Il governatore della Calabria Roberto Occhiuto dice la sua sul pericolo che la coalizione di centrodestra insegua Vannacci e apre a Calenda e Zaia in Forza Italia
Nell’ultimo anno di legislatura il centrodestra «non dovrebbe occuparsi di legge elettorale ma usare la sua carica riformista per realizzare quelle riforme che il paese aspetta». Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicepresidente di Forza Italia, analizza il quadro politico dopo il voto amministrativo. Vannacci non può stare nel centrodestra, «vorrebbe dirlo inseguirlo ogni giorno». Gli piacerebbe poi che Zaia e Calenda «collaborassero con Forza Italia».
Governatore Occhiuto, a Reggio Calabria ha vinto lei o l’onorevole Cannizzaro?
«Ha vinto sicuramente Cannizzaro che ha uno storico rapporto con la sua città e il suo lavoro alla Camera lo dimostra. Quindi ha raccolto quello che ha seminato. Detto questo, è chiaro che dietro Cannizzaro c’è una squadra, ci sono io e i risultati del governo regionale».
A Venezia ha vinto il giovane centrista Venturini? O Giorgia Meloni come sembra da certe dichiarazioni?
«Venturini ha raccolto i frutti della sua attività da assessore. Di certo anche Giorgia Meloni e il centrodestra ne escono molto bene. Ad ogni modo nelle amministrative non sono mai sovrapponibili i voti delle politiche. Meno che mai quelli di un referendum. Il voto locale premia le leadership locali e l’identificazione del politico con il territorio. Questa volta molti osservatori e anche politici hanno generato confusione lasciando credere che ci potesse essere una sovrapposizione tra il voto del referendum e quello locale».
Da parte della sinistra?
«Si ma non solo. Queste amministrative sono una iniezione di fiducia per il centrodestra che negli ultimi mesi si era un po’ depresso. Credo siano utili anche al centrosinistra che deve fare un bagno di umiltà: il “campo largo” mi sembra un cantiere appena aperto».
Ultimo anno di legislatura. La maggioranza sembra ferma sulle iniziative e le cose da fare. Molto concentrata invece sulla legge elettorale…
«Non mi pare che la maggioranza sia ferma sulle cose da fare per il Paese. La legge elettorale non deve concentrare tutte le energie perché in un anno si possono fare ancora molte cose».
Lei governa, con successo, la regione Calabria. Esiste un “modello Occhiuto”Mi viene in mente il reddito di merito per gli studenti universitari, l’uscita dall’amministrazione straordinaria nella sanità dopo quindici anni. Secondo i dati di Banca d’Italia il pil calabrese nel 2025 è cresciuto dell’1, 3%, assai migliore di quello nazionale e di quello del Mezzogiorno.
«Non so come chiamarlo, so però quello che ho fatto. Ad esempio ho azzerato una quantità enorme di baracconi inutili come i consorzi di bonifica: erano undici, ne è rimasto uno solo. Ho riformato il sistema dei rifiuti e dell’idrico con un approccio apprezzato persino dall’economista Giavazzi che non è mai generoso con la capacità riformatrice degli enti locali. Se i risultati si ottengono qui i problemi sono stratificati da decenni, a maggior ragione riforme risultati si possono ottenere anche a livello nazionale».
È un consiglio non richiesto a Giorgia Meloni che in quattro anni non ha fatto alcuna riforma?
«Lo dice lei che non ha fatto alcuna riforma. Secondo me ha governato molto bene e il consenso di cui gode il governo dopo oltre quattro anni lo dimostra. Dico solo che tutti nella maggioranza dovremmo essere un po’ più coraggiosi. Riformare è possibile avendo anche le corporazioni contro. Oggi il mondo agricolo mi ringrazia per aver dato ordine ai Consorzi, i medici calabresi mi riconoscono il merito di aver coinvolto i medici cubani. Aggiungo anche che avendo come competitor una sinistra che ha perso il carattere riformista delle leadership di Prodi, Letta, Renzi o Gentiloni, potremmo attrarre questo elettorato smarrito”.
A che punto siete in Calabria con le autorizzazioni dei parchi green?
«Noi siamo una delle regioni che produce più energia rinnovabile in Italia, molta più di quella che consumiamo. Il paradosso è che di tutto questo sforzo, i calabresi non hanno alcun vantaggio nonostante la normativa»
Si può spiegare meglio?
«Pochi sanno che da gennaio 2025 il prezzo dell’energia dovrebbe essere “zonale” per cui più ne produci e meno paghi. Nelle regioni virtuose si dovrebbe applicare il costo inferiore dovuto. E io, come altri Presidenti di regione, potremmo avere costi inferiori per la nostra collettività e comunque usare quella leva per attrarre investimenti. Invece tutto fermo e bloccato. Anzi, dobbiamo pagarla anche di più».
E perché non si applica la tariffa zonale?
«Me lo chiedo anch’io. So solo che il decisore politico che si assume la responsabilità di impiantare parchi eolici che deturpano il paesaggio o impianti fotovoltaici magari sottraendoli agli agricoltori, poi non può neppure dire ai cittadini che restituisce loro qualcosa. Assurdo».
La crisi in Medioriente sta mettendo in ginocchio la nostra economia e la famiglie. La premier Meloni chiede flessibilità in Europa che però ci rimprovera i costi troppi alti dell’energia. Salvini chiede di fare deficit. La strada giusta?
«Concordo con la linea della Presidente Meloni, se mi fai sforare per le spese per la difesa lo fai anche per il costo del petrolio. Non sarebbe neppure una novità, abbiamo il precedente del Covid. Vede, io credo e voglio il nucleare però ci vorranno anni. Ora la soluzione migliore è applicare una normativa che già abbiamo, il prezzo zonale».
Grande agitazione alla Camera sulla legge elettorale, che ne pensa?
«Sapere la sera delle elezioni chi ha vinto e dare stabilità a chi governa sono entrambe ottime cose. Non impazzisco per le preferenze: un bravo economista o costituzionalista difficilmente potrebbero essere anche campione di preferenze. Ma adesso per favore non sprechiamo energie su questo, occupiamoci di economia reale. Di riformare quello che si può. Il centrodestra deve costruire così il suo programma per la campagna elettorale».
Ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea: il dossier sta dividendo la maggioranza, Salvini dice “mai”, Tajani dice “adelante con giudizio…”
«La Ue sta dimostrando tutta la sua vicinanza alla causa ucraina. Questa scelta quindi, come dice Tajani, va ben ponderata alla luce degli effetti che può avere. Personalmente non sarei contrario all’adesione come membro onorario».
Tema della sicurezza. Lei mette insieme sicurezza e immigrazione, una conseguenza dell’altra come fanno le destre? Oppure l’inclusione sociale è il miglior antidoto alla violenza sociale?
«Chi viene nel nostro paese e delinque ripetutamente non ha titolo a restare, questo deve essere chiaro. Ma il problema principale è che negli scorsi decenni non siamo stati in grado, destra e sinistra, di costruire un modello di integrazione. I flussi migratori non si possono fermare, perchè si continuerà a scappare da guerre e carestie, e allora vanno governati. Non con il buonismo ideologico ma con la buona integrazione. Io sto cercando di usare i fondi per la cooperazione per aprire in Tunisia centri per l’impiego visto che, ad esempio, anche da noi in Calabria manca mano d’opera. I migranti scampati alla tragedia di Cutro hanno partecipato al bando OIKOS e hanno trovato lavoro presso impose edili».
Se Meloni dovesse comprendere Futuro nazionale nel perimetro della maggioranza, Forza Italia cosa farà?
«Il centrodestra in questo paese funziona da trent’anni perchè ha mantenuto la sua omogeneità restando moderato e liberale».
Ma i tempi cambiano e i venti delle destre estreme soffiano in tutta Europa.
«In campagna elettorale noi saremmo costretti a inseguire Vannacci che ogni giorno la sparerebbe più grossa per parlare al suo popolo di estrema destra. Noi invece dobbiamo puntare a quell’elettorato moderato e riformista che non trova casa nel centrosinistra».
Allora chi vede meglio come leader, in futuro, di Forza Italia: Zaia o Calenda?
«Ho stima per entrambi e mi piacerebbe che entrambi potessero impegnarsi Forza Italia, ma non credo che lo faranno».































