Nuova possibile svolta nel caso Garlasco, i pm pavesi sentono l’ex capo dei Ris Luciano Garofano per oltre un’ora
“Confermo l’incontro ma non posso rivelare alcunché”. Si è espresso così Luciano Garofano, l’ex generale dell’Arma che nel 2007, quando è stata uccisa Chiara Poggi, comandava il Reparto Investigazioni Scientifiche dell’Arma dei Carabinieri. E che è stato sentito come testimone dalla Procura di Pavia per oltre un’ora. A poche ore dalla chiusura delle indagini, il cui termine indicato in una nota anche dal procuratore Fabio Napoleone è il 28 settembre, quindi, c’è chi ipotizza una “svolta”. Ma al momento c’è il massimo riserbo sul faccia a faccia. Ma alla domanda se ci si trovi di fronte davvero a una svolta, l’ex Generale ha risposto seccamente: “Non faccio commenti sull’indagine poi deduca lei. Aspettiamo il 415 bis”.
Sotto la lente le indagini del 2007
Alla vigilia dell’annunciata chiusura della nuova inchiesta pavese – unico indagato Andrea Sempio – le indagini scientifiche effettuate nel 2007 sul delitto Garlasco finiscono al centro degli ultimi atti istruttori. Quelli relativi alla nuova inchiesta sull’uccisione di Chiara Poggi.
Secondo quanto anticipato dal Tg1, la Procura di Pavia ha sentito, insieme a Garofano – che per un breve periodo è stato anche consulente della difesa Sempio – anche alcuni ufficiali che all’epoca erano in servizio al Ris.
Atteso anche il deposito ai pm dell’ultima delle quattro consulenze disposte negli accertamenti integrativi dalla Procura di Pavia.
Il dna sulle unghie di Chiara
Tra le consulenze già prodotte ai pm, c’è quella chiesta a Carlo Previderè per riesaminare il capitolo del Dna sulle unghie della vittima. Dna precedentemente attribuito alla linea paterna di Sempio sempre da una consulenza dell’accusa e anche oggetto di perizia in incidente probatorio.
La consulenza Cattaneo
Poi, la consulenza integrativa sulle misurazioni antropometriche di Sempio, chiesta a Cristina Cattaneo. E la consulenza supplementare sull’impronta a pallini lasciata sul pavimento della villetta il giorno del delitto, affidata a Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli. Intorno alle misure del piede di Sempio potrebbe giocarsi la rilevanza di un elemento già noto. Quello della cosiddetta impronta di scarpa ‘Frau’, a causa della disputa sull’effettivo numero dell’indagato, che sosteneva avere il 44, nel 2007, mentre gli era stato misurato un 42-43, ma a distanza di molti anni. La prima delle tre consulenze è arrivata il 7 settembre, le altre due il 23 settembre. E dovranno, poi, essere messe a disposizione della difesa con la chiusura indagini ‘bis’, che dovrà essere notificata alla difesa Sempio, dopo quella dell’8 maggio, e che prelude a una probabile richiesta di rinvio a giudizio. Così i legali di Sempio, entro 20 giorni, potranno depositare le altre loro consulenze alle quali stanno lavorando con i loro esperti.
La consulenza psichiatrica
All’appello manca la consulenza psichiatrica, in carico a Roberto Catanesi, da cui potrebbe emergere qualche elemento nuovo. Lo psichiatra aveva chiesto un incontro diretto con il commesso, che ha rifiutato su consiglio dei suoi legali. La consulenza quindi si baserà sulle dichiarazioni dell’indagato da fonti aperte, come le interviste, su diari e scritti e sulle intercettazioni dei suoi soliloqui effettuate dai Carabinieri mentre si trovava in auto. Tra i quesiti c’è quello di stabilire l’effettiva capacità di intendere e volere di Sempio il 13 agosto 2007, data dell’omicidio di Chiara Poggi nella villetta di famiglia a Garlasco, la presenza di disturbi psicologici e l’eventuale pericolosità sociale. Un impianto, però, contestato dalla difesa che ritiene che per poter verificare questi aspetti servirebbe la presenza pregressa di una patologia psichiatrica conclamata e che per queste analisi semmai i pm dovrebbero chiedere una perizia in incidente probatorio.






























