24 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

24 Giu, 2026

Sorelle ritrovate, l'avvocato della madre rinuncia al mandato

Valentina D'Acunto, la mamma delle sorelle scomparse e poi ritrovate

Sorelle ritrovate, domani interrogatorio dei tre fermati. Il legale della madre, valentina D’Acunto, rinuncia al mandato


L’avvocato Giuseppe D’Amici ha rinunciato al mandato difensivo conferitogli da Valentina D’Acunto, madre di Sarah e Alysia Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni ritrovate nei giorni scorsi a Formia dopo essere scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. La decisione è stata comunicata attraverso una nota.

Nel comunicato, il legale spiega le motivazioni della scelta. Si tratta di “sopraggiunti motivi personali e professionali che rendono impossibile il prosieguo dell’assistenza legale nel rispetto dei principi di deontologia professionale”. D’Amici precisa che “ogni ulteriore sviluppo o informazione relativa alla posizione della signora Valentina D’Acunto non sarà oggetto di commento. Nel più rigoroso rispetto del segreto professionale”.

Il procedimento civile

L’avvocato avrebbe dovuto assistere la donna nel prosieguo del procedimento civile. Che, con la sentenza emessa dal Tribunale di Cassino il 28 maggio scorso, ha disposto la revoca della responsabilità genitoriale a D’Acunto. E il suo trasferimento al marito Stefano Di Giacinto.

Valentina D’Acunto è attualmente detenuta nel carcere di Teramo con l’accusa di sequestro di persona aggravato. Secondo la Procura di Sulmona, insieme al padre Marco D’Acunto e al compagno Vincenzo Esposito avrebbe organizzato il trasferimento delle due figlie dalla casa famiglia abruzzese a un’abitazione di Formia. Lì le ragazze sono state rintracciate dai carabinieri dopo circa due settimane di ricerche. Per la vicenda la madre, il compagno e il nonno delle minori sono stati arrestati con l’accusa di sequestro di persona aggravato.

Per giovedì 25 giugno, ore 9.30, è fissato davanti al Tribunale di Sulmona l’interrogatorio di garanzia di Valentina D’Acunto, Marco D’Acunto e Vincenzo Esposito. Sono tutti detenuti nell’ambito dell’inchiesta sul ritrovamento di Sarah e Alysia Di Giacinto.

La mamma delle sorelle ritrovate: “Loro vogliono stare con me”

“Voglio rivedere le mie figlie al più presto, voglio stare con loro, loro vogliono stare con me”.
È quanto avrebbe detto Valentina D’Acunto, la mamma delle due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate domenica sera a Formia, incontrando in carcere, a Teramo, la garante dei detenuti della Regione Abruzzo, Monia Scalera.

La garante definisce la donna come “provatissima”, ma sottolinea che “ha tanta solidarietà attorno” ed è “circondata dalle altre detenute che la supportano e non la lasciano mai da sola”.

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Il papà: “Mi attaccano ma io penso a loro

“Mi stanno continuando ad attaccare invece di pensare alle ragazze, invece io cerco di proteggere le mie figlie”, sono invece le parole di Stefano Di Giacinto, papà delle due sorelle ritrovate a quindici giorni dalla loro scomparsa dalla casa famiglia di Civitella Alfedena.

“Ne ho ricevute tante di offese in tutti questi anni, ho sempre sorvolato andando avanti a testa alta: pianti, finzioni”, ha detto a Storie Italiane su Rai1, commentando le parole della suocera – la mamma della sua ex moglie, oggi detenuta per sequestro di persona – che ieri aveva detto che “i buoni sono dentro e i cattivi stanno fuori”. “Oggi vorrei dire una cosa che non ho mai detto, ho aspettato che le mie figlie fossero messe in sicurezza per poterlo dire, dato che la mia ex suocera dice che non volevano né vedermi né sentirmi. E poi chiudo questo capitolo perché voglio pensare solo a loro – ha aggiunto -. Mia figlia grande aveva chiesto ai servizi sociali di potermi incontrare e hanno dato il consenso. Ma non lo voleva dire né alla sorellina più piccola né alla mamma, ha chiesto espressamente di incontrami senza farlo sapere a nessuno.

L’incontro del 22 maggio

Quindi il 22 maggio ci siamo visti a Cassino in un incontro che è durato più di 2 ore. Dopo 6 anni e mezzo ci sono stati abbracci, coccole, carezze, ci siamo presi mano nella mano e abbiamo pianto insieme, mi ha chiesto scusa di tutto quello che aveva fatto nei miei confronti, dicendo che purtroppo era stata gestita e comandata a fare tutto ciò. Non eravamo soli, c’era la curatrice delle ragazze, l’assistente sociale, il fidanzatino di mia figlia: è stato il momento più bello della mia vita, è durato 2 ore, ho sognato quelle due ore, e poi mi è caduto di nuovo il mondo addosso, però non mi perdo d’animo”.

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