26 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

25 Lug, 2026

Soffia il caro-benzina, 2 centesimi in più al litro in un sol giorno: il governo valuta l’introduzione delle accise mobili ma restano i dubbi

La crisi in Medio Oriente continua a spingere il costo della benzina verso l’alto: solo nella giornata di ieri il costo di un litro di benzina alla pompa è aumentato in media di quasi 2 centesimi in sole 24 ore. Il governo guidato da Giorgia Meloni valuta possibili interventi per alleviare il caro-prezzi, come le accise mobili, ma su efficacia e coperture restano forti dubbi.

I prezzi dei carburanti continuano a salire. Il Governo valuta nuovi interventi, incluso il possibile ritorno delle accise mobili. Il tema è stato al centro di un incontro tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Al colloquio si è discusso della situazione economica generale, con attenzione particolare all’andamento dei prezzi. Il Governo sta approfondendo le iniziative possibili e altri incontri sono previsti nei prossimi giorni.

Dall’inizio della guerra in Iran, l’esecutivo ha già tagliato le accise: prima di 20 centesimi al litro, poi di 10, infine di 5. Una misura costata miliardi di euro, ormai insostenibile per il debito pubblico italiano. Le accise mobili, introdotte dal Governo Prodi nel 2008 e riformate da Meloni nel 2023, funzionano diversamente: tagliano le tasse sui carburanti finanziandosi con il maggiore gettito Iva generato dall’aumento del greggio. Il limite dello strumento è duplice: la riduzione dei prezzi resta contenuta, tra 7 e 10 centesimi al litro, e arriva con ritardo, perché l’Iva va prima incassata.

Il prezzo medio della benzina self service sulla rete stradale è salito a 1,968 euro al litro; il gasolio è a 2,161 euro. In autostrada la benzina self costa 2,059 euro, il gasolio 2,228. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, in ventiquattr’ore un litro di gasolio è aumentato di 2 centesimi, un pieno costa un euro in più rispetto al giorno precedente.

Sul fronte del greggio, dopo il rialzo di giovedì i prezzi sono lievemente scesi: il Brent con consegna a settembre si è attestato tra 96 e 97 dollari, mentre il Wti a New York ha perso il 2,94%, fermandosi comunque a 89,48 dollari, un livello alto rispetto al periodo precedente al conflitto.

Da Bruxelles, il gruppo di coordinamento Ue sul petrolio, che riunisce esperti della Commissione Ue, dei Paesi membri, dell’industria, dell’Agenzia Internazionale per l’Energia e della Nato, prova a rassicurare: al momento non ci sono problemi di approvvigionamento. La durata del conflitto in Medio Oriente, però, potrebbe avere un impatto rilevante nelle prossime settimane.

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