Con 178 voti favorevoli e nessun contrario, Montecitorio approva la proposta che istituisce il 17 giugno come Giornata nazionale per le vittime degli errori giudiziari. Le opposizioni, tranne Italia Viva, si astengono. Ora il testo passa al Senato
«Pd, M5S e Avs non votano la Giornata “Enzo Tortora” in memoria delle vittime di errori giudiziari: uno schiaffo a migliaia di cittadini che hanno sofferto per casi di malagiustizia. Vadano a spiegare questa scelta a 100mila innocenti che hanno perso ingiustamente la libertà, a coloro che per inchieste finite nel nulla sono stati infangati, hanno perso immagine, reputazione, lavoro, serenità familiare».
Nelle parole di Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia, c’è la cronaca di quanto accaduto a 43 anni dall’arresto di Enzo Tortora, con l’istituzione di una Giornata nazionale per ricordare le vittime degli errori giudiziari, il 17 giugno di ogni anno.
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Il via libera della Camera
Nel via libera dell’Aula della Camera i voti a favore sono stati 178, nessun voto contrario, 97 astenuti: le forze di opposizione, a eccezione di Italia Viva, il cui vicepresidente Faraone era tra i primi firmatari della proposta di legge. Il testo passa ora all’esame del Senato.
La scelta della data è legata proprio agli attimi drammatici dell’arresto di Enzo Tortora, il 17 giugno del 1983, poi condannato a dieci anni di reclusione per traffico di stupefacenti e associazione per delinquere di stampo mafioso.
Il 15 settembre del 1986, all’esito del giudizio di appello, Tortora venne assolto dall’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso per non aver commesso il fatto e da quella di traffico di stupefacenti perché il fatto non sussiste. Il 13 giugno del 1987 la Corte di Cassazione confermò la sentenza di secondo grado.
Gaia Tortora contro le opposizioni
Ed è anche nelle parole di Gaia Tortora, figlia del celebre conduttore Rai, che si legge quanto accaduto all’iter di una proposta che ha avuto vari stop and go.
«Pd, M5S e Avs astenuti alla Camera sulla Giornata vittime errori giudiziari. Fate pena. Siete incommentabili», afferma la giornalista, ripercorrendo le tappe di una proposta sofferta, soffocata dalle tensioni che hanno travolto maggioranza e opposizione nel duello sulla riforma della giustizia e sul referendum, che avevano preso tutta la scena.
E oggi quelle stesse opposizioni, come accadde per la riforma della giustizia, non intendono fare alcun dietrofront sulla difesa della magistratura.
Lupi: «L’ennesima occasione persa»
A rievocare lo «scontro ideologico» che c’è stato nella campagna referendaria e ha avuto lo stesso esito nel voto per la Giornata dedicata alle vittime degli errori giudiziari è stato in Aula Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, annunciando il voto favorevole del gruppo.
Uno scontro che ha portato all’«ennesima occasione persa, mentre su temi come la tutela della libertà e della dignità di ogni uomo – ha sottolineato – la politica dovrebbe unirsi. C’è una frase incisa dove è sepolto Enzo Tortora, al Cimitero Monumentale di Milano: “Che non sia un’illusione”. Il voto di Noi Moderati – ha concluso Lupi – nasce da qui, dall’auspicio che l’ingiustizia subita da Tortora 43 anni fa non si ripeta più».
Il Pd: «Un segnale di apertura»
Eppure la deputata del Pd Rachele Scarpa, intervenendo nell’Aula della Camera per annunciare l’astensione del gruppo sulla proposta di legge, ha affermato che si è trattato di una scelta per rappresentare anche un «segnale di apertura».
«Se nel successivo esame al Senato sarà finalmente consentito un confronto vero e il nostro gruppo potrà contribuire a migliorare il testo – ha spiegato –, quella disponibilità potrà tradursi anche in un voto favorevole».
Costa: «Una battaglia storica di Forza Italia»
Diverso il parere del presidente dei deputati di Forza Italia Costa, che rivendica quella che è una «battaglia storica di Forza Italia, liberale e garantista».
Oggi lo «Stato riconosce che gli errori giudiziari ci sono – fa notare – e non sono soltanto quelli che si concretizzano in assoluzioni dopo gli arresti, ma anche quelli degli innocenti che sono sottoposti a calvari che durano anni. Il nostro impegno – conclude – sarà indirizzato a una proposta di legge perché queste vittime possano ricevere risarcimenti adeguati».
Il rischio di uno stop al Senato
L’ok alla Camera è arrivato dopo il rinvio in commissione, il 7 maggio 2025, da parte della maggioranza. Il testo è a prima firma di Davide Faraone, che ha voluto segnalare il rischio che il provvedimento, a causa dei tempi stretti, resti approvato in un solo ramo del Parlamento.





























