15 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Apr, 2026

L'aggressore del 25 aprile confessa: «Sono stato io». Sequestrati coltelli in casa

Eitan Bondì

ll ragazzo, che ha confessato e sarebbe appartenente alla comunità ebraica, individuato grazie alla targa dello scooter. Sparando ha ferito due attivisti Anpi


Sarebbero stati trovati e sequestrati alcuni coltelli a casa del 21enne Eithan Bondì, accusato di aver sparato alcuni colpi con una softair contro due iscritti all’Anpi lo scorso 25 aprile a Roma, nei pressi del Parco Schuster. Secondo quanto si apprende, l’arma non è stata trovata, ma il giovane avrebbe ammesso le proprie responsabilità. È stato trasferito nel carcere di Regina Coeli in attesa che la Procura chieda la convalida del fermo e il gip fissi l’interrogatorio.

Studente in Architettura, ma anche un lavoro come agente immobiliare. Aveva con sé una busta di un’azienda di consegne a domicilio, un dettaglio che sarebbe stato determinante per gli investigatori per arrivare alla sua identità. Dagli accertamenti è emerso, infatti, che Eithan Bondì lavorasse anche come rider.  È quanto emerge sul conto del 21enne che ora è in stato di fermo con l’accusa di tentato omicidio.

In via delle Sette Chiese, al termine del corteo dell’Anpi, il 21enne a bordo di uno scooter con giacca mimetica e casco integrale ha sparato tre colpi puntando l’arma addosso ai due attivisti. Poi è scappato. Spaventati i due feriti, che hanno chiamato i soccorsi.

Entrambi indossavano il fazzoletto dell’associazione partigiana. L’uomo è stato colpito vicino al collo e alla guancia mentre la donna alla spalla. Entrambi hanno riportato lievi escoriazioni e sono stati medicati dal 118 sul posto. “Quello che è successo è una cosa gravissima”, aveva commentato subito dopo i fatti l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

L’indagine e l’identificazione

L’indagine è coordinata dai pm dell’antiterrorismo della Capitale. Nella notte gli investigatori hanno perquisito l’abitazione del giovane. Decisive le immagini delle telecamere di sorveglianza: la Digos ha ricostruito il tragitto dello scooter ed è risalita all’identità del presunto autore anche grazie alla targa del mezzo. Il 21enne ha detto: “Appartengo alla Comunità ebraica”.

Le accuse dei pm: tentato omicidio

I magistrati, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, contestano a Eithan Bondì il reato di tentato omicidio e quello di detenzione di armi. Secondo quanto emerso, avrebbe esploso almeno tre colpi utilizzando una pistola ad aria compressa contro i due manifestanti.

La posizione dell’Anpi

L’Anpi Roma parla di episodio di estrema gravità e annuncia un presidio nel pomeriggio nel luogo dell’agguato. In una nota, l’associazione denuncia «una deriva estremistica e intimidatoria» da parte di alcuni esponenti della Comunità ebraica e chiede alla magistratura di verificare eventuali mandanti e l’esistenza di gruppi organizzati.

Nel comunicato l’Anpi richiama anche precedenti minacce ricevute da sigle come il Gruppo Sionistico Giovanile e sollecita il ministro dell’Interno e la presidente del Consiglio a prendere posizione. Viene inoltre citata la richiesta del giornalista Gad Lerner di sciogliere eventuali «gruppi paramilitari».

La Brigata ebraica prende le distanze

La Brigata ebraica smentisce qualsiasi legame con il giovane. Il direttore del Museo della Brigata ebraica di Milano, Davide Romano, parla di «orrore» e condanna senza riserve l’uso del nome dell’organizzazione per atti di violenza, definendolo «un oltraggio alla memoria». Il presidente Victor Fadlun esprime «sgomento e indignazione» per quanto accaduto, condanna ogni forma di violenza antidemocratica e manifesta solidarietà ai feriti, Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano. La Comunità ribadisce fiducia nel lavoro della Procura e invita a evitare strumentalizzazioni che possano alimentare odio e nuove tensioni.

“Non sono io”, post dell’omonimo del fermato

“Ho ricevuto negli ultimi minuti diversi messaggi in merito alla notizia riguardante gli eventi di Parco Schuster avvenuti il 25 aprile. Ci tengo a chiarire subito che non sono io e sono totalmente estraneo ai fatti. Si tratta, qualora fosse confermata l’identità, di un caso di omonimia, perché non ho nulla a che fare con questa vicenda”. Così, sui social, Eitan Bondì, giovane appartenente alla Comunità ebraica ed ex vice coordinatore di Forza Italia nel municipio VII di Roma, omonimo del 21enne fermato per gli spari del 25 aprile a due attivisti dell’Anpi. “Vi chiedo gentilmente di non associare la mia identità a questa storia. Confidando che la situazione possa essere chiarita al più presto”, ha precisato.

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