9 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

9 Set, 2026

Iran, lavori al sito nucleare di Pickaxe Mountain. Gli Usa studiano come distruggerlo

Le immagini satellitari mostrano un’accelerazione dei lavori nel complesso vicino a Natanz. Secondo Cnn, il Pentagono ha preparato test contro obiettivi profondamente interrati e continua a studiare un attacco. Trump: «Potremmo colpirlo molto presto»


L’Iran sta accelerando i lavori in uno dei suoi siti nucleari più difficili da raggiungere, mentre il Pentagono studia nuove capacità per colpire installazioni sepolte a profondità oggi forse fuori dalla portata delle armi convenzionali americane. È quanto emerge da un’analisi di immagini satellitari del Center for Strategic and International Studies (Csis), anticipata in esclusiva dalla Cnn.

Pickaxe Mountain è un complesso sotterraneo vicino all’impianto nucleare di Natanz, circa 225 chilometri a sud di Teheran. Secondo gli analisti del Csis, che hanno esaminato sei anni di immagini satellitari, nel corso del 2026 si è registrata una «chiara accelerazione dell’attività di costruzione».

La funzione esatta della struttura non è stata accertata. Secondo il Csis, tuttavia, è «probabile» che Pickaxe Mountain sia stata progettata come rifugio protetto per attività legate al programma nucleare iraniano.

Il sito scavato nel granito

La montagna rappresenta un problema particolare per Washington perché il complesso è scavato nel granito e molto in profondità. Secondo Cnn, l’intelligence israeliana ha ipotizzato che Teheran possa volerci trasferire centrifughe destinate all’arricchimento dell’uranio.

Donald Trump ha più volte minacciato di colpire Pickaxe Mountain. «Potremmo colpire Pickaxe molto presto», ha detto la scorsa settimana, aggiungendo che gli Stati Uniti conoscono i movimenti in corso nel sito.

Ma proprio la profondità dell’installazione rende incerta l’efficacia di un eventuale attacco. Secondo l’analisi del Csis, la montagna potrebbe rappresentare un bersaglio difficile persino per le più potenti bombe convenzionali a disposizione del Pentagono.

Il test segreto nel deserto del New Mexico

Cnn ha ricostruito anche un’attività americana che potrebbe essere collegata alla ricerca di una soluzione.

Quattro giorni prima dell’inizio dell’operazione Epic Fury, un responsabile della Defense Threat Reduction Agency, l’agenzia del Pentagono incaricata di contrastare le armi di distruzione di massa, firmò una procedura d’emergenza da 1,2 milioni di dollari per ripristinare una particolare struttura sotterranea nel poligono di White Sands, in New Mexico.

L’obiettivo indicato nei documenti era preparare un test a fuoco destinato a verificare capacità classificate contro «minacce emergenti». I lavori dovevano essere completati in appena due o tre settimane in risposta a una direttiva di sicurezza nazionale definita urgente.

Tre fonti a conoscenza della questione hanno riferito alla Cnn che i preparativi erano collegati alla guerra con l’Iran e alla necessità di sviluppare un sistema capace di colpire le installazioni sotterranee più profonde del Paese, simulando attacchi contro specifici siti nucleari.

Cnn precisa però di non aver potuto verificare in modo indipendente che il test sia stato effettivamente eseguito né stabilire con certezza lo scopo dei lavori osservati attraverso i satelliti. Il Pentagono non ha risposto alle richieste di chiarimento dell’emittente.

Il limite delle bombe americane

Il problema era già emerso durante gli attacchi americani del giugno 2025 contro il programma nucleare iraniano. Le forze statunitensi riuscirono a distruggere alcune strutture importanti, ma un alto ufficiale americano spiegò successivamente al Congresso che nel sito profondamente interrato di Isfahan erano stati sepolti soltanto gli ingressi.

Il Pentagono riteneva infatti che le Massive Ordnance Penetrator, le grandi bombe “bunker buster” progettate per penetrare strutture sotterranee fortificate, non fossero in grado di distruggere completamente l’impianto.

L’Aeronautica americana sta lavorando a una nuova generazione di bombe penetranti destinate a sostituire le attuali MOP e potenzialmente capaci di raggiungere obiettivi ancora più profondi. Il contratto per avviare lo sviluppo di un prototipo risale al settembre 2025.

Le immagini satellitari di White Sands

Le immagini satellitari esaminate dalla Cnn mostrano che tra il 16 e il 18 febbraio sono cominciati lavori di scavo in un’area remota del poligono di White Sands gestita dalla Defense Threat Reduction Agency e dallo Strategic Command.

La struttura è destinata proprio a testare gli effetti delle armi contro obiettivi profondamente interrati. Anche questo sito, come Pickaxe Mountain, è scavato nel granito.

L’attività è proseguita fino alla metà di marzo, con movimenti di mezzi e un progressivo accumulo del materiale estratto dagli scavi, per poi apparentemente interrompersi.

Pickaxe era già nei piani di attacco

Secondo una fonte citata dalla Cnn, le forze armate americane dispongono di piani operativi per un eventuale attacco contro Pickaxe Mountain. Il sito faceva parte di un pacchetto di possibili obiettivi preso in considerazione durante l’estate, quando Trump minacciava una nuova escalation contro l’Iran.

Il piano prevedeva l’impiego di alcune delle bombe più potenti dell’arsenale statunitense. Rimane però il dubbio fondamentale: non è chiaro se queste armi riescano a penetrare abbastanza in profondità da distruggere ciò che Teheran potrebbe aver trasferito all’interno della montagna.

La pianificazione non si sarebbe fermata. Una fonte ha riferito a Cnn che settori del Dipartimento della Difesa hanno recentemente condotto una sessione intensiva di pianificazione proprio sulle modalità per colpire strutture sotterranee.

Cosa potrebbe nascondere Pickaxe Mountain

Il Csis individua tre possibili funzioni per il complesso, tutte collegate al programma nucleare iraniano: potrebbe ospitare l’assemblaggio delle centrifughe, un impianto per l’arricchimento dell’uranio oppure attività connesse al nucleare considerate particolarmente sensibili, come la conversione dell’uranio metallico.

Le immagini mostrano inoltre un cambiamento nella natura dei lavori. Secondo gli analisti, l’attività sarebbe passata dagli scavi alla probabile costruzione degli spazi interni e al rafforzamento delle strutture esterne. Nel 2026 è aumentato il traffico sulle strade, sono stati rialzati e rinforzati gli accessi ai tunnel, asfaltata la rete viaria interna e consolidate le aree di ingresso.

Gli stessi analisti invitano però alla cautela: proprio la continuità dei lavori suggerirebbe che Pickaxe Mountain, qualora fosse destinata all’arricchimento dell’uranio, non sia ancora pronta. Ma le immagini satellitari indicano che Teheran continua a lavorare dentro la montagna.

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