Il campo largo adotta una linea comune per modificare la legge elettorale: no a liste bloccate e premio di maggioranza ridotto
Marciare per una volta uniti, con più frecce nella bisaccia, per colpire dove serve: cestinare il Melonellum o correggerlo in modo tale da trasformarlo in un sistema misto, un po’ maggioritario e un po’ proporzionale. Qualcosa di molto simile al “vecchio” Mattarellum e non per omaggio all’attuale Capo dello Stato e allora padre di quella legge ma perché alla fine quel metodo si è dimostrato essere il più rappresentativo della volontà degli elettori. Il più democratico e trasparente quindi.
Il Melonellum
Oggi a mezzogiorno scadono i tempi per gli emendamenti al “Melonellum”, le nuove regole del gioco della partecipazione democratica al voto che Fratelli d’Italia vuole proporzionale al 100% corretta con un bel premio (70 deputati e 35 senatori) alla coalizione che supererà il 42% dei consensi. La soglia d’ingresso è fissata al 3% e se nessuna coalizione raggiungerà il 42%, i seggi saranno assegnati sulla base dei voti ottenuti, un proporzionale puro. Non ci sono preferenze. Ma ci saranno listini e listoni bloccati, quelli del “premio” ad esempio con 70 senatori e 35 deputati sicuri di entrare in caso di vittoria.
La linea unitaria
I “se” e i “ma” sono finiti da qualche giorno: Meloni vuole chiudere e vuole farlo presto. Entro luglio il testo sarà approvato alla Camera, a settembre al Senato l’approvazione finale. E’ l’unica riforma che il governo Meloni riuscirà a fare e non può fallire anche su questa. Le opposizioni si sono organizzate di fronte all’evidenza. Ieri mattina c’è stata una riunione del Pd Camera e Senato che, tra le altre cose ha deciso la linea da tenere oggi in Commissione Affari costituzionali. Prima di tutto sembra una linea comune e condivisa da tutte le opposizioni, Pd-M5s e Avs, +Europa, le interlocuzioni sono in corso anche con Azione e Italia viva.
Ci sarà un primo blocco di emendamenti soppressivi del testo in discussione e fin qui siamo al muro contro muro che abbiamo visto nelle scorse settimane. La notizia è ci sarà un pacchetto di emendamenti nel merito. In qualche modo il Pd e gli altri decidono di discutere sulla legge proponendo correzioni e rinunciando al tanto evocato Aventino. Lo aveva suggerito Dario Franceschini tempo fa. Le modifiche che saranno presentate oggi hanno, si spiega, «un solo obiettivo: correggere gli eccessi del premio e ripristinare un corretto rapporto tra elettore ed eletto. Correggere insomma gli aspetti anticostituzionali che hanno evidenziato i costituzionalisti nelle audizioni».
Correzioni sul listone bloccato e premio di maggioranza
Ci sarà dunque una correzione sul listone bloccato che assegnerà i seggi del premio: su questo la proposta di modifica è di non fare una lista bloccata «di cui i cittadini non sanno nulla e si trovano paracadutata dall’alto e dalle segreterie ma di assegnare quei posti scorrendo lungo le liste del proporzionale, entra il primo dei non eletti, il secondo, il terzo il quarto e così via». Una cosa del genere ha senso, molto, ma non sarà mai accettata da Forza Italia e Lega che hanno rinunciato ai collegi uninominali e vogliono blindare i big (da qui anche la fuga in altri partiti, primo di tutti Vannacci).
Fuori sede e parità di genere
Tra le modifiche anche la proposta di collegi uninominali proporzionali al posto delle liste bloccate ed emendamenti per aumentare la parità di genere nelle liste. Si tratta di proposte che «mirano a scardinare l’impostazione che si traduce – è la sintesi dell’intervento della segretaria Schlein – in una scheda che nei fatti disincentiva al voto».
Tra le modifiche comuni anche quelle per il voto dei fuori sede e per la raccolta delle firme in via digitale. Un altro emendamento riguarda l’inclusione dei voti del Trentino Alto Adige ai fini del calcolo per il premio di maggioranza. Una modifica che anche il centrodestra sta valutando. «Ma se aiutiamo il centrodestra a rendere meno incostituzionale il testo – faceva notare ieri qualche dem nei conciliaboli in Transatlantico – non è un problema. Anzi».
Ritorno al Mattarellum?
Riccardo Magi, segretario di +Europa, dà una forma compiuta al mosaico di emendamenti: «Vogliamo ripristinare il Mattarellum, il più sensato e costituzionale dei modelli elettorali degli ultimi vent’anni». Magi ha in mente anche due emendamenti utili e interessanti su cui potrebbe facilmente trovare l’adesione degli altri. Il primo: «Serve una norma transitoria affinché questa nuova legge elettorale si applichi esclusivamente alle elezioni convocate almeno dopo un anno dall’approvazione di questa riforma»; Il secondo subordina l’attribuzione del premio di maggioranza a una soglia minima di affluenza tra il 70 e l’80% «per evitare che il premio di maggioranza venga attribuito a una coalizione votata da una estrema minoranza degli aventi diritto che si ritroverebbe però a essere una maggioranza amplissima in parlamento».
Poi ci saranno gli emendamenti sulle preferenze. Anche da parte della destra. E qui il voto segreto potrebbe giocare effetti indesiderati. Restate sintonizzati, sarà tutto molto interessante.






























