La Bce aumenta i tassi di un quarto di punto e avverte che il conflitto continua a spingere l’inflazione. Lagarde vede però un’economia dell’Eurozona più resistente del previsto e Francoforte alza le stime sulla crescita
La Bce torna ad alzare i tassi d’interesse. Nella riunione di politica monetaria a Berlino, il Consiglio direttivo ha deciso un aumento di un quarto di punto percentuale, in linea con le attese dei mercati.
Il tasso sui depositi passa così dal 2,25% al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali sale al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%.
Dietro la nuova stretta c’è soprattutto l’inflazione, sulla quale continuano a pesare le conseguenze del conflitto in Medio Oriente e dello shock energetico. La Bce ha confermato al 3% la previsione per il 2026, ma ha rivisto al rialzo quelle per i due anni successivi: 2,5% nel 2027 e 2,1% nel 2028.
La guerra spinge ancora l’inflazione
«Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato», spiega la Bce.
L’obiettivo resta riportare stabilmente l’inflazione al 2% nel medio termine. Francoforte avverte però che le prospettive sono ancora molto incerte: i rischi sono orientati al rialzo per i prezzi e al ribasso per la crescita. Molto dipenderà dall’intensità e dalla durata dello shock energetico e dalle sue conseguenze sull’economia.
La Bce alza le stime sulla crescita
Nonostante la nuova stretta monetaria, l’Eurotower vede un’economia dell’area euro più resistente del previsto. La crescita è stimata allo 0,9% nel 2026, all’1,4% nel 2027 e all’1,5% nel 2028. La revisione al rialzo per quest’anno e il prossimo riflette, secondo la Bce, una «capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro maggiore delle attese».
Lagarde: «L’economia è resiliente»
La presidente della Bce Christine Lagarde ha sottolineato che l’economia dell’area euro si è dimostrata «resiliente» di fronte allo shock energetico. Dopo una crescita dello 0,6% nel secondo trimestre, l’espansione dovrebbe proseguire anche nel terzo. Lagarde ha indicato tra i segnali positivi la solidità del manifatturiero, il recupero della fiducia delle famiglie e gli investimenti nell’IA.
Lagarde non scioglie il nodo sul suo futuro
La presidente non ha invece voluto rispondere alle indiscrezioni su una possibile uscita anticipata dalla Bce per assumere la guida del Forum economico mondiale.
«Quando ci saranno notizie da riportare che mi riguardano personalmente, sarete i primi a saperlo dopo i miei nipoti. Non c’è niente di cui dare notizia», ha detto Lagarde.































