29 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Apr, 2026

Spari al corteo del 25 aprile: 21enne della comunità ebraica accusato di tentato omicidio

Il Corteo dell'Anpi il 25 aprile a Roma

ll ragazzo, che sarebbe appartenente alla comunità ebraica, individuato grazie alla targa dello scooter. Sparando ha ferito due attivisti Anpi


Un giovane di 21 anni, Eithan Bondì, è stato fermato per gli spari avvenuti durante al termine del corteo del 25 aprile a Roma, in cui sono rimasti feriti due attivisti dell’Anpi. Il ragazzo ha colpito nei pressi di Parco Schuster, con una pistola ad aria compressa.

In via delle Sette Chiese, al termine del corteo dell’Anpi, il 21enne a bordo di uno scooter con giacca mimetica e casco integrale ha sparato tre colpi puntandogli l’arma addosso. Poi è scappato. Spaventati i feriti due hanno chiamato i soccorsi.

Entrambi indossavano il fazzoletto dell’associazione partigiana. L’uomo è stato preso vicino al collo e alla guancia mentre la donna alla spalla. Entrambi hanno riportato lievi escoriazioni e sono stati medicati dal 118 sul posto. “Quello che è successo è una cosa gravissima” aveva commentato l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

L’indagine e l’identificazione

L’indagine è coordinata dai pm dell’antiterrorismo della Capitale. Nella notte gli investigatori hanno perquisito l’abitazione del giovane. Decisive le immagini delle telecamere di sorveglianza: la Digos ha ricostruito il tragitto dello scooter ed è risalita all’identità del presunto autore anche grazie alla targa del mezzo. Il 21enne ha detto: “Appartengo alla Comunità ebraica”.

Le accuse dei pm, tentato omicidio

I magistrati, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, contestano a Eithan Bondì il reato di tentato omicidio e quello di detenzione di armi. Secondo quanto emerso, avrebbe esploso almeno tre colpi utilizzando una pistola soft air contro i due manifestanti.

La posizione dell’Anpi

L’Anpi Roma parla di episodio di estrema gravità e annuncia un presidio nel pomeriggio nel luogo dell’agguato. In una nota, l’associazione denuncia «una deriva estremistica e intimidatoria» da parte di alcuni esponenti della Comunità ebraica e chiede alla magistratura di verificare eventuali mandanti e l’esistenza di gruppi organizzati.

Nel comunicato l’Anpi richiama anche precedenti minacce ricevute da sigle come il Gruppo Sionistico Giovanile e sollecita il ministro dell’Interno e la presidente del Consiglio a prendere posizione. Viene inoltre citata la richiesta del giornalista Gad Lerner di sciogliere eventuali «gruppi paramilitari».

La Brigata ebraica prende le distanze

La Brigata ebraica smentisce qualsiasi legame con il giovane. Il direttore del Museo della Brigata ebraica di Milano, Davide Romano, parla di «orrore» e condanna senza riserve l’uso del nome dell’organizzazione per atti di violenza, definendolo «un oltraggio alla memoria». Il presidente Victor Fadlun esprime «sgomento e indignazione» per quanto accaduto, condanna ogni forma di violenza antidemocratica e manifesta solidarietà ai feriti, Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano. La Comunità ribadisce fiducia nel lavoro della Procura e invita a evitare strumentalizzazioni che possano alimentare odio e nuove tensioni.

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