7 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

7 Giu, 2026

Ballottaggi, un milione al voto per scegliere 42 sindaci. Alle 19 affluenza in calo al 28,36 %

Il primo rilevamento del voto per i ballottaggi fa registrare un calo rispetto a due settimane fa. Si vota fino alle 23 e domani dalle 7 alle 15


Seggi aperti – fino alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì – in 42 Comuni di diverse Regioni italiane per la scelta, al ballottaggio, del nuovo sindaco. Ad essere chiamati alle urne sono 1 milione 133.135 elettori distribuiti in 1.303 sezioni. Sei i capoluoghi di provincia (Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani) ma la regione con il maggior numero di comuni al voto è la Campania che ne ha dieci, seguita da Lombardia e Puglia con sei comuni ciascuna. Si vota anche in un comune con meno di 15mila abitanti: si tratta di Mandatoriccio, in provincia di Cosenza, dove al primo turno i due candidati a sindaco, Teresa Villella e Cataldo Iozzi, hanno ottenuto esattamente lo stesso numero di voti, 852 preferenze ciascuno. Sono pochi gli apparentamenti ufficiali e saranno decisivi i voti presi da centristi, civici e vannacciani al primo turno.

Il peso del fattore Vannacci sulle sfide

Tra le sfide più interessanti quella a Vigevano, in provincia di Pavia, ha una valenza in qualche modo nazionale perché qui si è presentato come sindaco un candidato appoggiato da Futuro nazionale di Roberto Vannacci: è Furio Suvilla che ha ottenuto il 14,2% dei voti. Al ballottaggio, comunque, vanno la candidata del centrosinistra Rossella Buratti in vantaggio, con il 34,3%, e il civico Paolo Previde Massara (24,4%), sostenuto da Forza Italia.

Dirimente capire cosa farà la Lega, il cui candidato Riccardo Ghia, sostenuto da Fdi, è arrivato terzo con il 21,4% dei voti. L’accordo formale è scattato a Chieti, dove il centrodestra, diviso al primo turno, si ricompatta per provare a strappare la riconferma a sindaco al candidato del campo largo Giovanni Legnini, che è in testa con il 47,2%. A sfidarlo c’è Cristiano Sicari, uscito dal primo turno con il 27,4% che adesso, oltre al sostegno di Fratelli d’Italia e di Forza Italia, potrà contare sull’appoggio del candidato di Lega e Udc Mario Colantonio – che quindici giorni fa ha preso il 16,7% dei voti – e anche del civico Alessandro Carbone (4,7%).

Le partite più delicate

Ad Agrigento il centrodestra non ritrova unità e la sfida è tra Michele Sodano del campo progressista con il 39,1% e Dino Alonge appoggiato da Fi-Fdi-Udc e autonomisti con il 34,8% (ma non dalla Lega). Ad Arezzo la partita è tra Vincenzo Ceccarelli per il centrosinistra, con il 32,4% dei voti e Marcello Comanducci che con il suo 43,8% proverà a far restare il comune nelle mani del centrodestra, che da dieci anni governa Arezzo (il terzo classificato, Marco Donati, sostenuto da Azione, che al primo turno ha ottenuto il 20,5% dei voti, non ha dato indicazione di voto).

Partita delicata anche in un’altra città toscana, a Viareggio dove si sfidano Sara Grilli, candidata civica sostenuta dall’ex sindaco Del Ghingharo e dal centrodestra, che è avanti con il 34,29% e Federica Maineri appoggiata dal campo largo, più alcune liste civiche, con il 30,17%. Anche qui nessun apparentamento: Marialina Marcucci, ex vice presidente della Regione Toscana, arrivata terza al primo turno con il 27,5% dei voti, ha scelto di non dare indicazioni di voto, pur invitando a non disertare le urne.

A Lecco il ballottaggio è tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,5%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli, avanti con il 48,6%. Resta alla finestra Mauro Fumagalli, candidato della lista civica centrista Orizzonte per Lecco, terzo con il 5,2%. Anche a Trani secondo turno senza patti e con un campo largo che non superato la prova dell’unità: la corsa è tra Marco Galiano (40,7%), sostenuto dal Pd ma non dal Movimento Cinquestelle, e il candidato del centrodestra Angelo Guarriello, indietro con il 30,3%.

In mezzo c’è il 21,5% conquistato dal candidato civico, Giacomo Marinaro, che lascia libertà di voto. A Macerata il sindaco uscente di centrodestra Sandro Parcaroli è andato vicinissimo alla riconferma al primo turno, sfumata per una manciata di voti: ha ottenuto il 49,96%. A sfidarlo è il candidato del campo largo Gianluca Tittarelli che parte dal 41,9% ma in queste due settimane ha raggiunto un’intesa con Marco Sigona, che al primo turno ha ottenuto il 3,48% con la lista Officina delle idee. 

L’affluenza

Si è fermata al 13,46% l’affluenza nelle 1.212 sezioni, secondo quanto pubblicato sul sito Eligendo, in calo di circa 1,7 punti percentuali (15,23%) rispetto alla stessa ora del primo turno. Alle 19 si è attestata al 28,36 %, sei punti in meno del 34,80 % del primo turno.

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