Caos alla Camera sul decreto sicurezza: Meloni difende il provvedimento e annuncia correzioni con un nuovo decreto. Proteste e tensioni in Aula
La maggioranza va avanti senza modifiche sul decreto sicurezza ma in Aula esplode lo scontro. Tra proteste, sospensioni e accuse incrociate, il governo annuncia un nuovo provvedimento per correggere le norme contestate dal Quirinale. Meloni difende il decreto e respinge le critiche: «Non è un pasticcio».
La premier spiega che i rilievi tecnici arrivati dal Colle e dagli avvocati saranno recepiti con un nuovo decreto legge: «Non c’erano margini di tempo per modificare il testo in conversione, Ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni», dice parlando con i giornalisti a margine della visita al Salone del Mobile.
L’Opposizione “occupa” i banchi del governo
La tensione sale alla Camera durante il voto sulle pregiudiziali. I deputati dell’opposizione accerchiano e occupano simbolicamente i banchi del governo, bloccando i lavori. Il presidente di turno Fabio Rampelli interviene: «Non potete bloccare il Parlamento». Viene espulso il deputato dem Arturo Scotto e la seduta viene sospesa. Quando riprende, convocata la conferenza dei capigruppo, i parlamentari dell’opposizione rientrano nei loro posti.
Il nodo rimpatri e la correzione annunciata
Al centro dello scontro la norma che introduce incentivi per gli avvocati coinvolti nei rimpatri volontari. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi apre alla modifica: «Prendiamo atto delle sensibilità espresse, ci predisponiamo a una correzione».
La soluzione individuata dall’esecutivo è un decreto parallelo che abrogherà la norma contestata, mentre il testo principale sarà approvato senza cambiamenti.
Opposizioni all’attacco: “Serve chiarezza”
Le opposizioni chiedono uno stop ai lavori e una linea chiara del governo. La capogruppo Pd Chiara Braga chiede la convocazione immediata della conferenza dei capigruppo: «Non siamo disponibili a iniziare senza chiarimenti». Alla richiesta si uniscono anche Più Europa, Avs e M5s.
Salvini: “Conta il risultato”
Dal governo arriva anche la posizione del vicepremier Matteo Salvini: «Non mi stupisco più di nulla». Per Salvini l’obiettivo resta uno solo: «Che la stretta su sicurezza, espulsioni e rimpatri sia efficace e a norma di legge».



















