La presidente della Commissione europea denuncia ultranazionalisti, antieuropei, ingerenze russe e disinformazione: «Disprezzano i nostri valori». Poi l’allarme sul clima: «Questa è stata l’estate della verità»
«Disprezzano i nostri valori e vogliono frantumare la nostra unità europea». Ursula von der Leyen apre lo Stato dell’Unione con un appello a difendere un’Europa «forte e indipendente» dalle pressioni esterne e dalle forze che, anche al suo interno, cercano di indebolirne le democrazie.
La presidente della Commissione europea mette sullo stesso fronte ultranazionalisti, antieuropei, ingerenze russe e disinformazione. «I nomi possono essere diversi, ma il loro obiettivo è lo stesso», afferma, invitando l’Europa a non limitarsi a reagire ma a «lottare insieme per la nostra idea di Europa».
«Ci troviamo ora a fare i conti con un mondo apertamente ostile», avverte von der Leyen. Guerre, competizione industriale e una «battaglia di narrazioni» si intrecciano alle difficoltà quotidiane delle famiglie europee, dal costo della vita alla casa. Problemi che, sottolinea, vengono «strumentalizzati per creare divisioni tra di noi. A volte dall’esterno e troppo spesso dall’interno».
L’obiettivo deve essere quindi «costruire un’Europa indipendente che abbia il potere di agire», perché «il destino dell’Europa deve rimanere nelle mani degli europei».
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«Questa è guerra cognitiva»
Von der Leyen insiste sulla minaccia alla democrazia, chiarendo che non arriva soltanto dall’esterno. «Vediamo l’ascesa di forze antidemocratiche e antieuropee», afferma.
Disinformazione e interferenze straniere, sostiene, cercano di dividere le società europee e minare la fiducia nelle istituzioni democratiche e nei media liberi. Cita campagne elettorali condizionate dalla propaganda straniera e teorie del complotto alimentate da video deepfake diventati virali.
«Questa è guerra cognitiva», dice, chiedendo all’Unione una capacità comune di «anticipare, individuare e rispondere».
Stop ai social sotto i 13 anni
Ma una delle novità più concrete del discorso riguarda i minori. Von der Leyen annuncia che la Commissione presenterà l’Eu Kids Act, con regole differenziate in base all’età.
La proposta prevede nessun utilizzo dei social media per i minori di 13 anni e nessun account personale per chi ha meno di 15 anni. Tra i 13 e i 15 anni saranno ammessi soltanto mini-account creati e supervisionati dai genitori, con funzionalità ridotte e limiti di tempo.
Per la fascia tra i 15 e i 18 anni, invece, le piattaforme dovranno garantire sistemi progettati tenendo conto della sicurezza degli utenti minorenni.
Von der Leyen punta il dito anche contro i meccanismi che creano dipendenza e contro i contenuti estremi ai quali possono essere esposti i bambini. E cita esplicitamente l’utilizzo delle fotografie delle ragazze per produrre immagini sessualizzate attraverso l’intelligenza artificiale.
«Sono consapevole che molti percepiscono il potere delle grandi aziende tecnologiche come schiacciante e impossibile da arginare. Non sono d’accordo», afferma.
La Commissione vuole intervenire anche oltre la tutela dei minori: in autunno presenterà il Digital Fairness Act, destinato a contrastare, tra l’altro, i sistemi digitali progettati per creare dipendenza.
Il Canada verso lo status di membro associato
Von der Leyen apre poi una prospettiva politica inedita nei rapporti con Ottawa: il Canada potrebbe diventare il primo membro associato dell’Unione europea.
Rivolgendosi al premier Mark Carney, la presidente della Commissione propone di «aprire le porte al Canada» e di passare dall’attuale accordo commerciale Ceta a una nuova «Alleanza per il futuro», con l’obiettivo di creare uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica.
«Questa è una partnership non contro qualcun altro, ma per la nostra forza comune», precisa.
«Questa è stata l’estate della verità»
Ampio spazio anche alla crisi climatica. «Questa estate è stata l’estate della verità», afferma von der Leyen, ricordando gli incendi che hanno colpito il continente, il ritiro dei ghiacciai alpini e le difficoltà dei grandi fiumi europei.
Il bilancio indicato dalla presidente della Commissione è di 660mila ettari bruciati e circa 12 milioni di tonnellate di raccolti persi.
«L’Europa può, deve e manterrà la rotta sui suoi obiettivi climatici», assicura, pur riconoscendo che la transizione è complessa e richiederà correzioni lungo il percorso.
La Commissione istituirà inoltre una Climate Insurance Alliance per ridurre il divario nella copertura assicurativa delle catastrofi. Attualmente, secondo i dati citati da von der Leyen, soltanto circa il 25% delle perdite provocate dalle catastrofi in Europa è coperto da assicurazioni private.
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Sul bilancio europeo, la presidente ribadisce infine la necessità di trovare nuove entrate: «Ogni bilancio moderno ha bisogno di nuove risorse proprie».
«Riprendiamo in mano il nostro futuro»
Von der Leyen chiude tornando alle origini del progetto europeo: popoli che dopo essere stati a lungo in guerra hanno scelto di costruire insieme «un destino di pace e prosperità, di democrazia e libertà». E affida al Parlamento l’ultimo appello:
«Riprendiamo ancora una volta in mano il nostro futuro».

































