13 Ott, 2026

Cercasi traghettatore. Le coalizioni vanno a caccia di civici

Le forze politiche rincorrono chi ha radicamento sul territorio per riuscire a strappare qualche decimale in più


Traghettatore cercasi. Compenso da concordare, purché porti in dote qualche migliaio di voti, una rete di amministratori e un pacchetto di preferenze da trasferire sulla scheda delle politiche. In vista delle elezioni del 2027, presumibilmente a maggio, la politica italiana è a caccia di liste civiche. Ma il vero motore della corsa è a Palazzo Chigi. Giorgia Meloni deve allargare il perimetro del consenso, difendere il primato di Fratelli d’Italia e mettere insieme i voti necessari per conquistare il premio di maggioranza previsto dalla riforma elettorale. La soglia del 42 per cento trasforma ogni decimale in una posta politica. E ogni traghettatore in un possibile alleato, ma anche in un interlocutore pronto a presentare il conto.

Le liste civiche diventano centrali

È questa la partita che rende improvvisamente preziose le liste civiche. Non basta più contare sui propri elettori: bisogna raggiungere quelli che non si riconoscono nei simboli tradizionali, rassicurare i moderati, recuperare i delusi, intercettare il consenso personale degli amministratori locali. La premier deve allargarsi senza annacquarsi, conquistare voti senza sottrarli ai propri alleati e, soprattutto, evitare che l’operazione si trasformi in un moltiplicatore di sigle anziché di consensi. Perché una lista che pesca nello stesso bacino di Fratelli d’Italia può fare scena, ma non far risultato.

Sul tavolo delle ipotesi è finita anche una lista personale di Meloni, insieme alla suggestione di un contenitore al femminile. Non sono decisioni da dare per acquisite, ma indicano la direzione del ragionamento: costruire un’offerta capace di parlare a un elettorato più largo di quello identitario di FdI. Il rischio, altrettanto evidente, è che la lista personale finisca per cannibalizzare il partito che dovrebbe rafforzare.

Il mucchio al centro

C’è poi il problema degli alleati. Forza Italia resta il riferimento naturale di una parte dell’elettorato moderato, mentre la Lega deve fare i conti con la concorrenza a destra di Roberto Vannacci. Il mercato dei decimali, però, non si esaurisce a destra. Al centro il traffico è già congestionato. Azione di Carlo Calenda, Italia Viva di Matteo Renzi, +Europa, Udc, Noi Moderati, Coraggio Italia, Centro Democratico, le diverse sigle della Democrazia cristiana, Noi di Centro di Clemente Mastella, il Maie. E poi Sud chiama Nord, formazione territoriale che aspira a una dimensione più ampia. Un catalogo nel quale convivono partiti strutturati, movimenti personali e sigle di ispirazione cattolica, liberale e centrista.

La dote elettorale ha un prezzo, e il traghettatore non sempre si accontenta di un posto sul ponte. Il patrimonio da cui partire è enorme. Alle amministrative del 2026 si è votato in 882 Comuni italiani: 122 sopra i 15 mila abitanti e 760 sotto quella soglia. Una rete di relazioni, consenso personale e piccole leadership territoriali che sarebbe un errore disperdere. Nei municipi le liste civiche possono essere il luogo in cui cittadini, professionisti, imprenditori e associazioni entrano davvero nella gestione della cosa pubblica. Ma possono anche diventare macchine elettorali da trasferire, al momento opportuno, dal municipio al Parlamento.

I traghettatori

È qui che si muovono i traghettatori: sindaci, assessori, opinion leader e figure popolari sul territorio, capaci di portare voti oltre i confini delle appartenenze tradizionali. La fantasia, nella ricerca di nuovi bacini, non manca. Liste cattoliche, liste laiche, contenitori moderati, iniziative che guardano alle comunità immigrate e ai cittadini stranieri che hanno acquisito il diritto di voto. Mondi diversi, da raggiungere con proposte credibili, non da esibire come trofei statistici. Anche a sinistra, le indiscrezioni su un possibile ritorno politico di Beppe Grillo hanno riaperto il discorso su un laboratorio alternativo al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, sebbene per ora si resti nel campo delle ipotesi: la corsa alle liste civiche è appena cominciata.

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