Da New York cresce la pressione su Mosca: oltre cinquanta Paesi chiedono un cessate il fuoco immediato e senza condizioni. Zelensky rilancia sanzioni, tregua energetica e un vertice trilaterale con Trump e Putin
«L’Ucraina è grata a tutti coloro che agiscono e applicano una pressione basata sui principi. Praticamente tutti i nostri partner concordano sul fatto che, finché gli attacchi continuano, finché questa guerra terroristica prosegue, non è il momento di cedere», ha scritto ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un tweet su X poi ribadito nel corso dell’Assemblea generale dell’Onu.
«È importante che le sanzioni inviino un segnale alla Russia, compresi i suoi oligarchi, che la guerra deve finire, non semplicemente aspettare che passi. Grazie a tutti coloro che stanno aiutando l’Ucraina», ha concluso Zelensky.
A New York, oltre cinquanta Paesi chiedono alla Russia di accettare finalmente un cessate il fuoco immediato e senza condizioni e negoziati per una pace giusta e duratura. La dichiarazione, letta al Consiglio di sicurezza, è firmata da Kyiv, Ue, Italia, Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Giappone, Corea del Sud e altri Paesi europei.
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Rubio-Lavrov, un’ora di colloquio
Intanto, Marco Rubio e Sergej Lavrov hanno chiuso un incontro di circa un’ora. Rubio ha riferito che Russia e Ucraina mostrano interesse per un cessate il fuoco limitato su energia e grano; Washington è pronta a un ruolo più costruttivo.
Rubio spera che Putin accetti l’invito di Trump al G20 di Miami di dicembre. Mosca sostiene invece di non vedere prerequisiti per negoziati di pace.
L’elicottero russo nello spazio aereo polacco
Sul terreno arriva un nuovo allarme. Un elicottero russo Mi-8 proveniente da Kaliningrad ha violato lo spazio aereo polacco per 42 secondi, penetrando per 300 metri a nord di Braniewo. Varsavia ha fatto decollare caccia e allertato le forze terrestri; la difesa aerea resta operativa 24 ore su 24. Varsavia parla di un possibile test della prontezza delle difese. L’ultimo caso risale al 30 luglio, con un Kh-101 russo caduto a Lublino.
È dentro questa pressione che Zelensky chiede a Trump di accelerare verso un vertice trilaterale con Putin. Zelensky dice di essere pronto a una tregua energetica se Mosca fermerà gli attacchi contro elettricità, riscaldamento e acqua.
Trump ha chiesto a Kyiv di fermare gli attacchi con droni alle raffinerie russe. Zelensky chiede per l’inverno un pacchetto di difesa con Patriot e altre tecnologie e la produzione di armi in Ucraina su licenza americana. Con Macron ha discusso di difesa aerea e sistemi antimissile.
Kiev e Odessa sotto pressione
Kiev e Odessa restano sotto pressione: i raid hanno colpito infrastrutture ferroviarie, magazzini, distributori e strutture portuali, danneggiando a Odesa anche depositi di medicinali, alimenti e beni di uso quotidiano. Nel Donetsk si registrano altre vittime. Nel Mar Nero è stata colpita una nave di Antigua e Barbuda: morto il comandante ucraino, equipaggio evacuato.
Alla Crimea Platform Zelensky ha rilanciato la partita del Mar Nero: Kiev è pronta a contribuire a una navigazione calma e sicura e alla sicurezza alimentare, se la Russia compirà passi concreti verso la de-escalation. Egitto, India e Turchia hanno presentato opzioni per proteggere la sicurezza alimentare; Kiev attende ora la risposta russa. Il grano è anche un nodo economico: i porti baltici potrebbero assorbire fino a 20 milioni di tonnellate di esportazioni ucraine, ma con circa 100 dollari a tonnellata e fino a due miliardi di sostegno internazionale.
Ricostruzione, il conto sale a 506 miliardi
Sul fronte britannico, Zelensky ha incontrato Andy Burnham per protezione della popolazione, preparazione all’inverno e sostegno britannico all’energia. Burnham ha chiesto di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche; il Cremlino lo ha accusato di alimentare sentimenti anti-russi dopo il suo intervento all’Onu. La ricostruzione vale circa 506 miliardi di euro fino al 2034; l’Ue lega parte dei finanziamenti a riforme sullo Stato di diritto e sull’economia. Zelensky indica per il 2026 un fabbisogno aggiuntivo di 27 miliardi di dollari.
Le donne nella ricostruzione dell’Ucraina
Sul ruolo femminile nella rinascita del Paese si apre intanto il Women Economic Forum Europe for Reconstruction of Ukraine: oggi e venerdì a Tabiano, nel Parmense, il forum organizzato con Tabiano Talks e con il patrocinio Ue riunirà istituzioni, imprese e società civile.
Obiettivo: partnership concrete e donne ucraine nelle decisioni economiche, industriali e geopolitiche. Tra le partecipanti Oleksandra Matviichuk, Nobel per la pace 2022. E proprio Matviichuk avverte che l’inverno sarà molto difficile per gli attacchi alle infrastrutture energetiche.





























