20 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

20 Mag, 2026

Israele spara sulla Flotilla diretta a Gaza: 87 attivisti sono in sciopero della fame

Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza

La marina israeliana spara e ferma la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. Gli attivisti denunciano colpi contro sei imbarcazioni. I 29 italiani a bordo trasferiti nel porto di Ashdod


Tensione nel Mediterraneo dopo il blocco della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza. Settantasette attivisti fermati dall’Idf e trasferiti verso Israele hanno iniziato uno sciopero della fame mentre le navi raggiungono il porto di Ashdod. La flottiglia accusa Israele di aver «rapito» i partecipanti in acque internazionali e parla apertamente di «atto di pirateria».

La richiesta ai governi stranieri è di intervenire per ottenere il rilascio immediato degli attivisti. Intanto il team legale della ong Adalah, che assiste i fermati in Israele, annuncia battaglia giudiziaria contro le detenzioni decise dalle autorità israeliane.

La marina israeliana ha fermato tutte le imbarcazioni della missione umanitaria, comprese le dieci che nelle ore precedenti erano riuscite a evitare il primo abbordaggio e avevano continuato la navigazione verso la Striscia.

Secondo gli attivisti, le motovedette israeliane hanno aperto il fuoco contro sei barche quando la flottiglia si trovava a circa cento miglia nautiche da Gaza. A bordo c’erano anche 29 italiani, ora trasferiti nel porto israeliano di Ashdod.

Israele nega di aver utilizzato armi da fuoco, ma ammette l’impiego di «mezzi non letali a scopo di avvertimento», sostenendo che nessuno sia rimasto ferito.

Gli attivisti: «Spari contro le imbarcazioni»

A denunciare l’attacco è stata la stessa Global Sumud Flotilla, che ha parlato di colpi esplosi contro almeno sei natanti, tra cui anche una barca italiana. Gli organizzatori precisano di non poter confermare se si trattasse di proiettili di gomma, ma accusano comunque Israele di aver messo in pericolo gli equipaggi e chiedono l’intervento immediato del governo italiano per garantire la sicurezza dei connazionali.

La missione era partita giovedì dal porto turco di Marmaris con 54 imbarcazioni e 426 attivisti provenienti da 39 Paesi, con l’obiettivo dichiarato di portare aiuti umanitari a Gaza e attirare l’attenzione internazionale sulla crisi nella Striscia.

Tajani chiede verifiche a Israele

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto «di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane» e ha incaricato l’ambasciatore italiano a Tel Aviv, Luca Ferrari, di presentare una richiesta formale affinché agli italiani fermati venga garantito «un trattamento dignitoso, piena protezione e l’incolumità personale».

La Farnesina continua a chiedere il rilascio immediato dei connazionali. Tra gli italiani trattenuti c’è anche il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto.

Gli attivisti portati ad Ashdod

Tutti i partecipanti alla missione verranno trasferiti nel porto di Ashdod. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, ai fermati verrà proposta l’espulsione immediata se accetteranno volontariamente di lasciare Israele. In caso contrario potrebbero essere trattenuti fino a 24 ore o sottoposti a ulteriori interrogatori.

Ad assistere gli attivisti sarà ancora una volta il team legale della ong Adalah, già coinvolto nei precedenti casi di abbordaggio della flotilla. Nei mesi scorsi la Procura di Roma aveva già aperto fascicoli sugli episodi precedenti contestando i reati di tortura e sequestro di persona. Gli attivisti ora chiedono di aggiungere anche l’ipotesi di tentato omicidio dopo l’uso della forza contro le imbarcazioni.

La protesta internazionale

L’episodio ha provocato dure reazioni internazionali. I ministri degli Esteri di dieci Paesi — tra cui Spagna, Brasile, Turchia, Pakistan e Colombia — hanno condannato l’azione israeliana contro la missione.

In Italia le opposizioni attaccano il governo chiedendo una risposta più dura nei confronti di Israele.

Giuseppe Conte ha definito il fermo degli attivisti «un sequestro a mano armata, illegale e intollerabile» chiedendo «l’immediata liberazione degli italiani». Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi-Sinistra sollecita invece la convocazione dell’ambasciatore israeliano, mentre la vicepresidente della Camera Anna Ascani chiede al governo di «agire immediatamente».

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