L’Europarlamento indica la Russia come principale minaccia esterna alla democrazia europea. Ma sullo Scudo saltano gli schieramenti italiani: Forza Italia vota con Pd e Azione, FdI e Lega con il M5S
Il Parlamento europeo ha approvato con 420 voti favorevoli, 220 contrari e 26 astensioni la relazione sullo Scudo europeo per la democrazia, indicando la Russia come la principale minaccia esterna all’integrità democratica dell’Unione.
Lo Scudo è l’insieme di strumenti con cui Bruxelles vuole proteggere elezioni, istituzioni, informazione e spazio digitale dalle interferenze straniere: campagne coordinate di disinformazione, reti di bot, sabotaggi, cyberattacchi e operazioni di influenza.
L’Europarlamento chiede un Centro europeo per la resilienza democratica, indipendente e dotato di mandato, bilancio e capacità operative, e pretende soprattutto che vengano applicate sul serio le norme già esistenti. Non un nuovo “ministero della verità”, ma uno schermo contro chi vuole truccare il gioco.
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Destra contro destra, sinistra contro sinistra
La politica italiana è andata in frantumi. Forza Italia ha votato a favore insieme a Pd, Verdi e Azione. Contro hanno votato Fratelli d’Italia, Lega, Roberto Vannacci e Movimento 5 Stelle. Sinistra Italiana si è astenuta. Non maggioranza contro opposizione, non destra contro sinistra: destra contro destra e sinistra contro sinistra. Una geografia imbarazzante, che non comprende i confini politici della parola Russia.
Antonio Tajani aveva già avvertito che il rischio di interferenze russe sulle elezioni italiane ed europee è concreto e che bisogna muoversi prima. «Ansia anti-russa» per Matteo Salvini. Stesso governo, stessa politica estera sulla carta, ma due idee opposte su come difendere il processo democratico.
Cyberattacchi, sabotaggi e spionaggio
Nel testo approvato non si parla di post su Facebook. Si parla di cyberattacchi, sabotaggi, spionaggio, disturbi del segnale, attacchi alle infrastrutture critiche. La Russia è indicata esplicitamente come la principale minaccia, insieme a Bielorussia, Cina, Iran e Corea del Nord.
Stessa frattura per l’opposizione. Il Movimento 5 Stelle vota no. Sinistra Italiana si astiene. Le primarie del centrosinistra oltre a scegliere il capo della coalizione dovranno stabilire quale linea tenere su Russia, Europa e sicurezza. Una dicotomia enorme, che finora si è preferito non vedere.
Il confine tra opinione e propaganda
Carlo Calenda chiede da tempo di andare oltre la denuncia. Rendere effettive le sanzioni contro gli organi della propaganda di guerra russa, spegnere i terminali organizzati riconducibili agli apparati del Cremlino, impedire che associazioni, strutture e sedicenti centri culturali diventino canali di influenza politica.
In sostanza, di andare oltre nell’applicazione della legge, non oltre la legge. Nessuno può impedire a un italiano di essere filorusso, ma una cosa è un’opinione, un’altra è una macchina di propaganda alimentata da una potenza straniera.
La guerra fuori e le divisioni dentro
Mentre i piloti italiani difendono concretamente lo spazio aereo della Nato e la Polonia fortifica i propri confini dopo un attacco russo a poche centinaia di metri dal suo territorio, a Strasburgo e a Roma gli italiani si dividono sull’opportunità di difendere dallo stesso avversario lo spazio democratico.
La Russia riesce a dividerci persino sulla necessità di impedire che qualcuno dall’esterno provi a farlo.
Una fotografia impietosa e feroce della nostra politica estera, di quella attuale e di chi si propone di subentrare alla guida del governo. Putin non ha bisogno di convincere tutti. Gli basta che l’Europa discuta all’infinito se esista davvero un problema, che ogni misura di autodifesa venga subito trasformata in una guerra ideologica e che perfino davanti a un tentativo di proteggere le urne riemerga la vecchia trincea tra presunti censori e presunti putiniani.
Lo Scudo europeo dovrebbe difendere la democrazia dalle interferenze straniere. Il voto italiano ha finito invece per mostrare quanto quelle interferenze abbiano già trovato terreno fertile nelle nostre divisioni.































