ha disposto una verifica urgente nelle scuole materne ed elementari della zona nord di Palermo, per accertare l’eventuale presenza di alunni non vaccinati. Le indagini avrebbero fatto emergere un escamotage utilizzato da alcune famiglie no vax per iscrivere i figli agli istituti scolastici: la sola presentazione della prenotazione per la vaccinazione, senza che questa venga effettivamente eseguita.
La procuratrice per i minorenni di Palermo, Claudia Caramanna, ha chiarito che la prenotazione da sola non consente l’accesso alle scuole, dove la normativa impone la copertura vaccinale esavalente sin dal primo giorno del primo ciclo scolastico.
Gli investigatori stanno inoltre cercando di stabilire quante persone, all’interno del nucleo familiare e tra i vicini di casa, condividano posizioni contrarie ai vaccini e quanti minori nella zona non risultino immunizzati, al fine di delineare un quadro complessivo dei rischi per la salute pubblica nel quartiere.
La difterite e l’allarme sanitario
La difterite è una grave malattia infettiva causata da un batterio capace di produrre tossine che danneggiano organi e tessuti, con esiti che nei casi più gravi possono essere fatali. Grazie alle vaccinazioni di massa, negli ultimi decenni la malattia era diventata rarissima in Italia. La vicenda di Palermo ha riacceso l’attenzione sull’importanza della copertura vaccinale obbligatoria, tanto che nei centri sanitari del capoluogo siciliano si registra in questi giorni un aumento delle prenotazioni per le vaccinazioni pediatriche.
L’Istituto superiore di sanità è intervenuto pubblicamente ribadendo l’assenza di qualsiasi legame scientifico tra vaccinazioni e autismo, ricordando che numerosi studi condotti a livello internazionale hanno escluso questa correlazione, ormai priva di fondamento nella comunità medica.
Il caso di Anna Rosa Bartolotta continuerà nei prossimi giorni con l’esecuzione dell’autopsia e con l’attività della procura per i minorenni, mentre resta alta l’attenzione delle autorità sanitarie sulla diffusione di convinzioni antivacciniste in alcune aree della città.






























