Caso Garlasco, i genitori e il fratello di Chiara Poggi non saranno parte civile contro Andrea Sempio. Saranno invece parte nell’eventuale giudizio di revisione di Alberto Stasi
Non si costituiranno parte civile nei confronti di Andrea Sempio. Sono stati i legali dei genitori e del fratello di Chiara a rendere note le intenzioni della famiglia Poggi riguardo l’udienza preliminare che si profila dopo che la Procura di Pavia, come annunciato pochi giorni fa, chiederà il rinvio a giudizio nella nuova indagine contro il 38enne amico del fratello della vittima. Accusato, anche nella seconda chiusura indagini, dai pm pavesi, guidati da Fabio Napoleone, di omicidio volontario pluriaggravato nei confronti della 26enne uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco.
«Nessuna pretesa verso chi è innocente»
«Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti», si è limitato a dire Francesco Compagna, che insieme a Gianluigi Tizzoni rappresenta i Poggi. Più cauto Tizzoni: sono «valutazioni premature», perché finché resterà esecutiva la sentenza a carico di Stasi sarebbe «come richiedere due volte un risarcimento per lo stesso reato». A oggi, oltretutto – ha ricordato il legale – non c’è notizia nemmeno di una richiesta di revisione. Fuori dal tribunale di Pavia, Tizzoni ha rivendicato la scelta della famiglia: «Io credo alla verità accertata giudiziariamente con sentenze raggiunte dopo una decina d’anni di processo che hanno retto già due passaggi in Cassazione», ha detto.
Garofano sul dna: «Risultati a disposizione dei consulenti di parte»
Entrando poi nel merito della principale polemica sulle indagini, il legale stesso ha definito “propaganda” sostenere che sui pedali della bicicletta di Stasi non ci sia il Dna di Chiara. Davanti a «due estrazioni marcatamente positive con 16 aplotipi», il risultato negativo dell’analisi del Ris del 20 settembre 2007 sarebbe dovuto a una macchina che «non ha dato nessun risultato». E la difesa Stasi, secondo Tizzoni, di quell’accertamento sapeva: «La memoria scritta del professor Avato fa riferimento ad analisi svolte in sua assenza il giorno 20». A intervenire sul punto anche l’ex dei Ris, Luciano Garofano, ascoltato dagli inquirenti sul punto di recente: «C’è un verbale del 24 settembre 2007 che attesta che tutti i risultati ottenuti fino a quel momento sono stati messi a disposizione dei consulenti di parte, che firmano di proprio pugno. Tutto il resto sono solo supposizioni strumentali non supportate dagli atti ufficiali».
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Il dna sulle unghie di Chiara
Riguardo invece il dna di Sempio sulle unghie di Chiara, i consulenti incaricati dai pm di Pavia, i genetisti Carlo Previderé e Pierangela Grignani, confermano la riconducibilità al 38enne di quella traccia che è stata anche al centro di un incidente probatorio nelle indagini e che sarà terreno di scontro tra esperti delle parti. Per i consulenti della procura,
non è una traccia contaminata dai «reagenti» utilizzati e la «sola spiegazione scientificamente attendibile, in quanto la più ragionevole, per la concordanza degli alleli» dei due campioni di Dna estratti dalle unghie di Chiara Poggi «con quelli dell’indagato» «è che quest’ultimo (e tutta la sua linea paterna) non possa essere escluso quale soggetto contributore» di quel profilo.
Nuova bagarre sulla consulenza Cattaneo
Una nuova bagarre tra difese e pm, sul fronte consulenze, è già all’orizzonte: la consulenza del medico legale Cristina Cattaneo potrebbe essere nulla? La domanda è legata all’autorizzazione concessa al medico legale dalla Procura di Pavia per approfondire alcuni aspetti legati all’aggressione e all’orario della morte della ventiseienne. Una concessione che lascia perplessi i legali e che potrebbe portare a sollevare eccezioni ritenendo che le parti andavano avvisate, in quanto attività irripetibili.
I legali dei genitori e del fratello di Chiara saranno invece parte in un eventuale giudizio di revisione che proporrà la difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della sua fidanzata dell’epoca.
A intervenire in questi giorni, dopo la chiusura indagini pavese con relativi approfondimenti tecnici, è anche la madre di Sempio: «Mio figlio non è che sa di essere innocente, è innocente. Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi», ha detto ieri Daniela Ferrari ai microfoni di una tv locale, così come ha ripetuto nei giorni scorsi anche ai tg nazionali. «Delle prove non ci interessa nulla. Mio figlio sta aspettando come aspettiamo tutti noi», ha aggiunto la donna, che ha ammesso la preoccupazione per un possibile processo.































