5 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

5 Ago, 2026

Delmastro, la Camera blocca le chat. Proteste in Aula dopo il voto

Delmastro, le proteste alla Camera

L’Aula approva a voto segreto la proposta della maggioranza di negare alla Procura l’accesso alle conversazioni dell’ex sottosegretario. I deputati del M5S alzano i cellulari, quelli di Avs si bendano gli occhi. Seduta sospesa tra le urla


L’Aula della Camera, a voto segreto, ha approvato con 206 sì e 133 no la proposta del relatore di maggioranza nella Giunta per le autorizzazioni di negare l’acquisizione delle chat del deputato ed ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, da parte della Procura.

Bagarre dopo il voto: i deputati del M5S sono scesi dai loro scranni per andare sotto i banchi della maggioranza con i cellulari in alto, rilanciando la campagna #FuoriLeChat.

A quel punto urla, proteste e cori e la seduta è stata sospesa. Tensione tra maggioranza e opposizione già durante la discussione. In particolare, durante l’intervento di Galeazzo Bignami (FdI), precedente al voto, si sono levate proteste dai banchi dell’opposizione e la presidente di turno Anna Ascani è dovuta intervenire più volte per ripristinare l’ordine, richiamando diversi deputati del centrosinistra.

Le ragioni del no della maggioranza

Il relatore per la maggioranza nella Giunta per le autorizzazioni, Pietro Pittalis, intervenuto per primo, ha spiegato all’Assemblea i motivi della proposta di diniego.

Negare l’acquisizione delle chat di Delmastro, ha sostenuto, «non impedisce ai magistrati di proseguire negli accertamenti. Difendere l’articolo 68 significa pretendere che la legge sia rispettata». Secondo Pittalis, sostenere che il diniego rappresenti uno «scudo» contro la magistratura è un «argomento inconsistente e pericoloso».

Ha poi richiamato i precedenti dei casi Open e Scarpinato, sostenendo che anche in quelle occasioni era stata difesa la guarentigia prevista dall’articolo 68 della Costituzione.

Le proteste di M5S e Avs

Proteste anche al Senato, dove i parlamentari del M5S hanno gridato «Fuori le chat». A Montecitorio, al termine dell’intervento di Giuseppe Conte, i deputati pentastellati hanno alzato i cellulari in Aula come gesto simbolico.

«Qui oggi parliamo di uno scudo: non contro il caro vita o il calo degli stipendi, ma per gli amici di partito», ha detto Conte. «La maggioranza si appresta a scudare un amichetto di partito».

I deputati di Alleanza Verdi e Sinistra hanno invece inscenato una protesta bendandosi gli occhi durante l’intervento di Elisabetta Piccolotti. Su richiesta della presidente Ascani, le bende sono poi state rimosse.

Le posizioni delle opposizioni

Italia Viva ha annunciato il voto contrario alla relazione della Giunta. Il deputato Mauro Del Barba ha sostenuto che, in questo caso, la Procura di Roma «ha seguito un percorso ineccepibile» e che negare l’autorizzazione trasformerebbe l’articolo 68 «in un privilegio personale».

Anche Elly Schlein ha contestato la decisione della maggioranza, parlando di «due pesi e due misure» e sostenendo che il Parlamento non dovrebbe impedire ai magistrati di acquisire elementi utili all’inchiesta.

La posizione di Vannacci

Roberto Vannacci ha spiegato che Futuro nazionale voterà contro l’autorizzazione, sostenendo la tutela della sfera privata dei parlamentari, ma ha invitato Delmastro a rendere pubbliche spontaneamente le proprie conversazioni.

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