Il presidente Sergio Mattarella richiama i valori della Resistenza e mette in guardia dai rischi di un ordine internazionale fondato sulla forza e non sul diritto
«La lotta di Liberazione è una delle pagine fondanti della storia repubblicana». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo al Quirinale in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, davanti alle associazioni combattentistiche e d’Arma.
Il capo dello Stato ha ricordato come la Resistenza abbia rappresentato «il riscatto morale e civile di un popolo», capace di affermare valori come libertà, giustizia, pace e democrazia. Principi che, ha sottolineato, «sono scolpiti nella Costituzione» e continuano a essere il fondamento della convivenza civile e del ruolo dell’Italia nel contesto internazionale.
LEGGI «Avete allevato il nazismo ucraino»: Solovyov torna all’attacco di Italia e Mattarella
Un richiamo ancora più attuale, ha spiegato Mattarella, in una fase segnata da «conflitti, tensioni e profonda instabilità». Da qui il monito contro ogni forma di sopraffazione e deriva totalitaria, «qualunque sia la matrice ideologica o il riferimento religioso».
Il presidente ha poi ribadito che libertà e pace «non sono conquiste definitive», ma beni fragili che richiedono impegno costante e responsabilità, soprattutto verso le nuove generazioni.
Infine l’avvertimento: «Il prevalere della legge imposta da chi si ritiene più forte è destinato a produrre lutti e distruzioni, aprendo a una condizione di conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale».


















