7 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

17 Giu, 2026

G7: è amore Meloni-Macron, con Trump «rapporto immutato»

La premier Giorgia Meloni

La premier rivendica il lavoro svolto al vertice di Evian e parla di risultati importanti su Ucraina, Medio Oriente e sicurezza energetica. Sulla possibile missione a Hormuz frena: «Serve tempo, decideremo nei prossimi 60 giorni»


Se non ci fosse stata la doppia domanda su Vannacci, la premier avrebbe fatto percorso netto. Sorridente e soddisfatta per la «grande convergenza su tutti i temi», piccoli e grandi, riscontrata e vissuta nella tre giorni a Evian. Alla fine però anche la doppia domanda sul Generale – sarete alleati? – non ha influito sul buon morale di Giorgia Meloni. «Mi pare chiaro che non sarà nostro alleato visto che in un paio di mesi ha votato con la sinistra per cinque contro il governo.

Lo trovo piuttosto molto funzionale alla sinistra». Quindi non ci sarà l’alleanza tra voi e Vannacci? «Non ho detto questo e però guardi – ha precisato – non mi occupo di alchimie, penso a governare bene e so che la politica non è mai aritmetica»

«Abbiamo lavorato bene insieme»

Archiviata la parentesi nazionale, Meloni ha potuto dedicarsi a quello che è sempre stato il suo core business: la politica estera. Le cose sono andate bene lo si capisce anche da certi dettagli: la premier ha tenuto una vera e propria conferenza stampa.

Le “notizie” sono tante. Ad esempio l’ottimo feeling con il padrone di casa Emanuel Macron: «Ha fatto un ottimo lavoro e in questi giorni abbiamo tutti respirato un ottimo clima». Più in generale, visti i timori della vigilia quando neppure si sapeva se Trump sarebbe arrivato e meno che mai dell’accordo e visto come finì un anno fa in Canada quando lo stesso Trump andò via un giorno prima bollando la riunione come inutile, Evian ha fatto resuscitare il format del G7 da moribondo a vivo e vegeto «perché abbiamo discusso e assunto decisioni su questioni che incidono nelle nostre vite».

Un’unità costruita su equilibri fragili

Un gruppo che si è mosso e ha agito «unito» e «alla pari, con la necessaria trasversalità». Trump ha fatto di tutto per arrivare al G7 con l’accordo e i paesi del G7 e soprattutto quelli europei hanno fatto di tutto per farsi trovare pronti. L’Italia ha rischiato di restare indietro. Ma è stata riportata a bordo all’ultimo tuffo – nella notte tra domenica e lunedì – da Germania, Uk e, appunto, la Francia di Macron. La premier gioisce della «convergenza non scontata, credetemi». Come dimostra il documento finale con otto dichiarazioni tematiche.

Gli impegni più importanti riguardano l’Ucraina «per cui è stato condiviso il massimo sostegno anche militare a Kiev (ma non dell’Italia, ndr) e l’aumento della pressione su Mosca». «Unità dell’Occidente» e la sua «fermezza» sono gli strumenti più efficaci per creare le condizioni necessarie a un negoziato autentico tra le parti. L’obiettivo resta quello di favorire «con tutte le nostre energie» un confronto diretto tra Zelensky e Putin.

Hormuz, il Golfo e la nuova architettura energetica

In attesa di vedere se e come sarà implementato l’accordo con Teheran, «è stato deciso di strutturare ancora di più il dialogo con i paesi del Golfo». Con loro la massima convergenza è anche sul fatto che «su Libano e Gaza dobbiamo andare oltre le tregue di breve periodo». Su Hormuz «che deve tornare libero e navigabile», anche l’Italia «è pronta a far parte della missione difensiva e di messa in sicurezza una volta garantita la necessaria cornice».

LEGGI Petroliere iraniane oltre il blocco Usa. Il Papa: «Grato ai Paesi impegnati per la pace»

Per gli appassionati del tema “disgelo” con il tycoon, la premier ha sorriso delle molteplici ricostruzioni di questi giorni rassicurando: «Il nostro rapporto è immutato, senza recriminazioni. Siamo due persone con un carattere forte che difendono con determinazione il loro interesse nazionale e non c’è bisogno di chiarirsi quando non siamo d’accordo su qualcosa». Non sarà più amore, per fortuna, ma un utile “calesse” per andare – si spera – dove è necessario andare.

«Abbiamo confermato che l’Italia è pronta a fare la sua parte anche per missioni volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, ferme restando le necessarie autorizzazioni», ha spiegato.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA