Roma alza lo scontro diplomatico con Israele dopo il video degli attivisti bendati. La Procura acquisirà il filmato pubblicato da Ben Gvir
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto ufficialmente all’Unione europea di valutare sanzioni contro il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir per il trattamento agli attivisti fermati durante l’abbordaggio delle imbarcazioni in acque internazionali.
Nel frattempo la Procura di Roma acquisirà il video diffuso dallo stesso Ben Gvir, in cui compaiono alcuni attivisti bendati, inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena. Il ministro con la bandiera, benvenuti in Israele.
Tajani: «Sanzioni contro Ben Gvir»
«A nome del governo italiano ho chiesto formalmente all’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas di inserire nella prossima riunione dei ministri degli Esteri europei l’adozione di sanzioni contro Ben Gvir», ha scritto Tajani su X.
Secondo il governo italiano, gli attivisti sarebbero stati «prelevati in acque internazionali e sottoposti a vessazioni e umiliazioni in violazione dei più elementari diritti umani».
La presa di posizione italiana arriva dopo le fortissime polemiche suscitate dal video pubblicato dal ministro israeliano, già condannato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha parlato di «trattamento incivile».
Il video agli atti dell’inchiesta
Il filmato diffuso da Ben Gvir entrerà ora formalmente nell’indagine aperta dalla Procura di Roma sulla vicenda della Flotilla. I magistrati acquisiranno anche le testimonianze dei 29 attivisti italiani rientrati nel nostro Paese, tra cui il deputato M5s Dario Carotenuto.
L’esposto depositato dal team legale della Global Sumud Flotilla ipotizza già il reato di sequestro di persona, ma gli avvocati annunciano ulteriori integrazioni dopo aver raccolto le testimonianze complete dei partecipanti all’abbordaggio. Non si esclude che possano essere contestati anche altri reati, tra cui tentato omicidio e violenza sessuale.
Mantovani: «Picchiati e umiliati»
Tra i primi a rientrare in Italia ci sono Alessandro Mantovani, giornalista del Fatto Quotidiano, e Dario Carotenuto. Mantovani racconta pestaggi, minacce e umiliazioni durante la detenzione. «Io ho preso le botte, Dario ha preso le botte, altri ancora peggio», dice in un audio pubblicato dal quotidiano.
«Ho visto persone con sospette fratture alle braccia e alle costole». Il giornalista sostiene che gli attivisti siano stati trasferiti all’aeroporto Ben Gurion «con manette e catene alle caviglie» e denuncia anche spari durante l’abbordaggio delle imbarcazioni. «Ci hanno trattati come criminali», accusa.
Carotenuto: «Aria gelida puntata addosso per ore»
Anche il deputato pentastellato parla di maltrattamenti durante la detenzione israeliana. «Mi hanno tenuto per sei ore in una stanza con l’aria condizionata a 17 gradi sparata in faccia», racconta Carotenuto dopo l’atterraggio a Fiumicino. «Poi mi hanno portato in aeroporto con manette ai piedi e alle mani».
Il parlamentare attacca direttamente Ben Gvir e il governo di Benjamin Netanyahu: «Rappresentano un progetto politico che va avanti da molto prima del 7 ottobre».
Rilasciati tutti gli attivisti
La Farnesina ha confermato che tutti i partecipanti alla Flotilla, compresi i cittadini italiani, hanno lasciato Israele a bordo di voli charter partiti da Eilat. L’ong Adalah, che assiste legalmente gli attivisti, continua però ad accusare Israele di aver compiuto «un’intercettazione illegittima in acque internazionali» seguita da «torture, umiliazioni e detenzioni arbitrarie». Resta ancora aperto il caso dell’attivista israeliana Zohar Regev, trattenuta davanti al tribunale di Ashkelon con accuse definite «assurde» dalla stessa ong.
































