Centinaia tra cittadini, amici, parenti e conoscenti per i funerali di Lorena Isceri, celebrati a Squinzano (Lecce) il 9 settebre alle 17. Fiocchi, nastri, rose e palloncini rossi sulle case e nelle strade
Fiocchi, nastri, rose e palloncini rossi sono stati posizionati su balconi, porte e cancelli di tutte le case di via de Pietro e delle strade che conducono dall’abitazione della famiglia Isceri alla chiesa Maria Regina di Squinzano (Lecce), dove alle 17 del 9 settembre si sono celebrati i funerali di Lorena Isceri, la 45enne uccisa nei giorni scorsi a Firenze dell’ex compagno, che l’ha gettata dal cavalcavia sull’A1 a Barberino di Mugello (Firenze), prima di gettarsi nel vuoto a sua volta.
Nella stessa chiesa la donna era stata battezzata da bambina.
L’omelia
«C’è una differenza abissale tra l’amore e il possesso, tra l’amore e il controllo, tra l’amore e la gelosia, tra l’amore e la pretesa, tra l’amore e il diritto di decidere della vita di un altro».
«Dobbiamo dirlo con chiarezza, soprattutto ai giovani: se una persona ti dice no, quel no va rispettato. Se una persona decide di non continuare una relazione non ti sta togliendo qualcosa che ti appartiene. Perché l’altro non ci appartiene», è un passaggio dell’omelia di don Vanni Bisconti, durante i funerali.
L’addio dei genitori

“Amore mio”, le parole di mamma Antonietta e papà Franco sul feretro della figlia. Il padre di Lorena, prima che la bara bianca uscisse dalla chiesa, ha baciato la foto della figlia che era poggiata sul feretro e l’ha sollevata, mostrandola alle centinaia di cittadini, amici, parenti e rappresentanti delle istituzioni.
Una volta posizionata nel carro funebre, gli amici hanno fatto volare palloncini, mentre il padre abbracciava e baciava la bara e la mamma ha poggiato sul feretro un peluche di Lorena. Insieme a loro, anche Danilo, l’altro figlio e fratello di Lorena. Il corteo funebre ha poi raggiungento il cimitero comunale dove si è proceduto alla tumulazione con una cerimonia privata.
L’arrivo del feretro
Da Firenze il feretro di Lorena Isceri era arrivato in mattinata davanti alla chiesa Maria Regina, a Squinzano, per la camera ardente. Nella cittadina salentina, in cui la donna era nata, la 45enne tornava spesso per le vacanze anche se da anni viveva a Firenze. La bara bianca in mattinata è stata accolta in silenzio, seguita dai familiari e i parenti stretti. La madre di Lorena Isceri, Antonietta, stringeva tra le braccia l’orsacchiotto bianco della figlia, che le era stato regalato quando era bambina: nel pomeriggio, dopo i funerali, il peluche è stato poggiato sul feretro. In lacrime anche il padre Franco, che nei giorni scorsi ha lanciato un appello a unirsi contro la violenza.
Lo striscione

La comunità di Squinzano in questi giorni si è stretta attorno alla famiglia. “Lorena sei cresciuta con noi, ora cammini nella luce, ma resterai per sempre qui, dove sei amata”, è lo striscione che gli amici hanno affisso su un muro di fronte alla chiesa. Tante le persone che hanno partecipando ai funerali. Piene le navate della chiesa, mentre sul sagrato è stato allestito un maxischermo per permettere alla folla rimasta fuori di partecipare alla celebrazione.
Nella chiesa, oltre alla famiglia e agli amici della 45enne, presenti rappresentanti di molte istituzioni, tra cui il presidente della Provincia di Lecce e una quarantina di sindaci salentini con la fascia tricolore.































