16 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

16 Giu, 2026

Dalle «ricette ardenti» a Tails: cosa c'era nei manuali degli anarchici arrestati

Cinque persone sono finite in carcere e due ai domiciliari nell’inchiesta sul sabotaggio della linea Alta Velocità Roma-Firenze. Per gli investigatori il gruppo anarchico progettava nuove azioni mentre si avvicina il rinnovo del 41 bis per Alfredo Cospito


Anarchia, terrorismo, attentati. Sono le parole chiave che hanno accompagnato questa mattina l’arresto di sette persone, in tutta Italia: due di loro avrebbero partecipato all’organizzazione dell’attentato che, il 14 febbraio scorso, aveva paralizzato la linea ad alta velocità fra Roma e Firenze.

L’operazione è scattata in mattinata. L’indagine della Digos individuato un gruppo di ispirazione anarchica, radicato a Roma ma con ramificazioni a Bologna, Forlì, Milano e Napoli. Cinque degli arrestati sono stati incarcerati, mentre per altri due sono scattati i domiciliari. “Associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico di cui all’articolo 270 bis del codice penale”. È questa la principale contestazione che ha portato alle misure, decise dal giudice per le indagini preliminari di Roma su richiesta della procura.

Il sabotaggio della linea Roma-Firenze

L’operazione di polizia è contestuale a un forte rigurgito di attività di sabotaggio e danneggiamenti prodottosi negli ultimi mesi, azioni in molti casi rivendicate e riconducibili a realtà strutturate che condividono modi di agire, obiettivi, identità ideologica. In particolare il 14 febbraio, un sabato, sulla linea Roma-Firenze erano stati piazzati degli ordigni rudimentali che avevano mandato in tilt la circolazione ferroviaria per diverse ore.

C’era stato anche un tentativo, non riuscito, di sabotare la linea fra Roma e Napoli. Sempre secondo la ricostruzione della procura l’azione farebbe parte di una strategia di attacco alle infrastrutture legata, fra l’altro, alla mobilitazione di tutto l’ambiente anarchico . Contro l’applicazione del regime carcerario 41 bis per Alfredo Cospito.

Il timore di nuovi attacchi

“Tutto lascia presagire che, in vista della scadenza/rinnovo del regime di 41 bis” nei confronti di Cospito “gli indagati decidano di tornare a colpire con maggiore vigore. Con azioni di maggiore impatto pubblico”: così si legge nell’ordinanza di 95 pagine firmata dal gip di Roma Rosalba Liso. Nella quale si fa riferimento anche all’esplosione che costò la vita a marzo scorso ad Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, vittime di un ordigno rudimentale che stavano fabbricando loro stessi: “In un simile contesto – scrive ancora il Gip – diviene ancor più tangibile il rischio di azioni violente”.

Lo sgombero del centro sociale

Sono in tutto 18 gli indagati. A Roma è stato perquisito un centro sociale di Montesacro, il “Roberto Bencivenga”, edificio occupato dal 2001 e che ieri è stato sgomberato e affidato al comune di Roma per essere messo in sicurezza. Tensioni durante lo sgombero: due persone sono state denunciate per resistenza a pubblico ufficiale. Nel corso della perquisizione gli agenti hanno anche sequestrato materiale di propaganda e documentazione ritenuta sensibile per il seguito delle indagini.

I manuali e il materiale sequestrato

Il sabotaggio del 14 febbraio era stato rivendicato sulle pagine del sito ispiraazione.noblogs.org, che ospita proclami, progetti, materiali e manuali citati anch’essi nell’ordinanza, manuali.

Si legge sul portale, “pensati per affinare le capacità d’azione e per autodifendersi dalla repressione”.

Fra i materiali presenti una guida a “Tails”, sistema operativo inteso a “un utilizzo consapevole dei dispositivi elettronici che quotidianamente adoperiamo, in particolare quando li usiamo per scopi sovversivi”. E poi un manualetto, “Ricette ardenti per principianti”, concepito per insegnare a fabbricare ordigni incendiari con materiali di reperimento comune.

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