10 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

10 Set, 2026

Caso Orlandi, il mistero del flauto nelle mani dei Ris: forse era di Emanuela

Emanuela Orlandi

Sul caso di Emanuela Orlandi nuovo colpo di scena: i Ris stanno effettuando dei rilievi su un flauto. Lo strumento è stato rinvenuto in un pacco, probabilmente appartenuto alla ragazza


Nuovo colpo di scena nel caso di Emanuela Orlandi: i Ris di Roma sarebbero impegnati nell’analisi di un flauto forse appartenuto alla ragazza, cittadina vaticana, scomparsa a Roma il 22 giugno del 1983.

A rivelarlo è stato Gianluigi Nuzzi, conduttore di “Dentro la notizia“, in un video pubblicato sui profili social della trasmissione. “Sulla scomparsa di Emanuela Orlandi c’è un nuovo colpo di scena.Nei laboratori del Ris dei carabinieri di Tor di Quinto a Roma si stanno aprendo dei pacchi. In uno è stato rinvenuto un flauto, che sarà sottoposto ad analisi genetiche”, ha precisato il giornalista.

«In queste ore i consulenti e i genetisti stanno verificando un flauto nel laboratorio dei Ris. Bisogna capire se è quello che era già stato indicato da Accetti o se si tratta di un nuovo flauto», ha ribadito Nuzzi.

La famiglia Orlandi

Il nuovo accertamento disposto dalla procura di Roma ”è certamente positivo, dà l’idea che vogliono approfondire elementi che non sono stati sufficientemente analizzati”. Così l’avvocato Laura Sgrò, legale della famiglia di Emanuela Orlandi, commenta i nuovi esami in corso da parte dei carabinieri del Ris di Roma su un flauto “finalizzati alla ricerca e alla successiva estrazione di eventuali profili di Dna utili ad eventuale comparazione”. “Si tratta del flauto – spiega la penalista – che era già stato analizzato in passato e ora gli accertamenti riguardano lo strumento, la custodia e due fogli di giornale in cui era avvolto”. Lo strumento era stato fatto analizzare nel 2013. ”Stiamo seguendo l’attività portata avanti dalla nuova inchiesta e nei subprocedimenti seguiti dal pm Stefano D’Arma e al quale siamo grati per l’impegno”, sottolinea l’avvocato Sgrò che per gli accertamenti ha nominato come consulente Giorgio Portera.

Il legale di Accetti dai Ris

Presente alle operazioni dei Ris anche l’avvocato di Marco Fassoni Accetti, Giancarlo Germani. «Mi trovo al Ris», afferma Germani, «è l’unica dichiarazione che posso dare». Il fotografo, e ora nuovamente indagato Accetti, aveva già negli anni scorsi rinvenuto un flauto che aveva attribuito a Orlandi.

L’ipotesi che si è fatta via via più consistente e che circola ora nei vari ambienti che indagano sul caso della ragazzina scomparsa ormai oltre 40 anni fa – due procure, una italiana e una vaticana, e una commissione bicamerale d’inchiesta – è che lo stesso Accetti abbia inviato il flauto ai Ris. Del resto già molti anni fa fu lui a segnalare agli inquirenti un flauto a suo dire di Emanuela come prova di un suo coinvolgimento in un “sequestro simulato” secondo le sue parole, della giovane.

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Sant’Apollinare e De Pedis

Il particolare del flauto non è secondario nella vicenda Orlandi. La ragazza è scomparsa proprio dopo una lezione di musica presso la scuola ‘Tommaso Ludovico da Victoria’, che all’epoca si trovava in piazza Sant’Apollinare, in un edificio confinante con la basilica dove sono stati effettuati rilievi, comunque andati a vuoto, quando si scoprì che lì vi era tumulato il boss della Banda della Magliana, Renatino De Pedis.

Ma a ‘sconfessare’ l’attribuzione a Emanuela del ‘primo’ flauto segnalato da Accetti è stato nell’ambito dei lavori della commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori e della stessa Orlandi proprio il maestro di flauto della giovane, Loriano Berti.

In una significativa testimonianza a San Macuto, Berti spiegò che quello su cui si esercitava Emanuela era uno Yamaha nichelato, “di maggiore qualità”. Mentre quello pervenuto dagli inquirenti era un semplice “Rampone”. Bisogna capire se il flauto è quello che era già stato indicato da Accetti. O se si tratta di uno nuovo.

Rinvio in Commissione parlamentare

Intanto il 10 settembre è saltata la seduta della commissione bicamerale che avrebbe dovuto audire Raul Bonarelli, ex gendarme vaticano ai tempi di Giovanni Paolo II. Il rivio è stato dovuto ai lavori in aula sulla riforma della legge elettorale. Bonarelli è stato a lungo ritenuto un personaggio chiave del caso Gregori.

Fu infatti visto al bar frequentato da Mirella e dalla sua amica Sonia De Vito sulla Nomentana. Ma poi non fu riconosciuto in un confronto promosso dagli inquirenti dalla madre di Mirella, deceduta poco dopo. A quanto si apprende Bonarelli sarà riconvocato, probabilmente, fra un paio di settimane.

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La mamma di Josè Garramon

Intanto potrebbe tenersi la prossima settimana l’audizione della mamma di Josè Garramon, il 13enne investito e ucciso nella pineta di Castel Porziano nel dicembre 1983. Un caso che vide coinvolto Marco Accetti, il fotografo che si autoaccusò sostenendo di avere avuto un ruolo nella vicenda di Emanuela e Mirella.

La stessa mamma di Josè Garramon si era detta disponibile a essere sentita dalla Commissione e sarà tra le prossime persone a essere sentite.

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